I token per la privacy dash, xmr e dcr brillano mentre btc ed eth rallentano e il mercato si consolida
- 12 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute ha continuato la fase di consolidamento mercoledì: i principali asset hanno registrato lievi ribassi, mentre alcune valute orientate alla privacy hanno sovraperformato nettamente.
Situazione di mercato
Il valore complessivo del mercato crypto è sceso di circa lo 0,6% nelle ultime 24 ore, attestandosi intorno ai 3,51 trilioni di dollari, livello comunque superiore al minimo toccato all’inizio di novembre. I volumi e la liquidità restano ridotti rispetto ai periodi precedenti, lasciando ampi spazi per oscillazioni pronunciate in caso di eventi di mercato.
L’aumento recente della volatilità segnala che la liquidità non si è ancora pienamente ristabilita dopo la compressione indotta dall’uso della leva del mese scorso. In tale contesto, anche notizie di portata modesta possono tradursi in movimenti di prezzo amplificati, poiché il mercato appare teso e pronto a reagire.
Particolare attenzione verrà rivolta agli sviluppi negli Stati Uniti: la risoluzione della crisi istituzionale che ha coinvolto il governo federale potrebbe accelerare decisioni regolamentari sul settore cripto e influenzare la direzione dei prezzi nel breve termine.
Posizionamento sui derivati
Il BVIV di Volmex, indicatore della volatilità implicita a 30 giorni su Bitcoin, rimane elevato e si mantiene nella zona del 50%: una lettura che riflette aspettative di maggiore turbolenza nel breve periodo, alimentate da liquidità ridotta, fattori macro e acquisti di opzioni put.
L’attività sui futures è stata eterogenea: l’open interest è aumentato di circa l’1-2% per token come HYPE, BCH e SOL, mentre si è ridotto per ETH, XRP e BNB; Bitcoin ha invece mantenuto un livello di open interest stabile. Questi movimenti indicano posizionamenti contrastanti tra i partecipanti al mercato.
Gli annualized funding rates per BTC e ETH restano significativamente al di sotto della media del 2025, segnalando una domanda contenuta di leva e un atteggiamento prudente da parte degli investitori. Il funding rate è lo strumento che bilancia posizioni long e short sui mercati perpetui, e livelli bassi tendono a indicare minor pressione rialzista derivante dalla leva.
Sulla CME il basis annualizzato a tre mesi sui futures di SOL è sceso al 7%, il livello più basso da luglio, in linea con i premi osservati sui futures di BTC e ETH. Il basis misura la divergenza tra prezzo spot e prezzo dei contratti a termine e può riflettere aspettative di finanziamento o la presenza di arbitraggio.
Deribit mostra un posizionamento delle opzioni che, nel breve termine, evidenzia pressioni ribassiste su BTC e ETH. Tra le block trades più rilevanti è stato segnalato un venduto di put spread su BTC con scadenza dicembre, mentre sono state acquistate call su ETH con strike compresi tra i 4.000 e i 7.000 dollari.
Parole sui token
Il mercato degli altcoin mostra segni di indecisione dopo una fase di forti oscillazioni: alcuni progetti hanno registrato rimbalzi importanti, mentre i principali token rimangono deboli.
La narrativa dominante nelle ultime 24 ore è stata il rilancio delle valute per la privacy: Decred (DCR) ha messo a segno un guadagno rilevante, mentre DASH e XMR hanno anch’esse mostrato performance solide, supportate da flussi concentrati e da una maggiore attenzione degli investitori su alternative alla tracciabilità.
Un altro movimento degno di nota è stato il +20% di CC, token nativo della Canton Network, una blockchain progettata per l’utilizzo istituzionale e supportata da importanti controparti bancarie; questo rally riflette interesse verso soluzioni dedicate a integrazione e interoperabilità aziendale.
Al contrario, alcuni dei maggiori token per capitalizzazione hanno segnato ribassi: ETH, XRP e BNB sono scesi dell’1-2% nelle ultime 24 ore, mentre SOL ha mostrato maggiore debolezza con un calo vicino al 3,6%. Anche Bitcoin ha perso meno dell’1% nello stesso arco temporale.
L’indicatore tecnico medio di forza relativa (RSI) si mantiene intorno a quota 51 su 100, segnalando uno stato di neutralità di mercato: non si rilevano condizioni nette di ipercomprato o ipervenduto, per cui serve un catalizzatore esterno per determinare la direzione predominante dei prezzi.
L’indice di “fear and greed” è sceso verso livelli di paura, intorno a 26/100: storicamente, fasi con sentiment così contenuto hanno preceduto rimbalzi importanti, ma non offrono indicazioni precise sui tempi e sulle entità dei recuperi. Gli operatori dovrebbero quindi valutare rischio di volatilità e gestire dimensioni delle posizioni di conseguenza.
In sintesi, il mercato resta concentrato su liquidità e derivati: la combinazione di posizionamenti prudenziali, volatilità implicita elevata e potenziali sviluppi regolamentari negli Stati Uniti rende lo scenario operativo altamente sensibile a notizie di mercato e a movimenti nei book di trading.