Sindacati rompono il tavolo su Ex Ilva: proposte del governo inaccettabili, Palazzo Chigi esprime rammarico

Si è concluso intorno alle 21:40 l’incontro tra il Governo e le organizzazioni sindacali sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, una riunione durata circa tre ore e mezza che si è chiusa con l’abbandono del tavolo da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

Svolgimento dell’incontro

La riunione è stata presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per l’Esecutivo erano presenti i ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, oltre al consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro.

Alla discussione hanno partecipato i rappresentanti dei principali sindacati metalmeccanici: Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager. Erano inoltre presenti delegati di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari del gruppo ex Ilva.

Esito del confronto e posizione del Governo

Al termine del vertice i sindacati hanno deciso di interrompere il confronto. Il Governo ha espresso rammarico per la decisione delle organizzazioni sindacali di non proseguire nel dialogo, ribadendo tuttavia la disponibilità ad approfondire in sede tecnica tutte le questioni emerse, comprese quelle ritenute più controverse.

Reazioni sindacali: De Palma (Fiom)

Michele De Palma ha dichiarato:

“Il governo ha presentato di fatto un piano di chiusura. Ci sono migliaia di lavoratori che finiscono in cassa integrazione, non c’è un sostegno finanziario al rilancio e alla decarbonizzazione. Abbiamo deciso unitariamente come Fim, Fiom e Uilm di andare dai lavoratori e spiegare che contrasteremo la scelta del Governo con tutti gli strumenti possibili.”

Reazioni sindacali: Palombella (Uilm)

Rocco Palombella ha spiegato la posizione della Uilm:

“Non c’è nulla. Né c’è un piano industriale. Hanno parlato di piano ‘corto’ perché il tempo che rimane prima della chiusura è molto breve. Abbiamo deciso di andare dai lavoratori e spiegare che questo piano non si può discutere o emendare: è inaccettabile perché parte dall’ipotesi di portare alla chiusura dell’ex Ilva. Noi non vogliamo essere responsabili di questa scelta, e finora abbiamo collaborato; ora però i lavoratori vengono condannati a una chiusura inesorabile.”

Rocco Palombella ha inoltre precisato che la decisione dei sindacati di interrompere il tavolo è stata presa con responsabilità e dopo un confronto giudicato duro, ritenendo inaccettabile l’ipotesi di utilizzare i lavoratori per coprire esigenze finanziarie immediate.

Reazioni sindacali: Uliano (Fim-Cisl)

Ferdinando Uliano ha valutato la situazione come particolarmente preoccupante:

“Ci presenteremo ai lavoratori illustrando questa situazione drammatica: parlare di 6mila persone in cassa integrazione su 10mila significa mettere in discussione la prosecuzione dell’attività dell’impianto. Decideremo insieme ai lavoratori le iniziative da intraprendere. Non abbiamo avuto risposte concrete su un piano di rilancio e non sappiamo quali prospettive abbiano gli eventuali offerenti; nel frattempo il Governo propone l’estensione immediata della cassa integrazione a ulteriori 1.200 persone, con il rischio di fermare attività strategiche come la batteria delle cokerie.”

Quadro istituzionale e implicazioni

L’ex Ilva di Taranto rappresenta un nodo complesso che coinvolge aspetti occupazionali, ambientali e industriali. I commissari straordinari, nominati per gestire la transizione e gli obblighi di risanamento, collaborano con enti come Invitalia e con il Ministero competente per definire modalità di rilancio o di riorganizzazione dell’azienda.

La questione del finanziamento alla decarbonizzazione e al rilancio industriale è centrale: senza risorse pubbliche o private adeguate, i piani industriali rischiano di rimanere privi di concretezza. Parallelamente, la gestione della cassa integrazione e delle gare per nuovi acquirenti condiziona profondamente le scelte occupazionali e il futuro dell’area.

Sul piano politico, la vicenda può incidere sui rapporti tra Governo e sindacati e diventare oggetto di iniziative legislative o di interventi pubblici mirati, soprattutto se dovessero intensificarsi le misure di protezione sociale per migliaia di lavoratori.

Prossime mosse e scenari

Il Governo ha ribadito la disponibilità a proseguire gli approfondimenti tecnici su tutti gli aspetti sollevati durante il tavolo, mentre le organizzazioni sindacali hanno programmato incontri con i lavoratori per illustrare le proposte ricevute e decidere le azioni successive.

I prossimi giorni saranno cruciali per chiarire se si apriranno ulteriori spazi di negoziazione tecnica, se saranno presentate proposte industriali credibili da parte di potenziali acquirenti e quale sarà il supporto finanziario e normativo che l’azione pubblica intenderà mettere in campo per assicurare una transizione che tuteli l’occupazione e il rispetto delle normative ambientali.



Author: Tony
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