Gli americani spendono quasi 1.000 dollari l’anno per lo streaming: Scott Galloway dice che Netflix potrebbe trarne vantaggio in caso di recessione
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Scott Galloway, autore di best seller e docente alla NYU, ha raccontato con ironia la propria frustrazione verso i servizi in streaming, spiegando che per molte persone la procedura di cancellazione è deliberatamente complicata dalle piattaforme.
Scott Galloway said:
“I don’t know how to cancel them. I don’t have the patience to.”
Il panorama dei consumi in streaming
Secondo ricerche di mercato, il nucleo familiare medio degli Stati Uniti sottoscrive ormai quattro servizi in streaming, con una spesa mensile complessiva cresciuta di circa il 13% nell’ultimo anno, passando da 61 a 69 dollari.
Tra i consumatori più giovani, che mediamente utilizzano cinque abbonamenti, l’aumento dei costi si avvicina al 20%, e la spesa annua per lo streaming si avvicina ormai a circa 1.000 dollari a nucleo familiare. Negli ultimi mesi molte piattaforme, come Disney+, Hulu, Apple TV+, Netflix e Peacock, hanno introdotto rincari o modifiche alle loro offerte.
Perché le aziende alzano i prezzi
Secondo Galloway, l’ondata di aumenti non è anzitutto conseguenza dell’inflazione o di fattori macroeconomici, bensì dell’esercizio di una maggiore pricing power da parte delle piattaforme: una volta costruito un pubblico fedele e un marchio riconoscibile, le aziende ritengono di poter trasferire parte dei costi sugli abbonati senza subire cancellazioni massicce.
Scott Galloway said:
“We’ve tolerated a lot.”
Dal punto di vista finanziario, i modelli in abbonamento offrono ricavi ricorrenti che sono più prevedibili e semplici da proiettare rispetto alle vendite occasionali. Questo spiega perché società con ricavi ricorrenti negoziano spesso a multipli più elevati rispetto a rivenditori tradizionali.
Scott Galloway said:
“You have to make a proactive decision to go into Urban Outfitters and buy more. You have to make a proactive decision to not go into Netflix.”
In altri termini, l’attrito necessario per abbandonare un servizio in abbonamento è maggiore rispetto all’acquisto occasionale, e ciò crea una barriera che sostiene la base clienti delle piattaforme.
Galloway osserva inoltre che molte aziende hanno inizialmente adottato prezzi promozionali, talvolta inferiori ai costi, per acquisire utenti; oggi, con un pubblico consolidato, l’obiettivo è la redditività e il ritorno sull’investimento nel contenuto e nella tecnologia.
Scott Galloway said:
“This is just a standard part of the business cycle.”
Impatto sui consumatori e consigli pratici
Se da un lato il modello in abbonamento è vantaggioso per le aziende, dall’altro può erodere progressivamente la capacità di spesa delle famiglie: piccoli addebiti ricorrenti, spesso dimenticati, si accumulano e riducono la flessibilità finanziaria.
Scott Galloway said:
“Recurring revenue payments just kill you.”
Per questo motivo Galloway invita a una revisione periodica di tutti gli abbonamenti e dei pagamenti ricorrenti, utilizzando strumenti o app che evidenzino addebiti nascosti o dimenticati. Consiglia inoltre prudenza nell’assumere impegni a lungo termine che possano compromettere la resilienza finanziaria individuale.
Scott Galloway said:
“Do not rent an apartment that you can’t afford. Do not get into a car lease that’s going to put you in over your head.”
Tra le raccomandazioni pratiche figurano il mantenere l’affitto sotto il 30% del reddito netto e la limitazione di vincoli finanziari prolungati che possano ridurre la capacità di affrontare imprevisti.
Conseguenze economiche e possibili evoluzioni del mercato
In una fase di rallentamento economico o recessione, le piattaforme potrebbero cogliere l’opportunità per testare la soglia di tolleranza dei consumatori rispetto ai prezzi: alcuni modelli prevedono aumenti graduali, maggiore segmentazione dell’offerta o la promozione di piani supportati dalla pubblicità per trattenere gli utenti sensibili al prezzo.
Dal punto di vista degli investitori, la stabilità dei ricavi ricorrenti rimane un fattore chiave di valutazione; per i regolatori e le autorità per la concorrenza, invece, l’attenzione è rivolta a pratiche che possano limitare la scelta dei consumatori, come la difficoltà a disdire o le clausole contrattuali poco trasparenti.
In futuro è probabile che il mercato offra mix più diversificati: pacchetti in bundle, piani a prezzo ridotto sostenuti dalla pubblicità, limitazioni sulla condivisione delle credenziali e offerte temporanee per attrarre nuovi abbonati. Tutto ciò avrà impatti sia sui bilanci delle famiglie sia sulle strategie competitive delle piattaforme.
Conclusione
La crescita della spesa per lo streaming riflette una trasformazione strutturale nei modelli di consumo e nelle strategie aziendali: la prevedibilità dei ricavi è apprezzata dagli investitori, mentre i consumatori devono diventare più consapevoli degli oneri ricorrenti. Un controllo periodico degli abbonamenti e una gestione prudente degli impegni finanziari sono strumenti utili per mantenere l’equilibrio del bilancio familiare.