L’azione dei prezzi del mercato crypto ricorda le azioni dei primi anni 2000, secondo un analista
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La pressione di vendita esercitata dalle whales e dai detentori a lungo termine sta drenando liquidità e mantenendo i prezzi delle criptovalute sotto pressione, secondo l’analisi di Jordi Visser.
Visser paragona l’attuale dinamica di mercato alla fase successiva allo scoppio della bolla dot-com del 2000, quando molte azioni persero fino all’80% del loro valore e impiegarono anni prima di recuperare i massimi precedenti.
Secondo la ricostruzione, durante quel periodo molti fondi di venture capital rimasero vincolati da clausole di lock-up e, una volta scadute, liquidarono posizioni approfittando di ogni rimbalzo, contribuendo a prolungare la fase di consolidamento.
Jordi Visser ha detto:
“Molte azioni quotavano sotto il prezzo dell’IPO. Oggi osserviamo una situazione simile: i capitali di rischio e gli investitori interni, alla ricerca di liquidità o di rimborsi, vendono ad ogni rally. È ciò che abbiamo visto su Solana, Ethereum, su tutte le altcoin e su Bitcoin.”
Visser precisa però che l’analogia con i sedici anni necessari al mercato azionario per ritornare ai massimi non è una previsione diretta per le crypto, ma serve a spiegare le dinamiche di offerta dal lato della vendita; secondo lui la fase di consolidamento delle criptovalute potrebbe terminare entro un anno al massimo.
Da ottobre si è registrata un’inversione di sentiment che alcuni analisti interpretano come l’inizio di un mercato ribassista per le criptovalute e per Bitcoin, con diverse previsioni rialziste riviste al ribasso e una generale cautela tra investitori istituzionali e retail.
Pressione di vendita delle ‘whales’ e ruolo dei detentori a lungo termine
La vendita da parte delle whales non è di per sé anomala: spesso realizzano profitti ai massimi storici. Il problema sorge quando l’offerta immessa sul mercato supera la domanda disponibile, comprimendo i prezzi fino a che non si ristabilisce un nuovo equilibrio.
Julio Moreno ha detto:
“Da ottobre le vendite dei detentori a lungo termine sono aumentate; non è una novità, ma la domanda si contrae e non è in grado di assorbire l’offerta messa in circolo dai long-term holder a prezzi più alti.”
Secondo questa lettura, l’attuale fase vede detentori storici scaricare posizioni più rapidamente di quanto il mercato riesca a digerire, creando pressioni di breve termine che frenano i rimbalzi dei corsi.
Scenario dei prezzi e possibili livelli di supporto
Alcuni osservatori ritengono che Bitcoin abbia trovato un possibile livello di fondo attorno ai 100.000 dollari, mentre altri temono che un aumento della pressione di vendita possa spingere il prezzo verso i 92.000 dollari. Queste stime riflettono la forte volatilità e la sensibilità del mercato alla liquidità disponibile.
La durata e l’entità del consolidamento dipenderanno non solo dalle decisioni dei grandi detentori, ma anche dal ritorno di nuova domanda: investitori istituzionali, prodotti basati su ETF (dove presenti), exchange e nuovi ingressi di capitale retail giocano un ruolo cruciale nell’assorbire l’offerta.
Implicazioni per investitori e mercato
Per gli investitori la lezione principale è la rilevanza della liquidità e della gestione del rischio: elevata concentrazione di asset in poche mani può amplificare i movimenti di prezzo. Le istituzioni che offrono servizi di custodia, scambio e prodotti finanziari continueranno a influenzare la struttura della domanda e dell’offerta.
A livello regolatorio e di mercato, periodi prolungati di vendita possono aumentare la pressione su intermediari e piattaforme, richiedendo adeguamenti nella gestione del rischio e monitoraggio della liquidità da parte degli operatori e delle autorità di vigilanza.
In sintesi, la compressione dei prezzi delle criptovalute è al momento sostenuta da vendite consistenti da parte di grandi detentori; la ripresa dei corsi dipenderà da un ristabilito equilibrio tra offerta e domanda, dall’ingresso di nuova liquidità e da fattori macro e regolamentari che possono influenzare il comportamento degli investitori su orizzonti sia brevi sia lunghi.