Il numero che dimostra perché oggi conviene comprare Alphabet

Google Cloud ha annunciato un balzo del backlog a 155 miliardi di dollari nel terzo trimestre, un incremento del 46% rispetto al trimestre precedente e dell’82% su base annua. Questo dato, noto come remaining performance obligations (RPO), rappresenta entrate future già impegnate dai contratti con i clienti e riflette la crescente domanda di servizi cloud legati all’intelligenza artificiale.

Per gli investitori, un backlog così consistente indica una visibilità sui ricavi futura e una base ricorrente più stabile rispetto alle entrate pubblicitarie, storicamente più volatili per Alphabet. L’aumento mette in evidenza il ruolo centrale del cloud nell’evoluzione del gruppo verso servizi enterprise e soluzioni AI.

Cosa rappresenta il backlog e come si compone

Il backlog o RPO misura il valore totale dei ricavi contrattuali che un’azienda prevede di riconoscere nel futuro. Nel caso di Google Cloud include abbonamenti, tariffe a consumo e contratti pluriennali per potenza di calcolo, storage e strumenti di intelligenza artificiale.

La somma complessiva viene suddivisa in RPO corrente (atteso entro l’anno successivo) e non corrente (oltre l’anno). Alphabet prevede di riconoscere circa il 55% di questi ricavi entro i prossimi due anni, offrendo così un significativo grado di certezza finanziaria.

Fattori che hanno spinto la crescita

La forte crescita del backlog è stata trainata da contratti pluriennali con grandi imprese che stanno adottando l’infrastruttura AI di Google Cloud, incluse le soluzioni basate su Gemini e sulla piattaforma Vertex AI. L’espansione della domanda riguarda sia l’addestramento dei modelli sia l’esecuzione delle inferenze.

Inoltre, clienti come Broadcom e Salesforce stanno integrando le TPU (unità di elaborazione Tensor) e silicio personalizzato per ottimizzare i carichi di lavoro AI, contribuendo al consolidamento di impegni contrattuali a lungo termine.

Impatto sui margini e sulle spese in conto capitale

Il segmento cloud offre margini operativi più elevati e prevedibili rispetto alla pubblicità. Nel terzo trimestre i margini operativi di Google Cloud sono saliti al 23,7%, rispetto al 17% dell’anno precedente, grazie alle economie di scala.

Per sostenere la crescita, Alphabet ha aumentato le spese in conto capitale, con investimenti trimestrali intorno a 24 miliardi di dollari, destinati principalmente all’espansione dei data center e all’hardware per l’intelligenza artificiale. Questi investimenti supportano direttamente l’aumento del backlog.

Concorrenza e posizionamento nel mercato cloud

Pur restando terza per quota di mercato con circa il 13%, Google Cloud cresce più rapidamente rispetto a AWS (Amazon, 29%) e Azure (Microsoft, 20%), avvicinandosi gradualmente ai leader grazie all’offerta AI e alla integrazione dei servizi nell’ecosistema Alphabet.

La presenza di oltre 300 milioni di abbonati a Google One e il dominio nella ricerca forniscono al gruppo una base di clienti ampia e sinergie che possono favorire ulteriori adozioni enterprise e scenari ibridi.

Rischi e incertezze

Nonostante le prospettive positive, il backlog non è immune a variabili: rinnovi contrattuali, cancellazioni o condizioni economiche sfavorevoli possono ridurlo. La concorrenza resta intensa e richiede innovazione continua per trattenere i clienti.

Anche i vincoli regolamentari rappresentano un rischio persistente. Sebbene Alphabet abbia recentemente superato la revisione antitrust del Justice Dept. relativa all’acquisizione di Wiz, il contesto normativo globale può influire su operazioni e strategie future.

Prospettive per investitori e mercato

Gli analisti stimano che il backlog potrebbe permettere a Google Cloud di contribuire per il 20% o più ai ricavi di Alphabet entro il 2027, rispetto al ~15% attuale. Le previsioni indicano un possibile raddoppio dei ricavi cloud nei prossimi tre anni, trainati dalle migrazioni enterprise e dalla monetizzazione delle soluzioni AI.

Dal punto di vista valutativo, un rapporto prezzo/utili prospettico intorno a 26 può risultare equilibrato rispetto alla traiettoria di crescita indicata dal backlog. Per gli investitori orientati alla tecnologia e all’AI, il dato rappresenta una forte argomentazione a favore di Alphabet, bilanciata però dai rischi sopra indicati.

In sintesi, il backlog di 155 miliardi di dollari testimonia un aumento sostenuto della domanda di servizi cloud e AI per Google Cloud, offrendo visibilità sui ricavi futuri e potenziali benefici di lungo periodo per Alphabet, purché l’azienda mantenga ritmo d’innovazione e capacità di gestione della concorrenza e del contesto regolatorio.