Pakistan valuta una stablecoin ancorata alla rupia: esperti avvertono di possibili perdite per 25 miliardi di dollari
- 9 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Pakistan sta valutando l’emissione di una stablecoin ancorata al rupee, mentre esperti avvertono che ritardi nella regolamentazione degli asset digitali potrebbero costare al paese fino a 20–25 miliardi di dollari in opportunità economiche perdute.
Potenziale economico e stime di crescita
Secondo stime citate durante un convegno, il paese potrebbe sbloccare un’importante quota di crescita legata alle attività cripto se venisse definito un quadro normativo chiaro e favorevole. La rapida espansione del mercato globale delle stablecoin è vista come un’opportunità per attrarre investimenti, ampliare i servizi finanziari e modernizzare i canali di trasferimento di valore.
Pakistan Banks Association (PBA) ha stimato che, con politiche adeguate, il settore crypto potrebbe generare tra i 20 e i 25 miliardi di dollari in benefici economici, inclusi nuovi servizi finanziari, occupazione e flussi di capitale.
Progetto di CBDC e collaborazione internazionale
Le autorità monetarie stanno contemporaneamente esplorando la possibilità di una Central Bank Digital Currency (CBDC) per migliorare l’accesso ai servizi finanziari e ridurre i costi legati alle rimesse. Un prototipo di CBDC è in fase di sviluppo con il supporto di partner internazionali.
Faisal Mazhar, vicepresidente dei pagamenti presso la banca centrale, ha dichiarato che il prototipo è realizzato con assistenza del World Bank e del International Monetary Fund, e che è prevista una fase pilota prima di una eventuale diffusione su larga scala.
Una CBDC potrebbe avere impatti significativi sulla politica monetaria, sull’inclusione finanziaria e sulla riduzione dei costi di intermediazione per rimesse e pagamenti retail. Tuttavia, la sua implementazione richiede valutazioni su cybersecurity, privacy e interoperabilità con il sistema bancario tradizionale.
Iniziativa privata: il ruolo di ZAR
Parallelamente alle iniziative pubbliche, operatori privati stanno cercando di colmare il divario di accesso ai servizi finanziari. La startup fintech ZAR mira a rendere accessibili stablecoin ancorate al dollaro ai consumatori nei mercati emergenti, incluso il Pakistan.
ZAR ha recentemente raccolto 12,9 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Andreessen Horowitz (a16z), con la partecipazione di investitori istituzionali come Dragonfly Capital, VanEck Ventures, Coinbase Ventures e Endeavor Catalyst. L’obiettivo dichiarato è favorire l’inclusione finanziaria in un paese di circa 240 milioni di abitanti, dove oltre 100 milioni di adulti risultano tuttora privi di un conto bancario formale.
L’espansione delle soluzioni private può accelerare l’adozione di meccanismi di pagamento digitali, ma richiede un coordinamento con la regolamentazione nazionale per mitigare rischi legati a stabilità finanziaria, antiriciclaggio e tutela dei consumatori.
Adozione e posizionamento internazionale
Negli ultimi anni il Pakistan ha mostrato uno dei tassi di crescita più rapidi nell’adozione delle criptovalute. Secondo indici internazionali di adozione, il paese ha scalato posizioni nella classifica globale, consolidando un ruolo rilevante nei mercati emergenti delle valute digitali.
Questa dinamica riflette fattori demografici, penetrazione mobile crescente e la necessità di strumenti di pagamento alternativi in presenza di limitazioni nel sistema bancario tradizionale.
Quadro normativo e invito alle imprese internazionali
Nei mesi recenti il paese ha aperto le porte a scambi internazionali di criptoasset e a fornitori di servizi asset virtuali, invitando operatori esteri a presentare manifestazioni di interesse per ottenere licenze operative sotto un nuovo ordinamento federale.
La neonata autorità regolatoria, Pakistan Virtual Asset Regulatory Authority (PVARA), istituita ai sensi del Virtual Assets Ordinance 2025, è incaricata di concedere licenze, vigilare e supervisionare i fornitori di servizi legati ad asset virtuali. L’obiettivo è costruire un ecosistema regolamentato che bilanci innovazione, tutela dei consumatori e conformità a standard internazionali di antiriciclaggio.
L’apertura agli operatori internazionali può accelerare la professionalizzazione del settore, ma richiederà controlli prudenziali, requisiti di capitale, sistemi di reporting e standard tecnici per l’integrazione con il sistema finanziario esistente.
Rischi, benefici e prossimi passi
L’introduzione di una stablecoin nazionale e di una CBDC presenta opportunità concrete per l’inclusione finanziaria, l’efficienza dei pagamenti e la riduzione dei costi delle rimesse. Allo stesso tempo richiede una valutazione prudente dei rischi legati a stabilità macroeconomica, controllo della politica monetaria e protezione dei dati personali.
I prossimi passi includono la conclusione della fase pilota della CBDC, l’elaborazione di regole tecniche e di compliance da parte di PVARA, e un dialogo strutturato con operatori privati per definire interoperabilità, standard di sicurezza e modelli di governance che favoriscano sviluppo sostenibile e trasparenza.