Una nuova prospettiva sull’operazione di basis
- 8 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati sono sempre alla ricerca della prossima opportunità speculativa. Per il 2026 prevedo che la strategia dominante sarà una variante del tradizionale basis trade, in cui gli investitori manterranno posizioni lunghe su Digital Asset Treasuries (DAT) e posizioni corte sui futures. Questa versione estesa del basis trade potrebbe coprire un ampio spettro di progetti cripto comunemente indicati come “alts”.
Il boom dei Digital Asset Treasuries nel 2025
Nel 2025 le Digital Asset Treasuries hanno avuto un anno di svolta. Nella loro forma più comune si tratta di società quotate che emettono azioni pubbliche e impiegano i proventi per acquistare uno specifico asset digitale, con l’obiettivo di aumentare i token detenuti per azione. Questo schema rende le esposizioni alle criptovalute accessibili agli investitori tradizionali, poiché le azioni possono essere negoziate, custodite e coperte come qualsiasi altro titolo azionario.
La forza dei DAT risiede nella loro flessibilità: queste società possono adottare varie strategie di tesoreria e rendimento per incrementare il rapporto tra prezzo azionario e valore patrimoniale netto, noto come mNAV. Massimizzando la quantità di token per azione, i DAT mirano a sovraperformare l’asset sottostante, sfruttando staking, restaking e altre fonti di rendimento on‑chain.
Un esempio emblematico è la strategia associata a Michael Saylor: il titolo collegato all’accumulazione di Bitcoin è cresciuto in modo molto significativo nel periodo di accumulo fino al settembre 2025, in una misura superiore all’aumento del prezzo spot di Bitcoin nello stesso arco temporale.
Il ruolo mancante: i futures regolamentati
I futures sono contratti che consentono di fissare il prezzo futuro di un bene e, da secoli, sono uno strumento centrale per la gestione del rischio nei mercati tradizionali. Permettono a istituzioni e operatori di coprire esposizioni, prendere posizione sui movimenti di prezzo e scalare operazioni in modo efficiente. Nel mondo cripto, tuttavia, contratti regolamentati esistono solo per una manciata di asset, come Bitcoin e Ether.
La scarsità di futures regolamentati su una gamma più ampia di token ha limitato fino ad oggi le possibilità di copertura per molti investitori istituzionali. Per diversi anni la questione è stata influenzata dalle valutazioni regolamentari: durante la presidenza della SEC sotto Gary Gensler si è sostenuto che molte risorse digitali rientrassero nella categoria dei titoli, complicando il lancio di derivati su commodity cripto.
Il contesto normativo sta però cambiando. L’amministrazione di Donald Trump ha dichiarato l’intenzione di favorire lo sviluppo del settore cripto negli Stati Uniti, e il nuovo presidente della SEC, Paul Atkins, ha più volte affermato che la maggior parte dei token non rientrano nella definizione di titoli. Con questo ostacolo regolatorio attenuato, i futures sono tornati al centro dell’attenzione come elemento abilitante per l’accesso istituzionale.
Inoltre, chiarimenti normativi recenti della SEC indicano che token con almeno sei mesi di attività sui futures possono essere più facilmente considerati per la quotazione in ETFs, facilitando così l’afflusso di capitale istituzionale e l’adozione di massa.
Come funziona il basis trade sui DAT
Il basis trade tradizionale consiste nell’acquistare un asset nel mercato spot e vendere contemporaneamente un contratto futures sullo stesso asset, realizzando un profitto dalla differenza di prezzo tra i due mercati, detta appunto “basis”. Quando i prezzi futures sono superiori allo spot, condizione definita contango, questa strategia tende a essere vantaggiosa.
I DAT accumulano, mettono in staking e spesso reinvestono i token, generando rendimento on‑chain reale. Acquistando le azioni di un DAT, l’investitore prende esposizione sia al token sia al flusso di rendimento associato. Vendendo allo scoperto i futures corrispondenti sull’asset sottostante — incluso il caso di total return token che inglobano anche il rendimento da staking — è possibile neutralizzare le oscillazioni di prezzo, isolando lo spread tra il prezzo futures e il valore spot detenuto dal DAT.
Se un DAT viene scambiato sotto il suo valore patrimoniale o se il prezzo futures (o il total return token) è superiore al valore spot detenuto dal DAT, l’arbitraggio può produrre un rendimento relativamente stabile e poco correlato al mercato. Per gli alts le differenze possono risultare più marcate rispetto ad asset più consolidati, offrendo potenzialmente rendimenti più elevati.
Tuttavia, i rischi sono significativi. Un calo repentino del mNAV può determinare perdite sulla componente azionaria non completamente compensate dall’hedge sui futures. Inoltre, DAT che trattano a sconto potrebbero diventare bersagli di acquisizione: una takeover potrebbe ristabilire il mNAV ma anche portare a una ristrutturazione degli asset, costringendo alla chiusura anticipata della posizione.
Altri fattori di rischio includono la liquidità dei futures, i costi di funding, le richieste di margine e il rischio di controparte nelle piattaforme di trading. Per operatori avversi a questi rischi, le ETFs progettate per mantenere il mNAV vicino al valore patrimoniale potrebbero risultare una soluzione preferibile, ma i prodotti completi sugli alts con copertura futures sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo.
Prospettive per il 2026
Con la diffusione di futures regolamentati su una gamma più ampia di token, la combinazione long DAT / short futures potrebbe diventare un canale efficace per catturare rendimento cripto senza dover detenere chiavi private o subire direttamente l’alta volatilità spot. Questa strategia offre a banche, gestori patrimoniali e ad altri operatori tradizionali la possibilità di ottenere esposizione al rendimento cripto con procedure operative e profili di custodia familiari.
Se le condizioni di mercato e la regolamentazione continueranno a evolvere nella direzione attuale, è plausibile che nel 2026 il basis trade su DAT diventi una delle strategie più osservate da investitori istituzionali e desk di trading di Wall Street. Resta fondamentale, però, che gli operatori valutino con attenzione la liquidità, i rischi regolamentari e la gestione del margine prima di implementare posizioni significative.