Ex azienda di successo durante il covid accusa l’intelligenza artificiale di aver tagliato metà del suo personale
- 9 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Negli Stati Uniti il mercato del lavoro mostra segnali di ristrutturazione profonda: secondo il rapporto JOLTS del Bureau of Labor Statistics, quest’anno circa 1,6 milioni di lavoratori statunitensi sono stati licenziati ogni mese, con tagli significativi sia nel settore retail sia nelle grandi società tecnologiche e logistiche.
Panoramica delle riduzioni di personale
Negli ultimi mesi diverse multinazionali hanno annunciato ondate di esuberi mirati a ridurre costi e snellire l’organizzazione. Target ha comunicato la soppressione di circa 1.800 posizioni corporate, rappresentando una delle più rilevanti riduzioni interne nella sua storia recente.
Negli stessi intervalli Amazon ha annunciato un’ulteriore tornata di licenziamenti che ha coinvolto circa 14.000 dipendenti corporate, spiegando che l’obiettivo è ridurre la burocrazia e riallocare risorse per meglio servire investimenti e clienti.
Amazon said:
“rimuovere livelli e spostare risorse”
Anche il settore della logistica ha registrato tagli importanti: UPS ha dichiarato di aver ridotto l’organico per decine di migliaia di posizioni nell’ambito di un programma di riconfigurazione della rete e di efficienza operativa.
Settori più colpiti e dinamiche delle dimissioni
Nonostante l’aumento dei licenziamenti, le separazioni volontarie sono rimaste relativamente stabili, attestandosi intorno ai 3,1 milioni: molti lavoratori sembrano accettare la nuova realtà occupazionale. Tuttavia, la distribuzione per settore presenta segnali distinti.
Settori come la ristorazione, la ricreazione e le arti e intrattenimento hanno visto una riduzione delle dimissioni volontarie, mentre le costruzioni rappresentano uno dei pochi ambiti con aumenti delle dimissioni, un fenomeno che alcuni osservatori collegano alle recenti iniziative di controllo e all’influenza di politiche migratorie sul lavoro cantieristico.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro white‑collar
In parallelo alla ristrutturazione tradizionale, l’adozione di intelligenza artificiale sta avendo effetti significativi sui ruoli d’ufficio. Studi di mercato indicano che nei prossimi due‑tre anni potrebbero esserci fino a 500.000 tagli fra i lavoratori software white‑collar, con circa il 70% degli esuberi che colpirebbe persone con quattro‑dodici anni di esperienza.
Questa tendenza emerge in particolare nelle aziende che durante la pandemia hanno investito pesantemente in soluzioni digitali e automazione: alcune realtà stanno annunciando piani di ristrutturazione per dipendenti che non riescono a riqualificarsi per i nuovi ruoli richiesti dall’integrazione dell’IA.
Per esempio, Salesforce ha motivato una parte dei tagli sostenendo che l’IA è in grado di gestire una quota rilevante del lavoro di assistenza clienti.
Salesforce said:
“L’intelligenza artificiale può gestire fino al 50% del lavoro dell’azienda.”
Allo stesso tempo molte voci critiche sottolineano che alcune aziende usano l’IA come giustificazione pubblica per riduzioni che derivano invece da un eccesso di assunzioni avvenuto durante la fase di espansione pandemica.
Fabian Stephany said:
“Sono molto scettico che i licenziamenti attuali siano dovuti a veri guadagni di efficienza. In molti casi si tratta di un pretesto legato all’IA per giustificare decisioni che riflettono calcoli errati di personale fatti due‑tre anni fa.”
Il caso Chegg: perdita di utenti e ristrutturazione
La società di tecnologia educativa Chegg, cresciuta rapidamente durante la pandemia grazie a servizi di noleggio testi, aiuto compiti e tutoring, ha annunciato una riduzione di personale che incide per quasi la metà della forza lavoro globale, collegando la decisione all’emergere di modelli linguistici generativi che hanno eroso la sua base utenti.
Secondo la documentazione ufficiale, Chegg sosterrà costi compresi tra 15 e 19 milioni di dollari per le uscite di personale correlate alla ristrutturazione. Il presidente e amministratore delegato precedente, Nathan Schultz, ha lasciato la carica e la presidenza esecutiva è stata affidata a Dan Rosensweig, già amministratore e precedente CEO.
La società ha inoltre citato in giudizio Google, sostenendo che i risultati basati su modelli di intelligenza artificiale hanno avuto un impatto negativo su ricavi e traffico del sito.
Chegg said:
“Google costringe le aziende a fornire contenuti proprietari per essere incluse nella sua funzione di ricerca.”
Chegg said:
“Google esercita potere monopolistico nella ricerca e con pratiche anti‑competitive sta escludendo aziende come Chegg, traendo benefici economici dai nostri contenuti senza sostenere i relativi costi.”
Il risultato operativo per Chegg è stato una diminuzione dei ricavi e del traffico, con impatti significativi sul valore di mercato e sulla capacità di reinvestire in nuovi prodotti e servizi per contrastare la concorrenza tecnologica.
Riorganizzazioni aziendali e considerazioni politiche
Le ristrutturazioni in atto pongono questioni importanti per le politiche del lavoro: la necessità di programmi di riqualificazione, di misure di sostegno per la transizione professionale e di un dialogo fra istituzioni, imprese e rappresentanze sindacali per gestire l’impatto sociale delle trasformazioni tecnologiche.
Le imprese fisiche più grandi per numero di dipendenti citate nelle recenti ricognizioni includono: Walmart con circa 1,6 milioni di dipendenti, Amazon con circa 1,1 milioni, UPS con oltre 443.000, Target con circa 427.346 e Home Depot con circa 418.000.
Per mitigare gli effetti occupazionali è cruciale un approccio coordinato: programmi di formazione mirata, incentivi fiscali per l’assunzione in ruoli riqualificati, e politiche attive del lavoro che facilitino il ricollocamento dei lavoratori colpiti dalle ristrutturazioni e dall’automazione.
Infine, osservare le dinamiche tra innovazione tecnologica e domanda di lavoro nelle diverse filiere permetterà a istituzioni pubbliche e imprese di costruire risposte più efficaci e sostenibili nel medio periodo.