Spingerà il prezzo di BTC verso nuovi minimi?

Bitcoin ha mostrato segnali di pressione al ribasso mentre wallet storici — definiti spesso come “OG” — continuano a liquidare porzioni significative delle loro riserve, contribuendo alla correzione osservata nel 2025.

Vendite da parte delle whale storiche

Il prezzo del pair BTC/USD è distante circa il 18,7% dal massimo storico di 126.000 dollari raggiunto lo scorso ottobre, una contrazione in parte collegata a consistenti deflussi provenienti da indirizzi detenuti da molto tempo.

Secondo osservazioni condivise dai ricercatori on-chain, vendite importanti sono iniziate a novembre 2024 e si sono intensificate durante il 2025, con movimenti talvolta organizzati in tranche molto grandi.

Charles Edwards ha commentato al riguardo:

“Le super whale stanno liquidando parte delle loro posizioni in Bitcoin.”

Un grafico mostrato dagli analisti evidenzia due classi di scarichi: operazioni di circa 100 milioni di dollari e altre intorno ai 500 milioni, con colori diversi per distinguere la portata degli smobilizzi.

Movimenti on-chain significativi

I dati on-chain segnalano inoltre eventi in cui queste whale hanno speso oltre 1.000 BTC all’ora con una frequenza persistente a partire da gennaio, indicatore di una distribuzione continua piuttosto che di singoli episodi isolati.

Un caso citato dalle piattaforme di analisi è quello attribuito a Owen Gunden, che avrebbe movimentato circa 3.600 BTC, con una porzione già depositata sull’exchange Kraken e il resto probabilmente in arrivo nei giorni successivi.

Willy Woo ha precisato:

“Per definire un ‘OG dump’ spesso basta constatare che il Bitcoin è uscito da un indirizzo rimasto inattivo per sette anni.”

Secondo questa interpretazione, alcuni trasferimenti da indirizzi storici potrebbero non corrispondere immediatamente a vendite sul mercato: si tratta talvolta di ricollocazioni verso indirizzi Taproot per aumentare la sicurezza quantistica, di rotazioni tra custodie o di operazioni di capitalizzazione di tesorerie aziendali.

Analisi tecnica: pennant ribassista

Dal punto di vista tecnico, il grafico di Bitcoin presenta una struttura assimilabile a un bear pennant, figura che in genere segnala la prosecuzione di una fase ribassista dopo un forte movimento discendente e una successiva fase di consolidamento.

Un eventuale cedimento del supporto del pennant, individuato intorno ai 100.650 dollari, potrebbe proiettare il prezzo verso il livello di circa 89.600 dollari, equivalente a una correzione addizionale del 12% rispetto alle quotazioni correnti.

Per limitare il rischio di una discesa più profonda, gli analisti tecnici sottolineano l’importanza di una chiusura settimanale sopra la media esponenziale a 50 settimane (50-week EMA), stimata in prossimità dei 100.900 dollari: il superamento di tale soglia ridurrebbe la probabilità di un esteso ritracciamento verso i 92.000 dollari o livelli inferiori.

Implicazioni e contesto

La combinazione di movimenti on-chain importanti da parte di wallet datati e l’assetto tecnico del mercato crea un contesto di incertezza: da un lato, le vendite dirette tendono a esercitare pressione sui prezzi; dall’altro, molte transazioni potrebbero rappresentare operazioni di ribilanciamento o trasferimenti di custodia che non sfociano immediatamente in offerta sul mercato spot.

Per gli operatori e per le istituzioni che osservano il mercato, è essenziale distinguere tra liquidazioni effettive e semplici spostamenti di asset, poiché le risposte tattiche e le strategie di rischio differiscono sensibilmente in base alla natura dell’operazione.

In questo quadro, la vigilanza sui volumi on-chain, sui depositi verso gli exchange e sui segnali tecnici rimane fondamentale per interpretare le possibili evoluzioni dei prezzi a breve e medio termine.

Questo contenuto non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione: ogni decisione di investimento comporta rischi e richiede valutazioni indipendenti e approfondite.