Lavoratori Amazon con disabilità fanno causa al gigante tecnologico per discriminazione sistematica
- 8 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Un gruppo di dipendenti di Amazon ha avviato una causa civile sostenendo che l’azienda avrebbe discriminato sistematicamente i lavoratori con disabilità, anche attraverso l’uso di strumenti automatizzati per gestire le richieste di accomodamento.
Nove dipendenti distribuiti in diverse divisioni e stati hanno depositato una denuncia proponendo una class action presso il tribunale distrettuale federale di Seattle. Nell’atto si contesta che Amazon neghi ingiustamente quasi tutte le richieste mediche di lavoro da remoto nel contesto della sua politica di rientro in ufficio e che impieghi l’intelligenza artificiale per processare le domande di accomodamento.
Per poter procedere come class action, il giudice dovrà prima certificare il gruppo dei querelanti. Nell’atto difensivo presentato in risposta, l’azienda ha contestato la validità delle accuse, definendole sostanzialmente infondate.
Dettagli delle accuse
La denuncia afferma che molti dipendenti vengono messi in congedo non retribuito o licenziati invece di ottenere gli accomodamenti richiesti per motivi di salute. Tra le procedure contestate c’è l’obbligo di utilizzare l’app interna denominata “A to Z” per inoltrare le richieste, soluzione che, secondo i querelanti, genera problemi tecnici e ritardi rilevanti nel trattamento delle pratiche.
Fra gli attori della causa figurano profili diversi, dai magazzinieri agli ingegneri del software. Alcuni esempi portati come casi emblematici nella denuncia includono:
Ashley Cook, ingegnera nel settore cloud e veterana militare residente in Texas, sostiene di essere stata collocata in congedo non retribuito contro la sua volontà dopo che le sue richieste — inoltrate tramite l’app aziendale — per lavorare da remoto come misura di gestione di fibromi uterini sarebbero state ignorate.
Amy Rooker, manager degli investimenti nella divisione cloud, afferma di aver subito lesioni gravi in un incidente stradale e di aver quindi richiesto il lavoro da remoto per problemi di dolore cronico che ne limitavano il tragitto quotidiano. La richiesta sarebbe stata respinta, le sarebbe stato negato il diritto di impugnare il rigetto e infine sarebbe stata licenziata, secondo l’atto.
Altri casi citati riguardano lavoratori dei centri logistici: David Ottenweller dichiara di essere stato licenziato dopo essere stato ricoverato per motivi legati alla sua disabilità mentale; Michelle Grissom racconta di essere stata messa in congedo non retribuito e poi licenziata dopo aver richiesto un accomodamento per sintomi convulsivi.
Portata e numeri delle richieste
Secondo un documento interno citato nella denuncia, che indica volumi elevati di domande, Amazon riceverebbe centinaia di richieste di accomodamento al giorno. Sulla base di tali dati, la causa ipotizza che il numero annuo di richieste possa arrivare a centinaia di migliaia, estendendo la possibile rappresentatività della class action a decine di migliaia di lavoratori attuali e passati.
Un gruppo di dipendenti corporativi disabili che si sta organizzando in sindacato, Disabled Employees United, ha indicato che una larga parte dei suoi aderenti sarebbe intenzionata a rivolgersi a vie legali e che diverse decine di membri hanno già ottenuto dall’Equal Employment Opportunity Commission (EEOC) il permesso procedurale per adire le vie giudiziarie, un passo necessario prima di molti contenziosi sul lavoro.
Uso dell’intelligenza artificiale e posizione dell’azienda
Amazon ha riconosciuto di testare soluzioni di intelligenza artificiale per gestire compiti amministrativi legati alle richieste di accomodamento, ma ha dichiarato che tali strumenti non vengono impiegati per prendere decisioni conclusive sui singoli casi. L’azienda ha inoltre intrapreso una riorganizzazione della forza lavoro con tagli significativi nei mesi recenti in concomitanza con investimenti importanti nell’area dell’AI.
Brad Glasser said:
“La maggior parte delle accuse in questo caso sono semplicemente false e intenzionalmente fuorvianti, e intendiamo dimostrarlo nel corso del procedimento legale.”
Lo studio legale che rappresenta i querelanti, con sede a New York, dichiara di rappresentare diverse decine di dipendenti disabili di Amazon e si è detto fiducioso nella fondatezza delle pretese legali.
Walker Harman Jr. said:
“Ci sentiamo molto fiduciosi riguardo alle nostre accuse.”
L’adozione di automazione nelle pratiche amministrative solleva questioni complesse: la gestione elettronica può velocizzare i processi ma rischia, secondo critici e avvocati, di escludere il dialogo diretto necessario per valutare adeguatamente le esigenze delle persone con disabilità.
Charlotte Burrows, ex presidente dell’EEOC, said:
“Sempre più lavoratori si trovano nella condizione di voler far valere i propri diritti ma non riescono a ottenere sollievo perché sono inseriti in un processo automatizzato che non consente di appellarsi a una persona.”
Charlotte Burrows said:
“Quando si presenta una richiesta per una disabilità… si ha diritto a un processo interattivo. I datori di lavoro devono impegnarsi in un confronto di buona fede.”
Quadro legale e potenziali sviluppi
Nel sistema giuridico statunitense, leggi come l’Americans with Disabilities Act (ADA) impongono ai datori di lavoro l’obbligo di intrattenere un confronto interattivo e di buona fede con i dipendenti che richiedono accomodamenti ragionevoli. Le accuse mosse nella denuncia implicano che questo principio non sarebbe stato rispettato in numerosi casi.
Se la certificazione come class action verrà concessa, la causa potrebbe avere ampie conseguenze sia per le pratiche interne di Amazon sia per il modo in cui le grandi imprese impiegano sistemi automatizzati per la gestione di pratiche sensibili. Un esito favorevole ai querelanti potrebbe determinare modifiche procedurali, maggiori garanzie di supervisione umana e potenzialmente risarcimenti o accordi.
Il procedimento è ancora in corso e la decisione del tribunale sulla possibile trasformazione in class action rappresenterà una tappa cruciale per il prosieguo della vicenda.