Balene vendono, il resto accumula

Bitcoin (BTC) è rimasto solo marginalmente positivo da inizio anno, segnalando che il 2025 è stato soprattutto un periodo di consolidamento attorno al livello psicologico dei 100.000 dollari.

I movimenti al ribasso più recenti sembrano correlati al riemergere in circolazione di monete rimaste inattive per lunghi periodi: secondo dati on‑chain, grandi detentori hanno ricominciato a distribuire, esercitando pressioni sulla quotazione.

Questa dinamica è stata evidenziata dall’indicatore Accumulation Trend Score (ATS) elaborato da Glassnode, che valuta il comportamento di accumulo o distribuzione tra diverse classi di wallet.

Cosa misura l’ATS

L’Accumulation Trend Score (ATS) sintetizza il comportamento relativo di acquisto o vendita di ciascuna coorte di portafogli, tenendo conto sia della dimensione degli attori sia del volume di monete acquistate negli ultimi 15 giorni.

Un valore prossimo a 1 indica che quella coorte è in fase di accumulo; un valore vicino a 0 segnala invece una prevalente distribuzione. Nell’algoritmo sono escluse alcune entità come exchanges e miners per non alterare il quadro operativo degli investitori.

Comportamento delle coorti di detentori

I dati mostrano una netta divergenza tra le diverse classi di indirizzi. Le whales con oltre 10.000 BTC hanno mantenuto una posizione di vendita costante da agosto, segnando diversi mesi consecutivi di distribuzione.

Le coorti intermedie, ossia i wallet tra 1.000 e 10.000 BTC, appaiono neutre, con un punteggio attorno a 0,5, mentre tutti i portafogli di dimensioni inferiori a 1.000 BTC risultano chiaramente in fase di accumulo.

Nel primo quadrimestre dell’anno, invece, tutte le coorti avevano registrato una forte fase di distribuzione, contribuendo al calo del prezzo fino ai circa 76.000 dollari registrati in aprile durante il cosiddetto tariff tantrum.

Contesto e implicazioni per il mercato

La frattura tra grandi detentori e piccoli investitori mette in luce una struttura di mercato in cui pochi player con elevati volumi possono influenzare in misura significativa la direzionalità dei prezzi.

Se la pressione di vendita da parte delle whales dovesse proseguire, la volatilità potrebbe restare elevata e il supporto intorno ai 100.000 dollari potrebbe essere messo alla prova. Al contrario, l’accumulo costante delle coorti minori contribuisce a creare una base di domanda che può controbilanciare parte della distribuzione.

Fattori esterni come i flussi verso prodotti istituzionali, sviluppi normativi e l’andamento dei mercati macroeconomici continueranno a giocare un ruolo determinante nel definire i prossimi scenari di prezzo.

Sintesi

In sintesi, i dati on‑chain segnalano un mercato diviso: grandi detentori che distribuiscono e una base più ampia di investitori che accumula. Per il momento sono le whales a condurre l’azione sui prezzi, ma il quadro rimane soggetto a cambiamenti in funzione dei flussi di mercato e di eventuali eventi macro e regolamentari.