Mps supera le aspettative: utile a 1,37 miliardi
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Mps ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 1.366 milioni di euro, registrando una flessione del 12,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, depurando gli effetti fiscali — con benefici pari a 470 milioni nel 2024 e 78 milioni nell’esercizio in corso — il risultato rettificato segna un incremento del 17,5%.
Nel terzo trimestre l’utile è aumentato del 16,5%, raggiungendo 474 milioni di euro e superando le attese degli analisti, ferme intorno a 366 milioni.
Il gruppo ha inoltre comunicato che nel corso del primo trimestre 2026 presenterà un nuovo piano industriale che incorporerà gli effetti derivanti dall’acquisizione di Mediobanca, delineando la strategia di integrazione e le previsioni economico-finanziarie per i prossimi anni.
I numeri
Al 30 settembre il gruppo ha registrato ricavi per 3.054 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (+0,5%). La crescita delle commissioni nette (+8,5%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+35%) ha più che compensato il rallentamento del margine di interesse (-7,4%). I ricavi del terzo trimestre 2025, pari a circa un miliardo di euro, sono risultati in calo del 4,5% rispetto al trimestre precedente, impattati dalla stagionalità.
Gli oneri operativi sono saliti dell’1,4% a 1.411 milioni, principalmente per gli effetti sul conto economico del rinnovo del contratto collettivo dei bancari che ha aumentato le spese del personale, parzialmente mitigate da una gestione efficiente delle altre spese amministrative. Queste dinamiche hanno portato a un risultato operativo lordo sostanzialmente stabile a 1.643 milioni, con un contributo del terzo trimestre pari a 532 milioni rispetto ai 576 milioni del trimestre precedente.
Le rettifiche su crediti nei nove mesi sono diminuite a 254 milioni, rispetto ai 300 milioni dell’anno precedente, con 79 milioni imputati al terzo trimestre. Di conseguenza il risultato operativo netto è salito da 1.339 a 1.389 milioni.
Qualità del credito ed esposizione
L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul portafoglio crediti si attesta al 3,7%, mentre i crediti deteriorati netti risultano pari al 2,0%. Il totale dei finanziamenti alla clientela deteriorati è pari a 4,4 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi derivano dall’integrazione con Mediobanca. Al netto di quest’ultima componente, l’esposizione lorda si riduce da 3,5 miliardi a giugno 2025 a 3,2 miliardi, scendendo ulteriormente a 3,1 miliardi dopo la recente finalizzazione della cessione di un portafoglio per 0,1 miliardi.
L’acquisizione di Mediobanca influenzerà i profili di rischio e di capitale del gruppo: il prossimo piano industriale dovrà chiarire le sinergie attese, le tempistiche di integrazione e gli impatti sul rendimento operativo e sui coefficienti patrimoniali. Le autorità di vigilanza e gli investitori seguiranno con attenzione come verranno gestite le esposizioni deteriorate, le eventuali necessità di rafforzamento patrimoniale e le strategie per incrementare le fonti di ricavo ricorrenti.
Nel breve termine il mercato valuterà in particolare la capacità del gruppo di realizzare risparmi sui costi, consolidare le commissioni e stabilizzare il margine di interesse, mantenendo allo stesso tempo un controllo rigoroso sulla qualità degli attivi. La presentazione del piano nel Q1 2026 sarà quindi un momento chiave per misurare le prospettive di crescita e la sostenibilità della strategia post-acquisizione.