Correzione per Bitcoin e Dogecoin mentre le valutazioni dell’ia finiscono sotto la lente
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute ha mostrato segnali di indebolimento, con Bitcoin che si è attestato intorno ai 102.000 dollari mentre gli operatori faticano a sostenere un rimbalzo in presenza di una maggiore cautela sui mercati azionari globali e di un dollaro statunitense più forte.
La capitalizzazione complessiva del settore ha segnato un lieve progresso dell’1% nelle ultime 24 ore, riportandosi vicino ai 3,4 trilioni di dollari dopo quattro giorni consecutivi di cali, ma molti operatori interpretano il rialzo come una pausa temporanea nella fase di vendite.
Contesto macro e mercato azionario
Gli investitori stanno ruotando posizioni fuori dai titoli tecnologici di maggiore capitalizzazione, smontando in parte i guadagni legati al tema dell’intelligenza artificiale. Indici come il Nasdaq e il S&P 500 hanno esteso le perdite, mentre cresce il dibattito sulla sostenibilità delle valutazioni legate all’AI e sui piani di finanziamento miliardari di OpenAI.
Questo atteggiamento di avversione al rischio si è riversato anche sugli asset digitali, dove l’appetito speculativo rimane contenuto nonostante i segnali di allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve. In assenza di un miglioramento dello scenario macro, gli investitori restano prudenti.
Alex Kuptsikevich ha detto:
“Il mercato sembra più in una fase di respiro che in un’inversione netta. Bitcoin rimane per ora sopra la sua 50-week moving average, ma i grafici intraday mostrano tentativi di presa di controllo da parte dei venditori. Il tempo favorisce i ribassisti finché il sentiment macro non migliora.”
Movimenti delle principali criptovalute
Nel corso della giornata i prezzi sono stati perlopiù in calo, proseguendo il ritracciamento settimanale in un clima di avversione al rischio conseguente alla debolezza delle borse internazionali.
Bitcoin ha perso circa l’1,3% nelle ultime 24 ore, scivolando verso i 102.000 dollari. Anche Ether ha registrato una flessione dell’1,1%, riportandosi attorno a 3.353 dollari e accentuando una perdita settimanale che supera il 13%.
Tra gli altcoin di maggiore capitalizzazione, Solana ha guidato i ribassi con un calo giornaliero dell’1,4% e una perdita settimanale intorno al 15%, mentre XRP è sceso di un ulteriore 4% dopo un picco recente di attività sui portafogli. BNB e Dogecoin hanno invece limitato le perdite, registrando piccoli guadagni attorno all’1% dopo vendite pesanti in avvio di settimana.
La capitalizzazione totale si mantiene intorno ai 3,4 trilioni di dollari, segnale che la domanda di acquisto sui minimi resta debole e che la platea degli investitori è ancora riluttante ad aumentare l’esposizione.
Liquidità istituzionale e flussi
Analisti di mercato osservano che l’avversione al rischio e l’incertezza sul percorso dei tassi da parte della Federal Reserve continuano a pesare sugli asset digitali. Secondo diversi report, la liquidità istituzionale si è parzialmente spostata verso i mercati tradizionali, riducendo il supporto ai prezzi delle criptovalute.
Il rafforzamento del dollaro statunitense e la persistenza di incertezze macroeconomiche creano un doppio vincolo: limitano i flussi entranti e incrementano la sensibilità degli asset rischiosi a eventuali notizie negative.
Segnali on‑chain e prospettive
Dati on‑chain mostrano tuttavia elementi contrastanti. Secondo Glassnode, gli indirizzi cosiddetti “accumulator” — portafogli che comprano senza vendere — hanno aggiunto oltre 375.000 BTC nell’ultimo mese, un segnale di accumulo da parte di alcuni partecipanti.
Contemporaneamente, i detentori a breve termine stanno sfruttando ogni rimbalzo per uscire a prezzo di perdita, un comportamento tipico delle fasi avanzate di correzione. Se Bitcoin scendesse nuovamente sotto la soglia dei 100.000 dollari, potrebbero scattare altre liquidazioni forzate che aggraverebbero la pressione al ribasso.
Perché il mercato possa riprendere slancio rialzista servirà un contesto macro più stabile e, soprattutto, una svolta convincente nel sentiment azionario globale. Un miglioramento delle prospettive economiche e una maggiore liquidità istituzionale rappresenterebbero condizioni favorevoli per ripristinare un trend positivo.
Nel breve termine, il mercato resta quindi diviso tra l’aspettativa di condizioni monetarie più accomodanti e la realtà di un clima di investimento ancora cauto; gli sviluppi macroeconomici e l’atteggiamento degli investitori istituzionali saranno determinanti per la direzione futura.