Norme sulle lobby, Pagano (FI) insiste: i tempi sono maturi e ce la possiamo fare
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’Unione europea continua a sollecitare l’adozione in Italia di una disciplina organica sul tema delle lobby e dei lobbisti, e la questione è tornata al centro del dibattito parlamentare grazie a un pacchetto di sei proposte di legge che mirano a regolamentare la rappresentanza di interessi.
Nazario Pagano ha detto:
“Anche l’Europa preme perché l’Italia si doti di una normativa sul lobbying: i tempi sono maturi, dopo i fallimenti del passato.”
Nazario Pagano ha aggiunto:
“Bruxelles ci ha più volte richiamato, anche nel recente rapporto sullo Stato di diritto. L’Italia, insieme a Spagna e Grecia, è ancora priva di una legge quadro che disciplini questa materia.”
Le sei proposte raccolte in un unico pacchetto sono state presentate con l’obiettivo di superare i tentativi precedenti, andati ripetutamente a vuoto nelle legislature passate. A giocare un ruolo centrale è la figura del relatore e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, che ha cercato di costruire un percorso più condiviso attorno al tema.
Nazario Pagano ha spiegato:
“Per la prima volta è stata avviata un’indagine conoscitiva preliminare, che ha coinvolto costituzionalisti di rango e ha consentito di raccogliere elementi di riflessione approfonditi.”
Dall’attività conoscitiva è emerso un documento programmatico che ha successivamente trovato spazio in una delle proposte del pacchetto: quel testo è stato indicato come testo base e adottato dalla Prima Commissione come punto di partenza per le elaborazioni successive. Il processo di ascolto e il coinvolgimento di esperti hanno creato un terreno di convergenza fra forze politiche che fino a ora era meno marcato.
Nazario Pagano ha commentato:
“Da questo lavoro è nato un documento condiviso, votato trasversalmente: forse per la prima volta ci sono le condizioni per arrivare a una legge.”
Una legge sul lobby in senso moderno dovrebbe prevedere obblighi di trasparenza, l’istituzione di un registro dei lobbisti pubblico e consultabile, regole su incontri e dichiarazioni di attività, un codice di condotta per i professionisti della rappresentanza di interessi e meccanismi sanzionatori per le violazioni. Altri aspetti rilevanti riguardano la gestione dei conflitti di interesse, la tracciabilità delle consulenze e la regolamentazione delle relazioni tra portatori di interesse e decisori pubblici.
L’interesse dell’Unione europea per questo tema rientra nei criteri di monitoraggio dello Stato di diritto e della trasparenza amministrativa: norme chiare possono rafforzare la fiducia nelle istituzioni e armonizzare la prassi italiana agli standard comunitari.
Il percorso legislativo prevede l’esame in commissione con audizioni, emendamenti e votazioni, seguito dall’approdo in Aula alla Camera e, se approvato, al passaggio all’altra assemblea per l’eventuale approvazione definitiva. Il successo del provvedimento dipenderà dalla capacità di trovare un’intesa politica su criteri essenziali come ampiezza delle definizioni, regime sanzionatorio e strumenti di vigilanza.
Oltre alla componente politica, saranno importanti il contributo della società civile e il dialogo con esperti e operatori del settore per definire norme applicabili e efficaci. Solo un testo condiviso e sostenibile sul piano operativo può tradursi in reali benefici in termini di trasparenza e integrità delle procedure decisionali.
Nei prossimi mesi il dibattito parlamentare dovrà tradursi in un calendario di audizioni e votazioni; se la condivisione emersa in fase di indagine conoscitiva dovesse mantenersi, l’iter potrà accelerare, ma permangono questioni tecniche e politiche che richiedono un confronto approfondito.