Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi presentano il nuovo blue economy monitor
- 5 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Blue Economy Monitor, iniziativa congiunta tra Intesa Sanpaolo e la SDA Bocconi School of Management, presenta due ricerche dedicate al valore del mare e alla transizione verso modelli di mobilità più sostenibili nel settore marittimo-portuale.
L’osservatorio è stato concepito per mappare le dinamiche economiche, ambientali e occupazionali connesse all’economia del mare, favorendo una maggiore conoscenza delle opportunità di sviluppo che il comparto può offrire all’Italia a livello nazionale e internazionale.
Obiettivo dell’iniziativa è anche sostenere il raccordo operativo tra istituzioni, imprese e mondo accademico per accompagnare le nuove generazioni nella comprensione delle trasformazioni, nel rafforzamento delle competenze multidisciplinari e nella creazione di percorsi professionali coerenti con le sfide climatiche e tecnologiche.
Le due analisi pubblicate dal monitor approfondiscono: il ruolo del Capitale Naturale Blu nella generazione di benefici economici e ambientali, e le strategie necessarie per accelerare la Mobilità Sostenibile nel trasporto marittimo e nelle infrastrutture portuali.
Elisa Zambito Marsala ha dichiarato:
“La blue economy e il patrimonio dei fondali marini rappresentano leve strategiche per la crescita del Paese. Investire in ricerca, formazione e collaborazioni tra pubblico e privato è essenziale per costruire ecosistemi virtuosi che preparino i giovani alle sfide globali e sviluppino competenze trasversali e tecniche.”
Stefano Caselli ha dichiarato:
“La blue economy amplia il concetto tradizionale dell’economia del mare, integrando sostenibilità ambientale e sociale. È cruciale promuovere un uso responsabile delle risorse oceaniche per favorire sviluppo economico, occupazione e la tutela degli ecosistemi marini.”
L’osservatorio si inserisce in un più ampio ecosistema di ricerca che coinvolge partner nazionali e internazionali e mira a favorire lo sviluppo di progetti formativi ed educativi dedicati alla Blue Economy e alla tutela dei fondali marini.
Sintesi delle ricerche
Il valore del Capitale Naturale Blu
Il concetto di Capitale Naturale Blu comprende le risorse marine e costiere che forniscono servizi ecologici, sociali ed economici. A livello globale lo stock di capitale naturale marino è stimato in decine di migliaia di miliardi di dollari, con il Mediterraneo che rappresenta una quota significativa di questo valore.
Gli ecosistemi marini producono flussi economici annuali rilevanti e le proiezioni indicano una crescita considerevole entro il 2030, trainata da settori quali il turismo costiero, la cantieristica, il trasporto marittimo, la pesca e l’acquacoltura.
In Italia l’economia del mare contribuisce in modo importante al sistema produttivo nazionale: produce valore aggiunto, effetti indiretti sul PIL e occupazione. Le aree di maggiore potenziale includono le energie rinnovabili marine (soprattutto l’eolico offshore), le biotecnologie marine, le soluzioni digitali per la gestione degli ecosistemi e infrastrutture più sostenibili.
Le esperienze nelle Aree Marine Protette evidenziano come la conservazione possa generare benefici economici superiori ai costi, favorendo turismo qualificato e nuove forme di occupazione locale.
Per trasformare il potenziale in opportunità concrete, lo studio sottolinea la necessità di un approccio integrato che comprenda: una visione strategica di lungo periodo, un quadro regolatorio stabile e strumenti finanziari dedicati come green bond specifici per il mare, fondi sostenibili e schemi di pagamento per servizi ecosistemici.
Trasporto marittimo: la transizione verso la sostenibilità
Il trasporto marittimo, settore essenziale per il commercio globale e per la connettività interna in Paesi con forte vocazione costiera, è al centro di una trasformazione verso la decarbonizzazione. Pur essendo la modalità di trasporto più efficiente in termini energetici, il comparto è responsabile di una quota non trascurabile di emissioni di gas serra.
Le proiezioni mostrano che, senza interventi significativi, le emissioni del settore potrebbero aumentare nel medio-lungo periodo. Per l’Italia, la continuità territoriale, il trasporto di merci e il collegamento con le isole rendono strategico un percorso di transizione che mantenga competitività ed equità territoriale.
Tra le criticità identificate figurano l’elevato fabbisogno di investimenti infrastrutturali, la frammentazione delle decisioni tra attori pubblici e privati, procedure autorizzative complesse e il rinnovo lento della flotta. Anche la percezione sociale di alcuni interventi per la decarbonizzazione può ridurne l’accettabilità.
Le politiche attuali che puntano su combustibili alternativi come il GNL e su tecnologie quali il cold ironing offrono benefici limitati se non accompagnate da misure più ambiziose e da un coordinamento efficace delle infrastrutture portuali.
Lo studio propone un pacchetto di raccomandazioni orientate a stimolare investimenti e governance condivisa:
– Rafforzare il green public procurement nelle gare di servizio pubblico per favorire soluzioni a basse emissioni.
– Definire green corridors sulle principali rotte nazionali per garantire coerenza infrastrutturale e operativa (ad esempio collegamenti tra poli portuali strategici).
– Pianificare in modo coordinato lo sviluppo delle infrastrutture portuali per carburanti alternativi e sistemi di rifornimento a basse emissioni.
– Sostenere tecnologie di cattura della CO2 a bordo, incentivi per l’efficienza energetica e modal shift quando possibile.
– Allocare in modo mirato le risorse generate da meccanismi come l’ETS europeo per finanziare investimenti di decarbonizzazione; stime preliminari indicano flussi rilevanti per il sistema nazionale a partire dal prossimo ciclo di programmazione.
Queste misure richiedono un’azione concertata tra istituzioni nazionali ed enti locali, operatori portuali, compagnie di navigazione e sistema finanziario per ridurre i rischi di investimento e accelerare il rinnovo tecnologico.
Partnership e sviluppo delle competenze
Il monitor nasce in collaborazione con atenei e centri di ricerca internazionali e punta a promuovere progetti formativi per diffondere competenze multidisciplinari: scientifiche, tecnologiche ed economiche. Per garantire una transizione giusta e competitiva è necessario potenziare percorsi di studio e formazione continua che rispondano alle nuove esigenze del mercato del lavoro marittimo e dell’economia del mare.
Il coinvolgimento di università, centri di ricerca e imprese facilita la trasferibilità dei risultati scientifici e favorisce l’adozione di soluzioni innovative a livello locale e nazionale.
Prospettive per le politiche pubbliche e il finanziamento
Per massimizzare i benefici della blue economy e accompagnare la transizione del trasporto marittimo, sono necessarie politiche pubbliche che garantiscano stabilità normativa, strumenti di de-risking per gli investimenti e meccanismi finanziari dedicati.
Strumenti come obbligazioni verdi tematiche, fondi di investimento focalizzati su soluzioni marine sostenibili e schemi di pagamento per servizi ecosistemici possono favorire l’afflusso di capitale privato verso progetti con alto impatto ambientale e sociale.
Un coordinamento rafforzato tra ministeri competenti, autorità portuali, istituzioni finanziarie e comunità locali è fondamentale per assicurare che la transizione sia efficiente, inclusiva e in grado di valorizzare il patrimonio naturale e industriale del Paese.
Conclusioni
Le ricerche del Blue Economy Monitor segnalano che il mare rappresenta una leva significativa per crescita, innovazione e occupazione sostenibile. Per trasformare il potenziale in risultati concreti servono strategie integrate, investimenti mirati, capacità progettuale e percorsi formativi adeguati.
Solo attraverso una governance condivisa e il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico sarà possibile cogliere le opportunità offerte dalla blue economy e guidare la decarbonizzazione del settore marittimo in modo efficace e socialmente sostenibile.
Il monitor proseguirà il suo lavoro di analisi e divulgazione per supportare la definizione di politiche e iniziative che valorizzino il Capitale Naturale Blu e favoriscano la transizione verso una mobilità marittima a basse emissioni.
Intesa Sanpaolo e la SDA Bocconi School of Management confermano il proprio impegno nel promuovere ricerca, formazione e partenariati per sostenere la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo legato al mare.