DNO e Aker BP siglano uno scambio strategico di asset nel Mare di Norvegia

DNO, operatore norvegese nel settore oil & gas, ha concordato uno scambio di asset con Aker BP che porterà la sua partecipazione nel giacimento Verdande dal 10,5% al 14%.

L’operazione non prevede alcun pagamento in contanti ed è subordinata alle approvazioni regolamentari competenti. Questa transazione rientra nella strategia di DNO di ottimizzare gli asset sul Norwegian Continental Shelf dopo l’acquisizione di Sval Energi nel giugno 2025.

Dettagli dell’operazione

Verdande, attualmente in fase avanzata di sviluppo e condotto da Equinor, si trova a circa 10 km a nord del giacimento Norne nel Norwegian Sea. La produzione è prevista a partire dalla fine del 2025.

Il piano di sviluppo approvato include una template sottomarina con tre pozzi di produzione collegati al sistema di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) del giacimento Norne, soluzione che consente il recupero delle risorse con infrastrutture esistenti.

Per ottenere l’aumento della quota su Verdande, DNO trasferirà a Aker BP l’intero 28,9% che detiene nel giacimento Vilje, un asset in produzione nell’area di Alvheim.

Inoltre, DNO cederà un ulteriore 9% nella scoperta Kveikje, nell’area Troll-Fram, riducendo la sua partecipazione in quel progetto al 20%.

L’accordo comprende anche gli interessi di DNO in tre permessi esplorativi: PL1171, PL1175 e PL1204. I permessi PL1175 e PL1204 sono situati nell’area Heimdal-Alvheim, mentre PL1171 ricade nell’area Valhall, dove Aker BP è operatore.

In conseguenza dello scambio, le partecipazioni di DNO nei tre permessi saranno ridotte come segue: in PL1171 (Sunndal) dal 50% al 34%, in PL1175 (Reka) dal 30% al 20% e in PL1204 (Abel) dal 60% al 40%.

DNO ha dichiarato:

“Lo scambio è coerente con la strategia di raffinamento del portafoglio nel Mare del Nord seguita all’acquisizione di Sval Energi nel giugno 2025. L’operazione rafforza il portafoglio di DNO incrementando la partecipazione nel giacimento Verdande, in una delle aree chiave per la società attorno a Norne nel Norwegian Sea, portandola dal 10,5% al 14%.”

All’inizio dell’anno DNO aveva inoltre annunciato una scoperta di petrolio e gas nella concessione settentrionale del Mare del Nord PL1182 S, dove detiene una partecipazione operata del 40%.

Implicazioni strategiche e quadro normativo

Lo scambio mira a concentrare e consolidare gli interessi di DNO attorno a un hub operativo già avviato come Norne, con potenziali sinergie operative e una migliore integrazione degli investimenti nella fase di avvio della produzione di Verdande. Il rafforzamento della quota in un campo in sviluppo può migliorare la visibilità sui flussi di cassa futuri e l’efficienza nella gestione dei lavori sottomarini.

Dal punto di vista regolatorio, l’accordo richiede l’esame e l’approvazione delle autorità norvegesi competenti, tra cui il Norwegian Petroleum Directorate e l’eventuale valutazione da parte del Norwegian Competition Authority, a tutela della concorrenza e dell’adeguatezza tecnico-economica delle operazioni nel settore.

Nel complesso, si tratta di una riorganizzazione di portafoglio che non comporta esborsi monetari immediati ma che ridisegna l’esposizione di DNO su asset produttivi ed esplorativi del Norwegian Continental Shelf, con effetti sulla composizione del rischio e sulle prospettive di produzione a medio termine.