Rfi sblocca 60 miliardi: svolta per la logistica del Nord Ovest
- 4 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Nord Ovest riveste un ruolo strategico per il sistema logistico italiano e per il transito delle merci internazionali, essendo attraversato da due importanti corridoi della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T): il corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo (che collega idealmente Genova e Rotterdam) e il corridoio Mediterraneo, con nodi chiave come la direttrice Torino-Lione.
Investimenti e priorità
Rete ferroviaria italiana (Rfi), società del gruppo FS, ha pianificato negli ultimi anni un piano di investimenti di lungo periodo per il Nord Ovest che si estende fino al 2035: un ammontare complessivo vicino ai 60 miliardi di euro, di cui circa il 60% risulta già finanziato.
Queste risorse sono destinate a rafforzare la capacità e l’affidabilità delle direttrici merci, a realizzare nuove infrastrutture e a modernizzare terminali e corridoi, con l’obiettivo di favorire lo spostamento delle merci dalla strada alla rotaia, incrementare l’efficienza logistica e migliorare i collegamenti internazionali.
Il finanziamento arriva da una combinazione di fonti pubbliche e private, comprensive di risorse nazionali, investimenti del gruppo FS e contributi europei per il completamento dei corridoi TEN-T, in coordinamento con enti territoriali e operatori del mercato.
Michele Rabino ha dichiarato:
“Solo attraverso linee e terminali di nuova generazione sarà possibile aumentare la competitività del sistema logistico e incrementare la quota modale del trasporto ferroviario.”
Progetti principali e opere in corso
Tra gli interventi citati figurano infrastrutture di portata nazionale e internazionale come la Torino-Lione, il Terzo valico Genova-Milano e l’alta velocità sulla direttrice Brescia-Verona, oltre a numerose opere per potenziare il nodo di Milano e i collegamenti transfrontalieri verso la Svizzera e il tunnel del Gottardo.
Questi interventi comprendono sia nuove linee che adeguamenti della sagoma e della lunghezza dei moduli di circolazione, necessari per accogliere convogli merci moderni e le unità intermodali di grandi dimensioni.
Interventi nel nodo di Milano
Dal 2016 ad oggi Rfi ha reso idonei oltre 400 chilometri di rete ferroviaria nel Nord Ovest alla sagoma P/C80, che consente il transito di semirimorchi stradali fino a 4 metri di altezza, e ha adeguato 17 stazioni o tratte al modulo europeo da 750 metri per facilitare il transito di treni merci più lunghi.
Per far fronte alla prevista saturazione delle tratte interne al nodo milanese — in particolare le direttrici Seregno-Monza e Milano Greco-Turro-Lambrate — Rfi ha avviato uno studio per individuare un itinerario alternativo merci denominato gronda merci nord est.
Le soluzioni allo studio includono il raddoppio della tratta Seregno-Carnate e la costruzione di una nuova variante ferroviaria da Carnate verso Melzo e Treviglio, progettate per alleggerire i passaggi nelle sezioni urbane e migliorare la regolarità del traffico merci.
Direttrice verso il Gottardo
Per la linea che conduce al Gottardo e alla rete elvetica, è stato selezionato un tracciato operativo che prevede l’aggiunta di un terzo binario in affiancamento alla linea esistente fra Camnago-Lentate e Cantù-Cermenate, insieme alla realizzazione di un nuovo posto di movimento a Seregno dotato di una coppia di binari di precedenza per i treni merci.
È inoltre prevista una nuova configurazione del bivio Rosales, attualmente a raso: l’insieme delle opere rappresenta una soluzione intermedia che aumenta la capacità di transito limitando l’impatto territoriale e contenendo costi infrastrutturali molto rilevanti.
Il risultato atteso non corrisponde a un quadruplicamento integrale in variante da Seregno al bivio Rosales — misura richiesta da alcuni operatori — ma costituisce un compromesso tecnico-economico volto a ottimizzare capacità e sostenibilità ambientale e sociale del territorio attraversato.
Linee di valico e standard tecnici
Parallelamente proseguono opere di potenziamento sulle linee di valico verso il Nord Europa e la Svizzera — in particolare il Sempione, il collegamento di Luino e la direttrice verso Chiasso — con due obiettivi principali: adeguare la sagoma al profilo P/C80 per il traffico intermodale e realizzare binari di precedenza a modulo da 750 metri.
Tali adeguamenti sono fondamentali per rendere la rete competitiva rispetto al trasporto su strada, permettere il passaggio di treni merci più lunghi e pesanti e garantire continuità operativa nei corridoi internazionali, con benefici per la riduzione delle emissioni e per la sicurezza della rete viaria.
Impatto istituzionale e prospettive
Il successo di questi interventi dipende da una stretta cooperazione tra Rfi, governo nazionale, amministrazioni regionali e locali, operatori logistici e partner internazionali, in particolare la Svizzera e le istituzioni europee che coordinano i TEN-T.
Dal punto di vista politico e amministrativo, è essenziale mantenere tempistiche chiare, assicurare finanziamenti sostenibili e prevedere misure di mitigazione per gli impatti territoriali, affinché gli investimenti producano effetti duraturi sulla competitività del sistema produttivo e sulla sostenibilità del trasporto merci.
Il piano infrastrutturale per il Nord Ovest è quindi una componente centrale della strategia nazionale per la logistica: se realizzato secondo gli obiettivi annunciati, potrà migliorare la connettività internazionale, incentivare il trasferimento modale e sostenere la crescita economica delle aree coinvolte.