Con Great-ER i quattro atenei emiliani uniti per far decollare dodici startup
- 4 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Sessanta idee imprenditoriali, alcune già confluite in spin-off e altre costituite come start up, sono state valutate per un programma di incubazione regionale che ha selezionato dodici proposte ad alto contenuto tecnologico destinate a ricevere supporto specialistico e accesso a risorse e network.
Il programma e le università coinvolte
Il percorso è stato pensato per servire congiuntamente le quattro università dell’Emilia‑Romagna, creando una piattaforma di incubazione condivisa: oltre all’Alma Mater di Bologna, hanno partecipato l’Università di Ferrara, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Parma. L’iniziativa ha privilegiato la collaborazione tra atenei e realtà imprenditoriali locali, mettendo insieme competenze accademiche e capacità industriali.
Il programma è stato avviato nell’ambito del progetto Great-ER e ha beneficiato di un finanziamento strutturale di 300.000 euro stanziato dalla Regione Emilia‑Romagna. L’obiettivo è stato creare un percorso di incubazione avanzata in grado di accompagnare le idee dalla fase prototipale alla validazione di mercato, rafforzando il trasferimento tecnologico sul territorio.
La selezione delle dodici realtà ha privilegiato criteri che vanno dalla solidità dei team imprenditoriali alla maturità tecnologica, fino al potenziale commerciale delle soluzioni proposte. Il progetto ha cercato di coniugare la ricerca accademica con esigenze produttive e di mercato per favorire la nascita di imprese scalabili e sostenibili.
Shiva Loccisano ha detto:
“I criteri di selezione hanno considerato la validità dei team, la robustezza delle tecnologie e la capacità dei progetti di svilupparsi sul mercato; il fine è sostenere iniziative che uniscano ricerca e concretezza industriale.”
Il percorso di incubazione avanzata ha avuto una durata di undici mesi, durante i quali i progetti hanno ricevuto accompagnamento su aspetti di business development, proprietà intellettuale, progettazione industriale e accesso a investimenti. L’iniziativa ha consolidato il coinvolgimento transateneo, favorendo scambi e sinergie tra laboratori e aziende.
I progetti selezionati
Le dodici start up rappresentano un ventaglio di soluzioni tecnologiche orientate alla trasformazione digitale e alla sostenibilità. Tra le proposte figurano sistemi per la diagnostica rapida di malattie infettive che combinano analisi genetica e intelligenza artificiale, piattaforme digitali per la manutenzione predittiva volte a ridurre costi e tempi di fermo e tecnologie di protezione per caschi in grado di limitare il rischio di lesioni cerebrali.
Altre iniziative includono l’uso di biostampanti 3D per la produzione su larga scala di dispositivi terapeutici personalizzati, soluzioni basate su blockchain per digitalizzare e certificare gli attestati di sicurezza sul lavoro, sistemi che valorizzano gli inquinanti presenti nelle acque reflue trasformandoli in fertilizzanti secondo i principi dell’economia circolare, e applicazioni di automazione combinate con intelligenza artificiale per ridurre gli errori umani nel controllo qualità dei pannelli industriali.
Le proposte coprono ambiti come la robotica, la diagnostica molecolare, la digitalizzazione dei processi produttivi e tecnologie per la sostenibilità ambientale, offrendo esempi concreti di come la ricerca universitaria possa generare prodotti e servizi pronti per il mercato.
Nel complesso, le start up partecipanti hanno già raccolto oltre un milione di euro tra finanziamenti pubblici e privati, a dimostrazione del potenziale di attrazione di capitali quando i progetti sono supportati da percorsi strutturati di incubazione e da reti istituzionali solide.
Impatto e prospettive
L’iniziativa contribuisce a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Emilia‑Romagna, promuovendo il trasferimento tecnologico e la nascita di imprese ad alto valore aggiunto sul territorio. Il collegamento tra atenei, laboratori di ricerca e imprese favorisce l’assorbimento di competenze specialistiche da parte del sistema produttivo locale e migliora la capacità di attrarre investimenti.
Sul piano regolatorio e di mercato, molti dei progetti richiederanno interlocuzioni con enti sanitari, autorità di certificazione e operatori industriali per garantire conformità e scalabilità. Il supporto offerto dall’incubazione comprende anche la preparazione a questi passaggi, essenziali per tradurre prototipi in prodotti commercializzabili.
L’attenzione alla sostenibilità e alla transizione digitale presente nei progetti selezionati risponde a priorità europee e nazionali in materia di innovazione responsabile, economia circolare e efficacia dei processi produttivi, aprendo opportunità per collaborazioni internazionali e ulteriori finanziamenti.
La conclusione del programma è avvenuta presso il tecnopolo Dama di Bologna, dove sono stati presentati i progetti finalisti e si sono svolti momenti di networking con potenziali investitori e partner industriali. L’esperienza dimostra come percorsi strutturati di incubazione, sostenuti da finanziamenti pubblici e dalla cooperazione tra università, possano accelerare la trasformazione di idee in imprese competitive.