UBS e Chainlink aprono la strada con il primo rimborso onchain di un fondo tokenizzato in un mercato da 100 trilioni di dollari
- 5 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
UBS ha completato la prima operazione di rimborso on‑chain di un fondo tokenizzato utilizzando il Digital Transfer Agent (DTA) di Chainlink, in una transazione live che dimostra come l’infrastruttura blockchain inizi a interfacciarsi con l’industria globale dei fondi, valutata intorno a 100.000 miliardi di dollari.
L’operazione ha riguardato il fondo monetario tokenizzato UBS USD Money Market Investment Fund Token (uMINT), sviluppato su Ethereum. La distribuzione on‑chain è stata gestita da DigiFT, mentre il regolamento è avvenuto secondo lo standard DTA messo a disposizione da Chainlink. I sistemi interni del gruppo UBS hanno avviato la procedura, che poi è stata eseguita dall’infrastruttura di Chainlink.
Mike Dargan said:
“Questa transazione rappresenta una tappa fondamentale in cui tecnologie basate su smart contract e standard tecnici migliorano le operazioni dei fondi e l’esperienza degli investitori.”
Mike Dargan said:
“Man mano che il settore adotta la finanza tokenizzata, questo risultato dimostra come tali innovazioni possano aumentare l’efficienza operativa e aprire nuove possibilità di composabilità dei prodotti.”
Dettagli tecnici della transazione
La soluzione ha automatizzato le fasi chiave della procedura di rimborso: presa d’ordine, esecuzione e regolamento. Il token uMINT rappresenta la posizione nel fondo monetario in forma digitale su Ethereum, mentre il ruolo di distributore on‑chain di DigiFT ha permesso di orchestrare il trasferimento senza interventi manuali prolungati.
Lo standard DTA di Chainlink ha consentito il regolamento sicuro e verificabile on‑chain, collegando in modo programmabile i segnali provenienti dai sistemi centrali della banca con la finalità di pagamento registrata sul ledger. Questo approccio mira a ridurre i rischi operativi e a velocizzare le riconciliazioni tra registro digitale e contabilità tradizionale.
Implicazioni per l’industria dei fondi
L’esperimento si inserisce in un contesto più ampio di adozione della tokenizzazione dei prodotti finanziari da parte di piattaforme bancarie e gestori patrimoniali. Per un’industria che gestisce un patrimonio complessivo dell’ordine di 100.000 miliardi di dollari, l’automazione di processi chiave può ridurre i tempi di lavorazione, abbattere i costi operativi e limitare gli errori legati alle riconciliazioni manuali.
Dal punto di vista regolamentare e di mercato, la diffusione di standard tecnici condivisi come il DTA è cruciale per favorire interoperabilità tra fornitori diversi e garantire tracciabilità e auditabilità. Al contempo, la transizione richiederà attenzione su ruolo dei depositari, delle transfer agent e sulle procedure di compliance know‑your‑customer (KYC) e anti‑riciclaggio (AML) integrate tra sistemi legacy e nuovi registri digitali.
Integrazione con i sistemi bancari esistenti
Il progetto segue un recente pilota in cui Chainlink ha collegato sistemi bancari tradizionali alle infrastrutture blockchain tramite Swift, la rete di messaggistica finanziaria. In quell’esperimento sono stati utilizzati il Cross‑Chain Interoperability Protocol e il Runtime Environment di Chainlink per processare transazioni di fondi tramite messaggi secondo lo standard ISO 20022, permettendo alle banche di sfruttare i “rail” blockchain senza sostituire completamente l’architettura legacy.
Lo standard ISO 20022 è ampiamente adottato per lo scambio di messaggi finanziari strutturati e facilita l’integrazione tra i diversi attori del sistema finanziario. Collegare questo linguaggio comune alle capacità on‑chain consente di mantenere compatibilità con le prassi operative bancarie esistenti, riducendo le barriere tecniche all’adozione.
Prospettive e criticità
L’implementazione di casi d’uso come il rimborso on‑chain di uMINT rappresenta un passo avanti verso una più ampia infrastrutturazione digitale dei mercati dei fondi. Tuttavia, per una diffusione su scala industriale saranno necessari ulteriori sviluppi su interoperabilità, standard di sicurezza, framework regolamentari e meccanismi di governance condivisi tra banche, gestori e fornitori di infrastrutture blockchain.
In prospettiva, l’integrazione tra sistemi tradizionali e tecnologie basate su smart contract potrebbe abilitare nuovi prodotti più composabili e transazioni più rapide, cambiando progressivamente i flussi operativi e aprendo opportunità per una maggiore trasparenza nei processi di asset servicing.