Crosetto: basta edulcorare le parole sulle spese per la difesa, i tempi sono cambiati

Il messaggio principale emerso durante la presentazione del nuovo calendario è chiaro: in un contesto internazionale segnato da crisi rapide e sovrapposte, la Difesa assume un ruolo sempre più centrale nella tutela della sicurezza nazionale e internazionale.

Guido Crosetto ha detto:

“Le forze armate sono sempre divise, ognuno con la propria caratteristica, ma danno il meglio quando sono insieme. Questo calendario è un messaggio di per sé: è un esempio della Difesa come forza unica al servizio del Paese. Difesa, oggi, vuol dire prepararsi in modo serio a difendere il paese.”

La presentazione si è svolta presso la Biblioteca militare centrale di Palazzo Esercito a Roma, dove il ministro ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di un cambiamento culturale che consideri spese e investimenti in ambito difesa non come un costo da sottrarre ai cittadini, ma come una componente essenziale per la loro sicurezza.

Guido Crosetto ha detto:

“È finito il tempo di edulcorare le parole, sono ogni giorno più preoccupato, vivo la mia responsabilità di ministro con l’ansia di vedere cose che non vorrei vedere. È una sensazione che mi sono stufato di vivere da solo, circondato da un Paese che non capisce che i tempi sono molto difficili, profondamente cambiati.”

Il calendario e il messaggio istituzionale

Il calendario ritrae le diverse componenti della Difesa in dodici scatti firmati dal fotografo Massimo Sestini. L’intento dichiarato è raccontare volti, storie e professionalità, sottolineando l’unità delle istituzioni militari e il loro ruolo nella sicurezza collettiva.

Guido Crosetto ha detto:

“La Difesa ha il compito di programmarsi per affrontare qualsiasi scenario: non siamo ancora all’altezza di farlo e i tempi li decidono altri attori. Alcuni pensano che investire in Difesa sia una cosa burocratica, perché ce lo chiede la Nato. È una stupidità totale! Dobbiamo partire dalle mancanze che abbiamo e recuperare un gap grande in tempi il più brevi possibile.”

Queste parole si inseriscono nel più ampio dibattito sulle capacità operative e sull’adeguamento agli scenari contemporanei, compresi quelli caratterizzati da tecnologie avanzate e nuovi domini di confronto (spazio, cyber e informazione oltre a quelli tradizionali).

Verso una capacità multidominio

Al confronto ha partecipato anche il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, che ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione delle minacce e sulla necessità di operare in un contesto multidominio, in cui elementi convenzionali e nuove tecnologie si integrano.

Luciano Portolano ha detto:

“L’identità delle Forze Armate. Si tratta di immagini con uno sguardo al passato e al contempo un occhio al futuro. Le Forze Armate sono lo strumento più importante nell’applicazione del concetto di sicurezza. Oggi l’esigenza è quella di operare nel multidominio: un sistema in cui le nuove forme di lotta, introdotte dalle nuove tecnologie, si mischiano con gli schemi tradizionali.”

La riflessione sul multidominio sottolinea l’importanza di investimenti non solo in mezzi e personale, ma anche in addestramento, interoperabilità con gli alleati e capacità di resilienza cibernetica e informativa.

La posizione italiana sull’Ucraina

Nel corso dell’incontro il ministro ha affrontato il tema del sostegno a Kiev, confermando la continuità della linea italiana e anticipando l’arrivo di un nuovo pacchetto di assistenza militare.

Guido Crosetto ha detto:

“Per quanto riguarda l’Ucraina, la nostra linea non cambia. Noi continuiamo ad aiutare Kiev con quello che possiamo. Probabilmente sì, costruiremo un nuovo pacchetto che presenterò a breve nelle modalità degli altri pacchetti.”

Il riferimento è al dodicesimo pacchetto di aiuti destinato a Kiev, inserito in un quadro di cooperazione con gli alleati. Il ministro ha inoltre risposto su questioni relative a forniture avanzate ricevute da altri Paesi, richiamando la necessità di bilanciare l’assistenza con la preservazione delle capacità nazionali.

Guido Crosetto ha detto:

“Riguardo ai Patriot inviati dalla Germania, questo Paese ce li ha e può mandarli. Noi abbiamo mandato tutto ciò che avevamo – gli aiuti sono secretati – senza indebolire la Difesa italiana più di quanto già non lo sia.”

Sul tema territoriale, il ministro ha espresso scetticismo sulla possibilità di riottenere integralmente alcune aree come la Crimea, sottolineando come la disponibilità della controparte a trattare sia un elemento chiave per una soluzione negoziata.

Guido Crosetto ha detto:

“È difficile che l’Ucraina possa riconquistare tutti i territori – la Crimea in primis che non è più sua dal 2014 – la questione va posta agli Ucraini e il tema è qual è il limite da non superare per accettare la pace. Il problema più grosso è che la Russia finora non ha dimostrato neanche la volontà di affrontare la pace, neanche parlando di cessione di territori.”

Inoltre, Crosetto ha richiamato l’attenzione sui flussi di reclutamento e sulla dinamica demografica che la guerra comporta, elementi che influenzano la durata e la complessità del conflitto.

Osservazioni sul conflitto in Medio Oriente

Riguardo all’escalation tra Israele e Hamas, il ministro ha invitato a considerare che il percorso verso una stabilizzazione può essere estremamente lungo, citando esempi di conflitti che si protraggono per decenni.

Guido Crosetto ha detto:

“Su Gaza aspettiamoci un passo avanti e uno indietro per i prossimi 10, 20 o 30 anni. Guardate il Kosovo, da quanto tempo siamo lì e da quanto tempo continuano ad esserci ancora tensioni. Le crisi internazionali non si risolvono con i tempi con cui risolviamo una crisi familiare. Abituiamoci anche a Gaza a tempi lunghissimi.”

Questa valutazione suggerisce la necessità di politiche di lungo periodo, che combinino strumenti diplomatici, umanitari e di sicurezza, nonché la partecipazione coordinata di istituzioni internazionali e alleati per affrontare le radici dei conflitti e le loro conseguenze umanitarie.

Implicazioni politiche e istituzionali

Le dichiarazioni del ministro e dei vertici militari rimettono al centro il tema degli investimenti in difesa come scelta strategica. A livello politico questo apre il dibattito su priorità di bilancio, trasparenza nelle scelte e coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni che incidono su sicurezza e cooperazione internazionale.

Dal punto di vista istituzionale, aumentare la capacità operativa richiede coordinamento tra il Ministero della Difesa, le forze armate, gli enti di ricerca e l’industria della difesa, oltre a sinergie con gli organismi europei e con la Nato. Questo processo implica piani di investimento pluriennali, formazione specializzata e una visione coerente delle minacce emergenti.

Il calendario, nel suo linguaggio visivo, funge da occasione per rafforzare il consenso pubblico su questi temi e per spiegare ai cittadini il senso delle scelte strategiche che riguardano la sicurezza nazionale.



Author: Tony
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