Artigianalità a rischio: una academy per salvare i maestri sarti
- 3 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il mestiere di famiglia, documentato fin dal 1766 e portato avanti per nove generazioni, si è trasformato in un’azienda di confezione sartoriale maschile che veste professionisti, manager, imprenditori, politici e capi di Stato provenienti da Paesi vicini e lontani. Oggi l’attività richiede mani giovani e preparate per tramandare le tecniche tradizionali legate a termini come rever, coperta del collo, rollino per giri manica e alla precisa lentezza nella cucitura: vocaboli e pratiche che, senza competenze manuali, rischiano di restare solo parole.
Confrav Spa, titolare del marchio storico Ravazzolo (riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel febbraio 2022) e produttrice a Vicenza di abiti sartoriali da uomo, ha nell’elenco clienti nomi internazionali e nazionali: tra gli altri, i presidenti Scalfaro e Napolitano, il padre e il figlio George Bush, primi ministri di Stati come Marocco e Barbados, volti noti dello spettacolo come Pippo Baudo e Gerry Scotti, oltre a imprenditori come Ennio Doris e Pietro Barilla. Circa l’86% della produzione è destinata all’estero, una chiara manifestazione del valore competitivo del Made in Italy nel settore sartoriale.
La academy
Per preservare e rinnovare queste competenze, Confrav ha avviato una collaborazione con Adecco per creare una Academy dedicata alla formazione di nuovi sarti e sarte. La scelta delle persone avverrà privilegiando le attitudini pratiche rispetto al solo curriculum, in un percorso pensato per accogliere sia chi ha già esperienza che chi parte da zero. L’iniziativa risponde alla difficoltà crescente dell’intero comparto moda di coniugare l’artigianalità originaria con le esigenze produttive e di mercato contemporanee.
Andrea Ravazzolo ha dichiarato:
“Si sono presentati uomini e donne di diverse età e nazionalità; abbiamo svolto test attitudinali per valutare la predisposizione al lavoro manuale. La situazione ci impone di impegnarci sempre di più per preservare e trasmettere alle nuove generazioni un sapere antico fatto di manualità, pazienza e attenzione ai dettagli. Per questo abbiamo creato un’Academy: in uno spazio dedicato all’interno dei nostri reparti produttivi cominceremo a formare cinque candidati interessati a entrare in questo settore di nicchia, anche partendo da zero.”
L’insegnamento
L’avvio del percorso è programmato per il 3 novembre nella sede di Grumolo delle Abbadesse. L’azienda segnala come molte figure chiave stiano progressivamente lasciando il lavoro per raggiunti limiti d’età e, nonostante le collaborazioni con scuole professionali, sia difficile reperire nuovi talenti disposti a intraprendere la carriera sartoriale. Si tratta di una dinamica comune al settore: l’invecchiamento della forza lavoro unito a scelte formative diverse riduce il ricambio generazionale.
Andrea Ravazzolo ha dichiarato:
“Il nostro mestiere non si improvvisa: servono mesi di formazione per impararlo e anni per acquisire la sicurezza necessaria. Quando si raggiunge questa competenza, il lavoro diventa una passione che accompagna per tutta la vita. Trasmetteremo il mestiere con i metodi tradizionali, insegnando dalle basi.”
A gestire la formazione sarà un maestro sarto senior con consolidata esperienza didattica: non un semplice formatore, ma un artigiano capace di trasferire conoscenze tecniche e criteri di qualità. Il percorso formativo prevede complessivamente 200 ore: 120 ore dedicate alla lavorazione su capi-tes, finalizzate all’addestramento all’uso delle diverse macchine da cucire — oggi una competenza particolarmente richiesta — e due moduli da 40 ore ciascuno svolti direttamente nei reparti produttivi, affiancando operatori esperti.
La metodologia riflette la tradizione della Scuola Sartoriale Veneta: ogni capo viene progettato, tagliato e confezionato internamente, con attenzione alle fasi manuali che definiscono la qualità sartoriale. L’intervento formativo non mira solo a fornire lavoratori per l’azienda, ma anche a conservare un patrimonio immateriale di tecniche e saperi che contribuiscono all’identità produttiva locale e al valore delle esportazioni italiane.
Oltre all’impatto occupazionale immediato, l’Academy rappresenta un modello di risposta alle esigenze del sistema formativo e produttivo: favorisce l’incontro fra domanda e offerta di competenze specializzate, sostiene la filiera del lusso e può essere replicato come best practice per altre realtà artigianali che intendono coniugare tradizione e innovazione.