Bitcoin accumula 8 miliardi di dollari in un bacino di capitali, ripresa senza afflussi etf
- 2 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi giorni i flussi onchain su Bitcoin segnalano una domanda sostenuta per la criptovaluta più grande al mondo, con investitori e miners che hanno intensificato l’attività malgrado il sentimento negativo generato dal tracollo del mercato da 19 miliardi di dollari.
Il valore di realized cap di Bitcoin è aumentato di oltre 8 miliardi di dollari nell’ultima settimana, superando la soglia di 1,1 trilioni di dollari. Il rialzo della realized price sopra i 110.000 dollari suggerisce afflussi significativi sulla catena e una crescente quantità di capitale realizzato detenuto dai possessori di monete.
Che cosa misura la capitalizzazione realizzata
La realized cap stima il valore in dollari di tutte le monete valutate al prezzo dell’ultima transazione che le ha mosse: è una metrica che offre una visione diversa rispetto alla capitalizzazione di mercato tradizionale, perché rappresenta il capitale effettivamente investito dai detentori sulla base dei prezzi storici con cui le monete sono state spostate.
Questo indicatore può evidenziare fasi di accumulo o distribuzione e, nel contesto attuale, riflette come nuovi acquisti — in particolare da tesorerie aziendali e veicoli di investimento istituzionali — stiano contribuendo a ricostruire posizione di valore sul network.
Ruolo di ETF e grandi acquirenti
Secondo analisi della piattaforma di dati CryptoQuant, i nuovi afflussi sono in gran parte attribuibili a tesorerie aziendali dedicate a Bitcoin e ai ETF che seguono la criptovaluta. Questi canali hanno avuto un peso determinante nel guidare la domanda complessiva dell’asset.
Ki Young Ju ha osservato:
“La domanda è ora guidata principalmente dagli ETF e da MicroStrategy, entrambi recentemente rallentati negli acquisti. Se questi due canali si riattivano, è probabile che ritorni anche lo slancio del mercato.”
La dichiarazione sottolinea come il recupero dei prezzi dipenda non solo dalla domanda retail, ma soprattutto dalla capacità di questi grandi acquirenti di riprendere acquisti su larga scala. MicroStrategy, guidata da Michael Saylor, è stata sinora uno dei principali accumulatori istituzionali e il suo comportamento influisce significativamente sulle dinamiche di domanda.
Espansione dei miner e andamento del hashrate
Parallelamente agli acquisti di capitale finanziario, i miner di Bitcoin stanno ampliando le proprie capacità operative, determinando un aumento del hashrate. Un hashrate crescente è generalmente interpretato come un segnale di fiducia a lungo termine nella rete, perché indica maggiori risorse energetiche e hardware dedicate alla sicurezza e alla produzione di nuovi blocchi.
Negli ultimi mesi diverse società di mining hanno ampliato le rispettive flotte. Tra gli esempi citati figurano acquisizioni di dispositivi specializzati (ASIC) per centinaia di milioni di dollari da parte di operatori di grandi dimensioni, un fenomeno che influisce sia sulla capacità di produzione sia sull’efficienza complessiva del settore.
Prospettive di prezzo e fattori di rischio
Nonostante gli 8 miliardi di nuovi afflussi registrati, il sentimento degli investitori è rimasto ancorato a livelli di “paura” dopo il crollo da 19 miliardi di inizio ottobre. La percezione del rischio resta influenzata da eventi macro e geopolitici, oltre che dalle decisioni dei grandi acquirenti istituzionali.
Gli analisti di Bitfinex hanno ipotizzato che un ritorno significativo degli afflussi da ETF combinato con un possibile allentamento monetario possa spingere il prezzo verso 140.000 dollari entro novembre, se si verificassero condizioni favorevoli.
Analisti di Bitfinex hanno detto:
“Il nostro caso base prevede Bitcoin in rialzo verso 140.000 dollari, con flussi totali dagli ETF nell’ordine di 10–15 miliardi che non sarebbero sorprendenti.”
Analisti di Bitfinex hanno aggiunto:
“Catalizzatori includono un allentamento della Federal Reserve con due tagli nel quarto trimestre, un raddoppio dei flussi dagli ETF e la forza stagionale del Q4; i rischi permangono su tariffe e tensioni geopolitiche.”
In sintesi, il recupero del prezzo di Bitcoin appare legato a pochi fattori chiave: la ripresa degli acquisti da parte dei grandi fondi e delle società che deten-gono tesorerie in Bitcoin, la continuità degli afflussi dagli ETF, la possibile politica monetaria più accomodante della Federal Reserve e la stabilità geopolitica che possa ridurre il rischio di shock sui mercati.
Per operatori e osservatori istituzionali resta importante monitorare indicatori onchain come la realized cap e l’hashrate, oltre alle decisioni strategiche dei principali acquirenti, che continuano a definire la struttura della domanda a medio-lungo termine.