Novembre potrebbe diventare il nuovo ottobre per gli Stati Uniti dopo il blocco che ha ritardato le decisioni della SEC

Ottobre doveva essere il mese in cui i tanto attesi ETF spot sulle criptovalute sarebbero finalmente sbarcati sui mercati degli Stati Uniti. Le scadenze per le decisioni della SEC su diverse domande di registrazione erano distribuite lungo tutto il mese, ma lo stop del governo degli Stati Uniti ha congelato il processo e reso irrilevanti quei termini.

Adesso è possibile che sia novembre a prendere il posto di ottobre. Alcuni emittenti stanno ricorrendo a una via procedurale che non richiede un intervento diretto e tempestivo della SEC, la stessa soluzione che ha permesso a quattro ETF cripto — due di Canary Capital, uno di Bitwise e uno di Grayscale — di iniziare a essere scambiati all’inizio della settimana nonostante il blocco regolatorio.

La soluzione procedurale

Gli emittenti stanno presentando versioni aggiornate della registrazione S-1 che includono una clausola di “no delaying amendment” (nessuna modifica che ritardi l’efficacia). Secondo la normativa sui titoli negli Stati Uniti, tali registrazioni diventano operative automaticamente dopo 20 giorni se la SEC non emette una sospensione o non richiede modifiche.

Per quei quattro ETF che hanno iniziato a negoziare questa settimana, la SEC non è intervenuta, consentendo l’attivazione automatica delle registrazioni. Questo successo ha innescato una nuova ondata di depositi: Fidelity ha aggiornato la sua S-1 per un ETF spot su Solana, mentre Canary Capital ha fatto lo stesso per un ETF su XRP.

Se la SEC manterrà la linea attuale e non bloccherà il meccanismo, il mercato potrebbe vedere il primo fondo su XRP già il 13 novembre.

Limiti e rischi regolatori

Tuttavia esistono limiti alla portata di questa scorciatoia. La SEC ha già esaminato con maggiore attenzione le registrazioni relative a Solana, HBAR e Litecoin, mentre sul dossier XRP l’interazione è stata molto più esigua: proprio questa assenza di riscontri potrebbe spingere l’agenzia a interrompere l’attivazione automatica per i casi più controversi.

James Seyffart, analista di Bloomberg Intelligence, ha detto:

“Penso sia possibile che molti fondi partano il mese prossimo. Questo potrebbe avvenire indipendentemente dalla riapertura del governo. Tuttavia ci sono domande con depositi che non hanno ancora ricevuto alcun riscontro dalla SEC sui loro S-1 (prospetti) e non sono sicuro che possano essere lanciati senza che la SEC torni a lavorare. Quindi sì, molti probabilmente partiranno, ma alcuni sono semplicemente improbabili senza la riapertura del governo.”

La situazione evidenzia un bivio: da un lato una via procedurale che permette di aggirare i ritardi amministrativi e far debuttare prodotti finanziari; dall’altro il rischio che l’assenza di un controllo regolatorio completo aumenti l’incertezza per investitori e operatori di mercato.

Per gli investitori, la dinamica rappresenta una nuova fase nella lunga battaglia per l’ingresso degli ETF cripto nei mercati statunitensi. Gli emittenti stanno sperimentando meccanismi procedurali per procedere senza la benedizione formale della SEC, ma la continuità di questo slancio dipenderà più dalla capacità del governo degli Stati Uniti di tornare operativo che dalla sola prontezza del mercato.

Nel medio termine, la vicenda potrebbe avere conseguenze su liquidità, formazione dei prezzi e tutela degli investitori: fattori che i regolatori tengono in considerazione quando valutano l’autorizzazione formale di nuovi strumenti finanziari.