I creditori di FTX rischiano di recuperare appena il 9% dopo il ricalcolo dei prezzi delle criptovalute
- 2 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Secondo un rappresentante di rilievo dei creditori, Sunil, il valore effettivo delle restituzioni per chi vanta crediti nei confronti di FTX potrebbe essere molto inferiore rispetto alle stime iniziali, una volta tenuto conto dell’aumento dei prezzi delle criptovalute dall’epoca del fallimento del 2022.
Sunil ha scritto:
“I creditori di FTX non sono risarciti completamente.”
Nella sua analisi pubblicata su X, Sunil ha stimato che il tasso reale di recupero in termini di criptovalute per i creditori oscilla tra il 9% e il 46%, osservando però che il valore reale potrebbe risultare ancora più basso dato il rialzo marcato dei prezzi di Bitcoin (BTC), Ether (ETH) e Solana (SOL) dopo il collasso dell’exchange.
Valutazioni e conversione dei rimborsi
Secondo il prospetto condiviso da Sunil, il prezzo di riferimento (“petition price”) per Bitcoin alla data della procedura era di circa $16.871, mentre i valori correnti superano i $110.000. Questo crea una discrepanza fra la percentuale di rimborso dichiarata in valuta fiat e il valore che quei rimborsi rappresentano in termini di criptovaluta.
Per esempio, un pagamento pari al 143% in termini nominali in valuta fiat corrisponderebbe a circa il 22% del valore reale in BTC, considerando la differenza tra i prezzi del 2022 e quelli attuali. Analogamente, la stessa percentuale nominale per ETH si tradurrebbe in un recupero reale vicino al 46%, mentre per SOL la conversione reale scenderebbe intorno al 12%.
Erogazioni già effettuate e piani di distribuzione
La prima tranche di pagamenti ai creditori di FTX — rivolta a chi aveva crediti inferiori a $50.000 — è stata distribuita il 18 febbraio e ha totalizzato circa $1,2 miliardi. Successivamente, il FTX Recovery Trust ha avviato un secondo programma di pagamenti da $5 miliardi rivolto ai creditori idonei.
La distribuzione ha coperto diverse categorie di reclami, con percentuali di rimborso differenti: le Dotcom Customer Entitlement Claims al 72%, le US Customer Entitlement Claims al 54% e le Convenience Claims al 120%. Le General Unsecured e le Digital Asset Loan Claims sono state programmate con distribuzioni intorno al 61%, con l’invio dei fondi pianificato tramite Kraken e BitGo entro uno o due giorni lavorativi dalla comunicazione.
Possibilità di recuperi aggiuntivi tramite airdrop
Sunil ha inoltre indicato che i creditori potrebbero ottenere “recuperi extra” attraverso airdrop promossi da progetti esterni interessati a coinvolgere beneficiari legati a FTX. Tra le iniziative citate figura Paradex, che punterebbe a distribuire token o altri strumenti ai creditori come forma di compensazione supplementare.
Sunil ha osservato:
“I creditori di FTX sono l’asset più prezioso e attraente per i progetti.”
Gli airdrop possono migliorare il recupero complessivo per i creditori, ma comportano incertezze: la valorizzazione futura dei token, eventuali vincoli legali, l’impatto fiscale e la liquidabilità sul mercato sono tutte variabili che influiranno sul valore finale percepito dai soggetti coinvolti.
Implicazioni legali e stato del contenzioso penale
La situazione giudiziaria dell’ex amministratore delegato Sam Bankman-Fried è un fattore rilevante per l’evoluzione della vicenda. Condannato a 25 anni di carcere per frode e cospirazione, Bankman-Fried ha presentato appello contro la sentenza del 2023 e il procedimento proseguirà con un’udienza davanti alla US Court of Appeals for the Second Circuit fissata per il 4 novembre.
Nel ricorso, il team difensivo sostiene che all’imputato non sia stato riconosciuto il presupposto della presunzione di innocenza e che l’accusa avrebbe travisato la gestione dei fondi dei clienti di FTX. L’appello contesta la condanna su sette capi d’accusa penali e rappresenta una tappa chiave che potrebbe avere impatti procedurali sui tempi di liquidazione e sulle strategie di recupero attivate dal trust.
Prospettive e fattori da monitorare
La discrepanza tra rimborso nominale in valuta fiat e valore reale in criptovalute mette in luce come l’alta volatilità del mercato possa ridurre significativamente il potere d’acquisto dei pagamenti destinati ai creditori. Per valutare l’effettivo livello di recupero sarà quindi necessario seguire l’andamento dei prezzi delle principali criptovalute, l’esito dell’appello e l’eventuale diffusione di airdrop o altre forme di compensazione alternative.
Nel medio termine, gli aspetti da monitorare includono la governance del FTX Recovery Trust, le decisioni dei tribunali competenti e le iniziative dei progetti crypto che potrebbero offrire soluzioni aggiuntive ai creditori. Tutte queste variabili contribuiranno a determinare quanto effettivamente i titolari di crediti recupereranno rispetto alle aspettative iniziali.