La BNM della Malesia lancia un audace piano triennale per la tokenizzazione degli asset
- 2 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bank Negara Malaysia, la banca centrale della Malesia, ha presentato una tabella di marcia triennale per esplorare e testare la tokenizzazione degli asset nel settore finanziario nazionale tramite il Digital Asset Innovation Hub (DAIH), istituito all’inizio dell’anno.
La strategia prevede l’avvio di progetti di proof-of-concept (POC) e di pilot in ambiente reale, oltre all’istituzione di un Asset Tokenization Industry Working Group (IWG) che coordinerà l’esplorazione a livello di settore, faciliterà lo scambio di conoscenze e individuerà criticità normative e legali.
Obiettivi e ambiti di applicazione
La banca centrale ha chiarito che l’attenzione sarà rivolta alla tokenizzazione di asset reali e non alle criptovalute speculative. Tra i casi d’uso indicati figurano il finanziamento della catena di approvvigionamento per ampliare l’accesso al credito delle PMI, la gestione tokenizzata della liquidità per accelerare le liquidazioni e applicazioni per la finanza islamica in grado di automatizzare operazioni conformi ai principi Shariah.
Sono inoltre considerati scenari relativi a pagamenti programmabili, strumenti di finanza verde e regolamenti di commercio transfrontaliero attivi 24 ore su 24. L’analisi includerà la possibile introduzione di depositi tokenizzati e stablecoin denominati in MYR, con l’obiettivo di preservare l’unità della moneta nazionale garantendo al contempo regimi di regolamento digitale più efficienti.
La tabella di marcia prevede anche l’esplorazione dell’integrazione con una eventuale CBDC all’ingrosso come parte di soluzioni per la liquidità interbancaria e regolamenti di mercato più rapidi.
Gruppo di lavoro e coordinamento regolatorio
Il IWG, co-presieduto da Bank Negara Malaysia e dalla Securities Commission (SC), avrà il compito di individuare casi d’uso fondamentali che possano dimostrare valore economico chiaro, oltre a definire esigenze normative, di governance e infrastrutturali per i test pilota.
La consultazione pubblica sulla discussione tecnica rimane aperta per raccogliere osservazioni dall’industria e dai soggetti interessati, con l’obiettivo di calibrare interventi regolatori e misure di mitigazione dei rischi prima dell’implementazione su larga scala.
Confronto regionale e impatto sull’infrastruttura finanziaria
Con questa iniziativa la Malesia si allinea ad altri tasselli regolatori in Asia, in particolare a progetti pilota promossi da MAS (Autorità Monetaria di Singapore) e HKMA (Hong Kong Monetary Authority), con l’obiettivo comune di modernizzare l’infrastruttura finanziaria e migliorare l’efficienza dei regolamenti interbancari e dei mercati dei capitali.
I benefici potenziali includono maggiore velocità nei pagamenti e nelle compensazioni, ampliamento dell’accesso al credito per le imprese, e nuove forme di interoperabilità transfrontaliera. Tra le sfide rimangono questioni di sicurezza informatica, standardizzazione tecnica, tutela degli investitori e conformità alle norme antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo, richiamando le linee guida del FATF.
Proposta per la quotazione di asset digitali sugli exchange
Parallelamente, la SC ha proposto un quadro che consentirebbe a exchange di criptovalute approvati di quotare determinati asset digitali senza necessità di approvazione preventiva dell’autorità, a condizione che tali asset abbiano superato audit di sicurezza pubblici e siano stati negoziati per almeno un anno su piattaforme conformi agli standard di vigilanza internazionale.
Questa ipotesi mira ad aumentare la liquidità e l’innovazione dei mercati digitali, mantenendo però requisiti di trasparenza e tracciabilità per proteggere gli investitori e consentire un’efficace attività di supervisione da parte delle autorità.
Prossimi passi e ricadute sul mercato
I prossimi mesi vedranno l’avvio dei primi POC e pilot coordinati dal DAIH, il lavoro tecnico e normativo del IWG e la raccolta di contributi dall’industria fino alla scadenza prevista per le osservazioni. L’implementazione pratica di soluzioni tokenizzate richiederà tempo e un approccio graduale per bilanciare innovazione, resilienza operativa e tutela degli utenti.
Se i test avranno esiti positivi, banche, operatori fintech e imprese esportatrici potrebbero beneficiare di processi più rapidi e costi di transazione ridotti, mentre i regolatori dovranno definire regole chiare per la governance degli asset tokenizzati e l’integrazione con i sistemi finanziari esistenti.
Rimane essenziale un dialogo attivo tra autorità, operatori e stakeholder internazionali per assicurare che l’evoluzione tecnologica sia accompagnata da adeguati standard di sicurezza, interoperabilità e tutela dei diritti economici degli utilizzatori.