Bitcoin interrompe la corsa di ottobre, ma alcune altcoin chiudono in rialzo

Bitcoin ha chiuso il mese di ottobre in calo, interrompendo la serie positiva di sei anni comunemente chiamata Uptober, mentre BNB ha registrato un modesto guadagno dopo che una brusca turbolenza di metà mese ha lasciato la maggior parte delle criptovalute principali sotto i massimi iniziali.

La svolta è avvenuta il 10 ottobre, quando Donald Trump ha minacciato l’introduzione di forti dazi sulla Cina in un contesto di tensioni sulle terre rare, scatenando un movimento generalizzato di avversione al rischio. In rapidi scambi Bitcoin è sceso dai livelli dei bassi 120.000 dollari verso circa 105.000 dollari, mentre molte altcoin hanno subito perdite più marcate a causa della liquidità ridotta e dell’elevata leva finanziaria.

Nei giorni del 10–11 ottobre le piattaforme di derivati hanno eseguito liquidazioni automatiche per decine di miliardi di dollari e si stima che oltre mezzo trilione di dollari di capitalizzazione di mercato sia scomparso prima che un rimbalzo incerto stabilisse un minimo temporaneo. Si è trattato di uno shock macroeconomico che ha incontrato posizionamenti molto affollati, non di un evento specifico del settore crypto.

La fine della serie positiva e il suo significato

I dati di CoinDesk indicano che Bitcoin ha chiuso ottobre in negativo, interrompendo quella che molti trader definivano la tendenza di Uptober. La mappa mensile dei rendimenti di CoinGlass mostra che ottobre 2025 è il primo ottobre “rosso” dal 2018, interrompendo una striscia di risultati positivi dal 2019 al 2024.

Questa narrazione stagionale aveva assunto rilievo perché la tendenza si era manifestata in contesti molto diversi — sia durante forti rialzi di fine ciclo sia in fasi di recupero dopo vendite diffuse — quindi il mancato rialzo del 2025 riporta l’attenzione dei partecipanti alla necessità di conferme sul mercato piuttosto che su affidarsi al calendario.

Andamento tecnico e performance degli altcoin

Sui grafici mensili a un mese di TradingView la struttura del mese è stata coerente: un inizio solido, la caduta sincronizzata del 10–11 ottobre e nei restanti giorni un recupero che tuttavia non ha ridato ai prezzi i massimi della prima parte del mese. Questo ha fatto sì che le candele mensili di molti asset siano rimaste in rosso.

Ether ha seguito una traiettoria simile di discesa, stabilizzazione e parziale ripresa, fermandosi al di sotto della fascia di prezzo tondeggiata testata in prima settimana. Anche Solana e XRP hanno mostrato una sequenza di massimi decrescenti verso le sedute finali del mese.

BNB, invece, si è distinta: ha assorbito la flessione di metà mese, ha formato minimi crescenti nella parte finale del periodo e ha chiuso ottobre in rialzo, intorno al 4,2%, risultando verde mentre i principali concorrenti arretravano. Al di fuori della top 10 alcuni asset come ZEC, XMR e WBTC hanno anch’essi chiuso il mese in positivo, segnalando che sotto la superficie sono rimaste sacche di forza relative.

Divergenze nelle misure e impatto sull’attività di trading

I numeri che riportano le diverse piattaforme possono divergere per motivi pratici. CoinGlass utilizza il risultato di chiusura su base mensile che isola il rendimento di ottobre, mentre le letture a 30 giorni mobili presenti in altri tracker si aggiornano continuamente e spesso includono i massimi di inizio ottobre: ciò può far apparire un calo più accentuato al cambio di data anche quando la misura su base calendario sembra più contenuta.

In sostanza la direzione del movimento è coerente tra le varie metriche, ma la finestra di misurazione determina l’entità apparente della perdita o del guadagno. Per i gestori del rischio e i trader questo significa che è essenziale scegliere indicatori appropriati al proprio orizzonte e non basarsi esclusivamente su regole stagionali o sulla narrativa storica.

La conclusione pratica per gli operatori è che, pur restando utile conoscere le tendenze stagionali come Uptober, la gestione delle posizioni richiede conferme dal prezzo e dalla liquidità, oltre a un’attenta considerazione dell’esposizione in derivati quando i mercati subiscono shock macro improvvisi.