Raggiungerà il Dow 116.200? non è così folle come sembra

Gli indici azionari statunitensi continuano a segnare massimi storici: il Dow Jones Industrial Average, lo Standard & Poor’s 500 e il Nasdaq 100 hanno raggiunto nuovi picchi nella stessa settimana, lasciando gli investitori sempre più fiduciosi e in linea per registrare il terzo anno consecutivo di rendimenti a doppia cifra.

Non si tratta solo dei sondaggi sul sentiment degli investitori, che nelle ultime settimane hanno mostrato maggiore ottimismo rispetto alla media storica: anche i mercati predittivi stanno scommettendo su livelli elevati per il 2025. La piattaforma di prediction market regolata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), Kalshi, attribuisce oggi una probabilità significativa alla fascia dello S&P 500 compresa tra 7.000 e 7.199, che risulta essere la più scelta dagli scommettitori.

Andamento storico dei rendimenti per decennio

Guardare le performance decennali aiuta a comprendere i grandi cicli di mercato: il decennio del 1950 ha registrato rendimenti medi annui elevati grazie al boom postbellico; gli anni 1960 e 1970 hanno visto risultati più modesti o negativi a causa di stagflazioni e shock; gli anni 1980 e 1990 hanno beneficiato di lunghi mercati toro, con il decennio dei 1990 particolarmente favorevole per la rivoluzione tecnologica; gli anni 2000 hanno sofferto per il crollo delle dot‑com e la crisi finanziaria del 2008; il decennio 2010 è stato caratterizzato da una ripresa prolungata; e il ciclo iniziato nel 2020 ha mostrato volatilità legata a pandemia e sviluppo tecnologico.

Piattaforme di previsione e aspettative a breve termine

Su alcune piattaforme di previsione integrate agli house broker, come IBKR Forecast Trader (collegata a Interactive Brokers), una porzione significativa delle scommesse vede il Dow Jones Industrial Average oltre i 50.000 punti nel primo trimestre del 2026. Considerando che il Dow si trova al momento a pochi punti percentuali da quel traguardo, è comprensibile l’aumento dell’ottimismo tra gli investitori.

La previsione storica di Bill Berger

Tra le previsioni più audaci della storia figura quella formulata da Bill Berger alla fine del 1995 durante una conferenza sulla finanza personale organizzata dalla Society of American Business Editors & Writers a Boston. All’epoca il Dow Jones Industrial Average si aggirava intorno ai 4.500 punti e Berger, con oltre quarant’anni di esperienza nel settore, indicò un obiettivo di Dow 116.200 per l’autunno del 2040, ossia 45 anni più tardi.

Un tabloid ha dichiarato:

“Indovina il tuo futuro con una pizza.”

Quel riferimento scherzoso servì solo da apertura: Berger spiegò la logica dietro la sua cifra osservando la crescita storica dell’indice e proiettandola nel lungo periodo. Non fece previsioni spettacolari basate su eventi futuri imprevisti, ma applicò una semplice proiezione del tasso di crescita medio osservato nella sua carriera, iniziata nel 1950, quando il Dow era sotto i 200 punti.

Bill Berger ha dichiarato:

“Non esiste un investitore che sia vissuto negli ultimi sessant’anni o più che non abbia visto il mercato salire nel corso della sua vita. Non so esattamente dove andrà il mercato nei prossimi cinque o sei decenni, ma so che sarà in crescita.”

La matematica dietro la previsione

Analisi successive hanno tradotto la previsione in numeri: secondo calcoli ripresi da società di ricerca indipendente, per passare dal livello di mercato del 1995 alla cifra indicata da Berger sarebbe stato necessario un rendimento composto annuo di circa il 7,35% per 45 anni. Con l’indice attuale abbondantemente più alto rispetto al 1995, il tasso annuo richiesto per raggiungere la stessa soglia nei prossimi 15 anni si riduce, attestandosi intorno al 6,75%.

Morningstar ha stimato che la proiezione originale era ragionevolmente fondata sui tassi di crescita storici e che, anche con eventi estremi come bolle speculative e crisi finanziarie, il rendimento composto può rendere possibili obiettivi a lungo termine se mantenuti orizzonti temporali lunghi e contributi regolari.

Pareri di analisti e valutazioni correnti

Non tutti gli esperti concordano sulla probabilità di vedere realizzare una previsione così ambiziosa. Rob Arnott, fondatore e presidente di Research Affiliates, ha riconosciuto che raggiungere Dow 116.200 è teoricamente possibile ma ha sollevato dubbi legati alle valutazioni correnti dei mercati, suggerendo che livelli di partenza elevati riducono in genere i rendimenti attesi nel prossimo decennio.

Rob Arnott ha dichiarato:

“Potrebbe accadere, assolutamente. È probabile che accada? Penso che non si arriverà esattamente al traguardo, ma credo che la differenza sarà abbastanza piccola da rendere comunque questa previsione una delle più notevoli della storia.”

Nel suo scenario a dieci anni, Research Affiliates valuta tassi di crescita medi annui del Dow più modesti, intorno al 3,5%, riflettendo valutazioni elevate e possibili periodi di aggiustamento. Questo confronto evidenzia come assunzioni diverse su crescita economica, utili societari e multipli di valutazione producano stime molto differenti sul lungo periodo.

Cosa implica per gli investitori

La vicenda di Bill Berger serve da promemoria sul valore di un orizzonte temporale esteso. Le previsioni a lunghissimo termine sono meno sensibili a shock temporanei come bolle, recessioni, pandemie o innovazioni tecnologiche: questi eventi possono alterare la traiettoria di mercato nel breve periodo, ma la crescita composta nel tempo rimane il fattore determinante per raggiungere obiettivi ambiziosi.

Per chi investe, le implicazioni pratiche sono chiare: definire un orizzonte temporale coerente con gli obiettivi, mantenere una strategia diversificata e adattata alla propria tolleranza al rischio, e privilegiare contributi regolari nel tempo piuttosto che tentativi di market timing basati su previsioni a breve termine. Le piattaforme predittive e i pareri degli analisti possono offrire informazioni sul sentiment e sulle aspettative di mercato, ma non sostituiscono una pianificazione finanziaria solida e di lungo corso.

In sintesi, la previsione di Dow 116.200 resta oggi un esempio notevole di proiezione basata su crescita storica: matematicamente plausibile, soggetta all’incertezza di eventi futuri e utile, soprattutto, per ricordare che la pazienza e la prospettiva di lungo periodo sono elementi centrali della disciplina d’investimento.



Author: Tony
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