Intesa Sanpaolo supera di gran lunga il requisito patrimoniale imposto dalla BCE
- 31 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Intesa Sanpaolo ha comunicato di aver ricevuto la decisione finale della BCE relativa al requisito patrimoniale consolidato da rispettare a partire dal 1° gennaio 2026, a seguito del processo di valutazione prudenziale noto come SREP.
Requisito patrimoniale complessivo
Il requisito complessivo da rispettare, espresso in termini di Common Equity Tier 1 ratio, è stato fissato al 9,97%.
Composizione dei requisiti
La componente derivante dal SREP è espressa in termini di Total Capital ratio e ammonta al 9,65%. Questo valore incorpora il requisito minimo di vigilanza di Pillar 1, pari all’8%, che include un requisito obbligatorio di Common Equity Tier 1 del 4,5%, nonché un requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari all’1,65%, corrispondente a uno 0,93% in termini di Common Equity Tier 1 applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE il 12 marzo 2020.
Buffer aggiuntivi richiesti
Al requisito SREP si sommano requisiti aggiuntivi espressi interamente in Common Equity Tier 1, così articolati: il Capital Conservation Buffer al 2,5%, l’O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer) all’1,25%, la Countercyclical Capital Buffer allo 0,34% e la Systemic Risk Buffer allo 0,45%. Il livello della quota anticiclica è calcolato considerando le esposizioni del gruppo nei vari Paesi e i relativi requisiti stabiliti dalle autorità nazionali; la componente per il rischio sistemico è determinata con riferimento alle esposizioni verso i residenti in Italia.
Indicatori patrimoniali al 30 settembre 2025
Al 30 settembre 2025, detraendo dal capitale 5,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi del 2025 (di cui 3,2 miliardi in distribuzione come acconto a novembre 2025) e le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1 pari a 0,3 miliardi, i coefficienti patrimoniali consolidati risultano: Common Equity Tier 1 ratio al 13,9% e Total Capital ratio al 19,3%.
Su base pro-forma, considerando gli aggiustamenti di periodo, le percentuali salgono a un Common Equity Tier 1 ratio del 14,9% e a un Total Capital ratio del 20,5%.
In alternativa di lettura, e in conformità all’indicazione della BCE relativa all’esclusione di utili infrannuali in determinate condizioni di politica di distribuzione, il Common Equity Tier 1 ratio rettificato sarebbe del 13,1% e il Total Capital ratio del 18,5% nel caso in cui non si includano utili dei primi nove mesi del 2025 nel capitale regolamentare.
Dettagli pro‑forma e fattori di assorbimento
Le stime pro‑forma tengono conto di specifici elementi che incidono sul capitale regolamentare: l’assorbimento totale delle DTA (imposte differite attive) legate all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, gli effetti della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e l’assorbimento connesso a un contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro destinato a coprire oneri di integrazione e razionalizzazione derivanti dall’acquisizione dell’insieme aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Ulteriori elementi considerati nelle stime includono l’atteso assorbimento delle DTA relative a perdite pregresse e a passività connesse all’acquisizione di UBI Banca, nonché le conseguenze di accordi sindacali siglati a novembre 2021 e ottobre 2024, oltre alla prevista distribuzione collegata all’utile assicurativo dei primi nove mesi del 2025.
Implicazioni prudenziali e operative
Il livello dei coefficienti comunica una posizione patrimoniale ampiamente superiore ai requisiti regolamentari stabiliti dalla BCE, confermando una solida capacità di assorbimento degli shock e un margine per attività operative e strategiche. Il rispetto dei requisiti influisce sulle politiche di distribuzione del capitale e sulle possibilità di utilizzo di utili infrannuali: la BCE consente l’inclusione di utili nel Common Equity Tier 1 solo se la politica di distribuzione specifica limiti chiari su dividendi cash e buyback e prevede impegni a non distribuire gli utili inclusi.
Dal punto di vista operativo, un buffer patrimoniale elevato sostiene la capacità del gruppo di erogare credito, gestire integrazioni e sostenere iniziative strategiche, pur mantenendo la conformità alle regole di vigilanza prudenziale europee.
Documentazione e approfondimenti
Informazioni più dettagliate sulle voci che compongono i coefficienti patrimoniali e sui criteri di calcolo sono disponibili nei documenti contabili e nel bilancio al 30 settembre 2025 del gruppo, che forniscono la base per le rettifiche pro‑forma e le note illustrative sulle poste rilevanti.