Sam Bankman-Fried pubblica un documento esteso per sostenere che FTX non è mai stata insolvente
- 31 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Sam Bankman-Fried ha pubblicato su X un lungo documento in cui riafferma la propria innocenza e sostiene che la crisi di FTX non sarebbe stata causata da una situazione di insolvenza, ma dagli interventi dei consulenti fallimentari.
Il testo contiene numerose tabelle che mostrano ipotetici guadagni “mark-to-market” su asset che FTX deteneva in passato, tra cui Solana e Anthropic, e arriva a stimare che la piattaforma avrebbe oggi un valore superiore ai 100 miliardi di dollari se non fosse stato per le azioni dei legali fallimentari.
Tuttavia, molte delle affermazioni centrali del documento, come l’asserzione che FTX “non è mai stata insolvente” e che l’azienda avrebbe potuto rimborsare integralmente i clienti, risultano in contrasto con i bilanci e le dichiarazioni finanziarie depositate nelle procedure giudiziarie.
Sam Bankman-Fried said:
“FTX was never insolvent.”
Sam Bankman-Fried said:
“It could have repaid customers in full.”
Le discrepanze emergono perché le valutazioni “mark-to-market” presentate nel documento si basano su scenari ipotetici e su prezzi di mercato che non riflettono necessariamente la liquidità disponibile al momento del collasso della piattaforma. In termini pratici, la capacità di soddisfare i creditori dipende non solo dal valore teorico degli asset, ma anche dalla tempistica delle vendite, dalle restrizioni legali e dai debiti immediatamente esigibili.
Contesto legale e iniziative per la clemenza
Il post si inserisce in un più ampio tentativo di Sam Bankman-Fried di riformulare la narrativa pubblica sulla sua condanna e ottenere sostegno politico per una possibile clemenza presidenziale. I suoi genitori e alcuni consulenti legali hanno avviato contatti con figure vicine all’amministrazione di Donald Trump, coinvolgendo l’avvocato collegato al mondo repubblicano Kory Langhofer.
È stata inoltre organizzata un’intervista in carcere con il commentatore Tucker Carlson, un’operazione che rientra in una strategia comunicativa volta a generare empatia e a rinegoziare l’immagine pubblica dell’ex manager.
I mercati predittivi, come quello gestito da Kalshi, indicano probabilità relativamente basse — intorno al 10% — che possa giungere una grazia presidenziale. Tale dato suggerisce che le iniziative di comunicazione possano avere l’obiettivo duplice di influenzare sia l’opinione pubblica sia gli attori politici che prendono decisioni sul rilascio o meno della clemenza.
Implicazioni istituzionali e prossimi sviluppi
Dal punto di vista giudiziario e amministrativo, la vicenda coinvolge numerose istituzioni: le corti fallimentari che sovrintendono alla distribuzione delle risorse, i periti incaricati di valutare gli asset e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha portato avanti le indagini penali. Ogni richiesta di revisione o di clemenza richiede valutazioni formali su responsabilità, danni arrecati ai clienti e precedenti giurisprudenziali.
Per comprendere appieno le affermazioni pubblicate dall’interessato è utile considerare i meccanismi tecnici e legali che regolano le procedure fallimentari: la semplice rivalutazione di attività illiquide non elimina obblighi contrattuali a breve termine né assorbe automaticamente i costi legali e le passività riconosciute dai tribunali.
Nei prossimi mesi sarà cruciale osservare le mosse sia della difesa sia delle autorità: eventuali richieste di revisione delle sentenze, nuove evidenze documentali o iniziative politiche potrebbero modificare lo scenario, ma al momento le discrepanze tra le affermazioni del documento e le evidenze processuali restano significative.