Superdry torna in utile nell’anno fiscale 2025 grazie ai risparmi sui costi

Superdry ha chiuso l’anno fiscale 2025 (terminato il 26 aprile) con ricavi pari a £374,6 milioni, in calo rispetto ai £488,6 milioni registrati nel FY24. Il calo riflette decisioni strategiche deliberate, tra cui chiusure di negozi pianificate, una politica promozionale più contenuta e la ristrutturazione della rete wholesale.

Superdry Limited ha dichiarato:

“Ha riportato un anno di significativo progresso operativo e di riallineamento strategico, con margini più robusti, ritorno alla redditività e un’intensa ristrutturazione mentre il marchio si concentra nuovamente sul commercio a prezzo pieno e su una crescita sostenibile a lungo termine.”

Il miglioramento della marginalità lorda è stato marcato: il margine lordo è salito al 58,2% (+3,2 punti percentuali), sostenuto da una riduzione delle attività di markdown e da un mix di canali più profittevole.

L’utile rettificato prima delle imposte è stato di £33,8 milioni, un’inversione significativa rispetto alla perdita di £48,3 milioni registrata nel FY24, risultato che il gruppo descrive come una svolta operativa.

Il miglioramento è stato guidato da oltre £130 milioni di risparmi sulle spese di SG&A (Selling, General & Administrative), da riduzioni mirate dei costi e da riprese di svalutazioni legate a modifiche contrattuali sui canoni di locazione. Il termine SG&A indica le spese operative non direttamente imputabili alla produzione e ha un impatto rilevante sulla redditività operativa.

L’utile rettificato dopo le imposte ha raggiunto £33,3 milioni, rispetto a una perdita di £50,8 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente.

Julian Dunkerton ha dichiarato:

“Il FY25 è stato un anno di trasformazione per Superdry. Abbiamo preso decisioni dure ma necessarie per ripristinare l’attività, ricostruire i margini e riportare stabilità finanziaria. Il nostro focus su design, qualità e sostenibilità sta progressivamente trovando riscontro tra i clienti. Pur in un contesto retail ancora incerto, usciamo più snelli, disciplinati e posizionati per una crescita profittevole.”

Performance per canale

Il canale store ha registrato un calo del 22% a £175,2 milioni, conseguenza dell’uscita da punti vendita in perdita nell’ambito del Restructuring Plan e della minore attività promozionale.

Il canale ecommerce è diminuito del 25% a £109,0 milioni, influenzato dalla riduzione delle promozioni; tuttavia ha mostrato un miglioramento dell’EBITDA a livello di canale grazie a una maggiore efficienza di marketing e risparmi logistici. L’EBITDA è una misura operativa che evidenzia la capacità di generare profitti dalle attività correnti prima di interessi, imposte e ammortamenti.

Il wholesale è sceso del 23% a £90,4 milioni a seguito della ristrutturazione del modello commerciale wholesale, con un orientamento verso store in franchising più redditizi e la rimozione dei territori nei quali la IP era stata ceduta nel FY24.

Ristrutturazione e finanziamento

Il piano di ristrutturazione ha incluso riduzioni dei canoni su 36 punti vendita e l’estensione delle linee di credito con Bantry Bay Capital e Hilco Capital fino a giugno 2027. Per rafforzare la liquidità il gruppo ha ricevuto un’iniezione di capitale di £10 milioni a giugno 2024 e ha raccolto ulteriori £4,3 milioni a settembre 2025; sono state completate 47 chiusure di negozi e rinegoziati contratti di locazione nel patrimonio immobiliare del Regno Unito.

Prospettive e obiettivi

Per il medio termine il gruppo si pone l’obiettivo, per il FY26, di ricavi compresi tra £350 e £450 milioni e margini EBITDA a una cifra media-alta, a indicare una redditività più stabile e sostenibile.

La direzione si attende ulteriori benefici operativi dall’alleggerimento della base dei costi e dal rinnovato focus sul commercio a prezzo pieno. Le vendite like-for-like dei negozi dovrebbero migliorare con l’avanzamento della riposizionamento del marchio Superdry & Co. Si prevede inoltre un ritorno della crescita ecommerce con il maturare degli interventi digitali, mentre i modelli di Affiliation e Concession dovrebbero sostenere la ripresa del wholesale.

Il passaggio a una strategia incentrata sul prezzo pieno può migliorare i margini riducendo la dipendenza da sconti e promozioni, ma richiede coerenza di prodotto, posizionamento del marchio e gestione efficiente delle scorte. Resta inoltre l’incertezza macroeconomica e competitiva nel settore retail, fattori che influenzeranno tempi e ampiezza del recupero.

Indicatori chiave da monitorare nei prossimi trimestri saranno l’andamento dei margini lordi, le vendite like-for-like, la conversione dell’ecommerce e la solidità della posizione di cassa, elementi che determineranno la sostenibilità della traiettoria di recupero delineata dalla direzione.