Criptovalute long e short: guadagni rapidi e rendite lente
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Benvenuti alla newsletter istituzionale Crypto Long & Short. In questo numero: un’analisi sul duplice comportamento dei mercati — il denaro veloce e quello lento — una riflessione sul ruolo delle comunità nate su internet e delle stablecoin come ponte naturale verso valute native digitali, e la rubrica “Chart of the Week” dedicata al calo della capitalizzazione di USDe emessa da Ethena.
Vibe Check: mercato veloce e mercato lento
Negli ultimi mesi il cosiddetto denaro veloce ha mantenuto una posizione prudente. Un evento di grande entità ha messo in evidenza la fragilità della liquidità: un grande venditore ha immesso sul mercato 24.000 unità di Bitcoin in condizioni di scarsa profondità, contribuendo a una caduta dei prezzi proprio nelle ore successive al massimo storico di ETH.
La forte tendenza rialzista di sei mesi che aveva spinto alcuni indici di riferimento a livelli record si è interrotta. Alcuni token hanno provato a sostenere il movimento, ma la risposta del mercato è stata disomogenea. Decisioni di politica monetaria attese, crescenti tensioni geopolitiche e timori relativi a possibili dazi hanno limitato l’appetito per il rischio.
Un annuncio di dazi su larga scala in ottobre scatenò una delle più severe ondate di liquidazioni nella storia delle criptovalute, sollevando interrogativi sulla struttura e sulla resilienza dei mercati. Episodi di deleveraging automatico e una generale incertezza politica hanno pesato sull’umore degli investitori. Anche il mercato dell’oro ha registrato improvvise correzioni, sottolineando come persino asset considerati rifugio possano subire shock rilevanti.
Parallelamente, il cosiddetto denaro lento non si è fermato. Operazioni di integrazione e acquisizioni hanno proseguito la loro traiettoria: piattaforme di scambio e istituzioni fintech hanno perfezionato acquisizioni strategiche e continuano a consolidare infrastrutture per servizi finanziari digitali rivolti a clientela istituzionale.
Sul fronte regolamentare, decisioni di autorità di vigilanza sui criteri di quotazione e revisioni delle tempistiche per l’approvazione di nuovi prodotti hanno accelerato alcuni processi che rendono più efficiente l’accesso di strumenti legati alle criptovalute nei portafogli istituzionali.
Anche le grandi banche stanno incorporando strumenti digitali nelle pratiche di finanziamento: è stato annunciato che una banca d’investimento di primo piano accetterà Bitcoin e Ether come collateral per prestiti istituzionali, un segnale di crescente integrazione tra finanza tradizionale e asset digitali.
In sintesi: i movimenti speculativi possono generare oscillazioni violente nel breve periodo, ma il consolidamento di infrastrutture, acquisizioni strategiche e avanzamenti regolamentari indicano che la classe di asset continua a maturare. Il denaro veloce potrebbe tornare a muoversi, ma il denaro lento è rimasto operativo tutto il tempo.
Approfondimento: stablecoin e moneta nativa di Internet
La diffusione delle valute digitali non si limita a creare nuovi strumenti di pagamento: si è sviluppata insieme a intere generazioni cresciute all’interno di economie virtuali. Comunità di videogiocatori e utenti dei social network hanno costruito, scambiato e collezionato valore in ambienti digitali molto prima che termini come Web3 diventassero di uso comune.
Queste comunità native di internet mostrano una propensione naturale a volere valute altrettanto native: monete digitali che funzionino fluidamente all’interno di ecosistemi virtuali e per pagamenti transfrontalieri. In questo contesto, le stablecoin rappresentano il ponte più logico, perché combinano la stabilità necessaria per l’adozione quotidiana con l’agilità tecnologica richiesta dalle economie digitali.
La fiducia verso strumenti di pagamento digitali cresce con l’esperienza: così come l’e‑commerce ha visto una diffusione notevole negli ultimi decenni, anche la familiarità con il denaro digitale aumenta man mano che le generazioni più giovani, già native dei mondi virtuali, acquisiscono potere d’acquisto e interesse per nuovi modelli di valore.
In molte aree del mondo dove l’infrastruttura bancaria tradizionale è meno sviluppata ma la connettività è in espansione, la domanda per strumenti monetari digitali è particolarmente pronunciata. In questi contesti, la combinazione di necessità economica e crescente alfabetizzazione digitale rende le stablecoin una proposta particolarmente rilevante per i pagamenti oltreconfine e per la conservazione del valore.
Nei principali centri globali — da Rio a Seoul fino a Singapore — il dibattito ricorre con insistenza: infrastrutture per pagamenti istantanei, interoperabilità tra reti e regole chiare per l’uso transfrontaliero sono al centro dell’agenda. La digitalizzazione della moneta è in accelerazione e gli attori tradizionali sono chiamati ad adattarsi o rischiano di essere superati dalla tecnologia e dai nuovi modelli di mercato.
Chart of the Week: il caso di USDe di Ethena
Negli ultimi 30 giorni la capitalizzazione di mercato di USDe è scesa da circa 14 miliardi a 10 miliardi di dollari. Questa contrazione è riconducibile principalmente a una compressione della resa offerta dal veicolo, influenzata dai tassi di funding sui perpetual di BTC e ETH.
In periodi recenti il tasso misto di funding è transitato in territorio negativo in più occasioni, riducendo l’attrattività di detenere posizioni finanziate che prima rendevano relativamente più profittevole allocare capitale su USDe. Tuttavia, tale tasso si è poi normalizzato tornando in un intervallo più favorevole, attorno al 2–4%.
Questo recupero dei tassi di funding rappresenta una variazione fondamentale che dovrebbe ripristinare la proposta di rendimento di USDe, incentivando nuovamente i flussi di capitale verso la stablecoin e invertendo la recente tendenza alla diminuzione della capitalizzazione di mercato.
Implicazioni e contesto istituzionale
L’evoluzione descritta ha ricadute concrete per istituzioni finanziarie, regolatori e operatori di mercato. Riduzioni dei tempi di approvazione per strumenti finanziari collegati alle criptovalute, variazioni nelle politiche monetarie e decisioni di primarie banche d’investimento che accettano asset digitali come garanzia, tutto contribuisce a una progressiva integrazione tra finanza tradizionale e digitale.
Per gli operatori regolamentari la sfida resta quella di bilanciare protezione degli investitori, stabilità finanziaria e spazio all’innovazione tecnologica. Per le imprese e gli investitori istituzionali, la questione principale è costruire infrastrutture affidabili, processi di gestione del rischio e soluzioni di custodia che consentano un’adozione su larga scala.
Per suggerimenti sui temi che desiderate siano trattati nelle prossime edizioni, siete invitati a inviarci proposte e spunti: la newsletter continua ad evolvere in base alle esigenze informative della comunità professionale.