Banca d’investimento: Visa (V) sta diventando la stablecoin delle stablecoin

Mizuho ha descritto Visa come la “stablecoin delle stablecoin”, sottolineando che il gigante dei pagamenti si è trasformato in un elemento chiave dell’infrastruttura globale legata alle stablecoin.

“la ‘stablecoin delle stablecoin’.”

Secondo il rapporto, la rete in espansione di programmi di carte collegati a stablecoin di Visa supera oggi le 130 iniziative in oltre 40 paesi, con una spesa connessa che è aumentata di quattro volte su base annua, il che le conferisce un ruolo centrale nei pagamenti basati su blockchain.

Che cosa sono le stablecoin e perché contano

Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è ancorato a un altro asset, come il dollaro statunitense o l’oro. Svolgono una funzione rilevante nei mercati crypto, offrendo un’infrastruttura per i pagamenti e consentendo trasferimenti di denaro internazionali più rapidi e a costi talvolta inferiori rispetto ai circuiti tradizionali.

Al momento, la stablecoin più grande è USDT emessa da Tether, seguita da USDC emessa da Circle. Negli ultimi anni sono entrati nel settore anche player come PayPal con PYUSD e diversi progetti sperimentali promossi da banche centrali.

Ruolo operativo e assetti strategici di Visa

I analisti della banca giapponese evidenziano come la presenza capillare di Visa nei programmi di carte tokenizzate e la sua piattaforma per asset tokenizzati abbiano consentito a banche partner di “coniare” e “bruciare” stablecoin. Attualmente Visa supporta quattro stablecoin sulla sua piattaforma: USDG, PYUSD, EURC e USDC.

Gli analisti Dan Dolev e Alexander Jenkins notano che iniziative come Visa Direct hanno registrato una crescita di circa il 50% annuo dal 2016 e ora rappresentano una fetta significativa del volume globale di carte di debito — stimata tra il 15% e il 20%, ovvero oltre $1,1 trilioni.

Vantaggi competitivi e dinamicità del mercato

Con una crescente varietà di stablecoin disponibili — da USDT e USDC a PYUSD e progetti di istituzioni pubbliche — i ricercatori sostengono che un hub centralizzato come Visa offre un vantaggio competitivo rilevante. La capacità di orchestrare l’interoperabilità tra token e facilitare l’adozione per banche e merchant può tradursi in una concentrazione del valore sulle reti più diffuse.

La banca osserva inoltre che la commoditizzazione delle stablecoin rende più preziosi i network che garantiscono accesso, sicurezza e compatibilità: network come Visa o Mastercard sono candidati naturali a catturare gran parte del valore creato dall’adozione su larga scala.

Prospettive di mercato e valutazioni degli analisti

Mizuho conferma un rating “outperform” sulle azioni di Visa con un target price di $425; secondo la banca, l’evoluzione delle infrastrutture legate alle stablecoin rappresenta un importante motore di crescita di lungo periodo per l’azienda.

Per quanto riguarda gli emettitori di stablecoin, gli stessi analisti mantengono una posizione critica su Circle, ritenendola valutata in eccesso e assegnandole un rating “underperform” con target price di $84. In un periodo recente le azioni di Circle hanno mostrato una flessione del 3,45%, scambiandosi intorno a $131.

Implicazioni regolamentari e per il sistema finanziario

L’emergere di Visa come possibile “network of networks” solleva questioni importanti per regolatori, banche centrali e istituzioni finanziarie. Le autorità di vigilanza dovranno bilanciare l’innovazione nei pagamenti con esigenze di tutela degli utenti, trasparenza delle riserve delle stablecoin e misure anti-riciclaggio (AML) e conoscenza del cliente (KYC).

Per le banche tradizionali e le fintech, la progressiva integrazione delle stablecoin nei circuiti di pagamento può rappresentare sia un’opportunità (nuovi servizi, efficienza nei trasferimenti internazionali) sia una sfida competitiva, spingendo molte istituzioni a collaborare con operatori tecnologici o a sviluppare soluzioni proprietarie.

Conclusioni e prospettive

Nel complesso, il rapporto di Mizuho dipinge Visa come un potenziale beneficiario dominante della maturazione delle stablecoin, grazie alla sua presenza globale, alle piattaforme tecnologiche e alle iniziative già avviate. La dinamica del settore suggerisce che il valore creato dalle stablecoin tenderà a concentrarsi sulle reti che offrono interoperabilità, sicurezza e accesso diffuso.

Resta tuttavia cruciale l’intervento regolatorio e la capacità degli operatori di dimostrare sufficiente trasparenza e solidità operativa per trasformare l’interesse attuale in crescita sostenibile e stabile per l’intero ecosistema dei pagamenti digitali.