Via libera del Senato alla legge sulla concorrenza: svolta per servizi locali, treni e colonnine di ricarica
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La nuova legge annuale per la concorrenza è giunta al traguardo del Senato con una fiducia posta sul maxi emendamento: il voto ha registrato 97 sì, 60 no e 2 astensioni. Il testo è arrivato in Aula senza modifiche dalla commissione competente, a causa dell’incastro tra la sessione di bilancio e le scadenze previste dal Pnrr, circostanza che ha indotto il Governo a chiedere la fiducia sulla versione originaria, scelta contestata dalle opposizioni.
Il passaggio successivo alla Camera è atteso senza scostamenti significativi rispetto alla linea tenuta finora. La procedura accelerata ha limitato la possibilità di introdurre emendamenti che avrebbero potuto allineare maggiormente il provvedimento alle osservazioni avanzate da organi di vigilanza e regolazione.
Una mini-legge
Il risultato legislativo è una norma contenuta, composta da soli nove articoli, che apporta interventi di lieve entità piuttosto che riforme strutturali. Le modifiche riguardano ambiti settoriali differenti — dai servizi pubblici locali alle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici — ma non si configurano come misure di ampio respiro per liberalizzare mercati o accelerare gare pubbliche.
In assenza di spazi parlamentari per integrazioni, non sono state recepite proposte che avrebbero potuto incontrare il favore della Commissione europea e delle autorità di concorrenza nazionali: tra queste figuravano la liberalizzazione dei periodi di saldo nel commercio, la riduzione delle proroghe delle concessioni per gli ambulanti e interventi per avviare gare nei mercati dell’idroelettrico e del trasporto regionale su rotaia. Anche disposizioni che avrebbero potuto ampliare la concorrenza in settori come i porti e le parafarmacie sono state escluse dal testo.
Non è stata inserita nemmeno la modifica in corso di studio presso il Mimit e il Mef volta a sbloccare la norma che incentiva gli investimenti di fondi pensione e casse previdenziali nel capitale di rischio, un tema ritenuto rilevante per favorire il finanziamento delle imprese innovative.
Servizi pubblici locali
Il disegno di legge dedica attenzione ai servizi pubblici locali: quando la gestione risulti insoddisfacente, i Comuni con oltre 5.000 abitanti saranno tenuti ad adottare un provvedimento di indirizzo con indicazioni per l’adozione di azioni correttive nei confronti del gestore, inclusa la possibilità di revoca dell’affidamento.
È prevista inoltre l’introduzione di sanzioni amministrative, con importi compresi tra 5.000 e 500.000 euro, per la mancata pubblicazione della ricognizione sull’andamento del servizio. Tale previsione punta a rafforzare la trasparenza e la responsabilità nella governance dei servizi pubblici locali.
Treni regionali
Per il trasporto pubblico regionale, sia ferroviario sia su gomma, il testo introduce l’obbligo di motivazione degli affidamenti senza gara, un requisito già applicato ad altri servizi pubblici locali. A queste disposizioni si aggiungono gli obblighi di ricognizione dei risultati e di adozione di misure correttive qualora il servizio non rispetti gli standard previsti.
La Autorità dei trasporti è incaricata di emanare, entro il 2026, linee guida finalizzate a migliorare la qualità delle procedure di affidamento del servizio. Pur rappresentando un passo verso maggiore regolarità, la disciplina resta distante dalla spinta verso gare più estese e competitive auspicata dalle autorità garanti della concorrenza.
Il tema assume rilievo sia per l’efficienza della mobilità regionale sia per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, che richiede progetti infrastrutturali integrati e contratti di servizio chiari per garantire risultati economici e occupazionali nel medio termine.
Società tra professionisti
La Autorità per la concorrenza è stata ascoltata sulla disciplina delle società tra professionisti. La nuova norma chiarisce l’interpretazione dei requisiti previsti dalla legge 183 del 2011, stabilendo che essi debbano sussistere in via alternativa e non cumulativa.
Autorità per la concorrenza ha dichiarato:
«La partecipazione sociale dei professionisti deve essere tale da assicurare a questi ultimi la possibilità di determinare la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni o decisioni, tenuto conto delle regole stabilite per il modello societario prescelto per la costituzione della società».
La precisazione mira a evitare interpretazioni restrittive che potrebbero ostacolare la costituzione di forme societarie tra professionisti, favorendo al contempo garanzie sul controllo tecnico-professionale delle attività esercitate.
In chiusura, il provvedimento approvato al Senato rappresenta un intervento contenuto e selettivo, frutto di scelte procedurali dettate da vincoli di calendario. Sarà determinante osservare l’esame alla Camera e l’eventuale risposta delle istituzioni europee e nazionali di regolazione, che potrebbero richiedere ulteriori interventi per favorire concorrenza, gare e trasparenza nei mercati interessati.