Analista si mostra rialzista sul possibile ingresso nell’indice S&P 500
- 29 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
MicroStrategy (MSTR), il maggiore detentore aziendale di bitcoin, ha visto scivolare il proprio valore di mercato di quasi 18 miliardi di dollari negli ultimi mesi, mentre l’entusiasmo degli investitori si è attenuato e il premio rispetto al valore patrimoniale netto è praticamente scomparso.
Performance recente e valutazione
Le azioni della società sono scese sotto la soglia di 280 dollari, portando la capitalizzazione a livelli appena superiori al valore del bitcoin presente in bilancio. Si tratta di una netta inversione rispetto alla fine del 2024, quando i premi speculativi avevano spinto il titolo molto al di sopra dei fondamentali.
La contrazione di circa il 40% registrata a partire da luglio ha lasciato il sentiment degli investitori depresso e l’interesse retail molto contenuto. Questo scenario ha ridotto l’eventuale premio tra il prezzo di mercato del titolo e il valore patrimoniale netto per azione (NAV premium).
Catalizzatori imminenti
Secondo un’analisi recente del team di ricerca di 10x Research, guidata da Markus Thielen — che in passato era scettico sul titolo — l’azione potrebbe essere pronta a un rimbalzo se dovessero concretizzarsi una serie di fattori favorevoli nel breve termine.
Markus Thielen ha dichiarato:
“All’attuale livello di prezzo, con il premio NAV in gran parte scomparso, la volatilità in aumento e un potenziale catalizzatore rappresentato da utili solidi per il terzo trimestre e il rinnovato dibattito su un’inclusione nell’S&P 500, vediamo MicroStrategy come interessante a questi livelli.”
Thielen stima che il prossimo bilancio trimestrale potrebbe mostrare una plusvalenza di circa 3,6 miliardi di dollari derivante da rivalutazioni (mark-to-market) delle partecipazioni in bitcoin. Un risultato di questo tipo potrebbe rilanciare le speculazioni su una possibile decisione di inclusione nell’S&P 500 a dicembre; la sua analisi assegna ora a tale ipotesi una probabilità tra il 60% e il 70%.
Markus Thielen ha aggiunto:
“La capitolazione sembra sempre la fine — fino a quando, silenziosamente, non segna l’inizio.”
Implicazioni dell’inclusione nell’S&P 500 e contesto di mercato
L’inclusione in un indice di riferimento come l’S&P 500 può determinare afflussi significativi da parte di fondi passivi e gestori attivi, poiché molti veicoli d’investimento replicano o si confrontano con quell’indice. L’analisi citata valuta fino a 28 miliardi di dollari di possibili flussi di capitale verso il titolo in caso di inserimento effettivo.
Precedenti casi di società tecnologiche che hanno beneficiato dell’ingresso in indici di riferimento includono Coinbase e Robinhood, i cui titoli hanno registrato impennate dopo le relative inclusioni. Tuttavia, ogni situazione è differente: la dipendenza di MicroStrategy dall’andamento del bitcoin introduce una componente di rischio più marcata, con forti oscillazioni del patrimonio che possono tradursi in utili o perdite molto volatili.
Dal punto di vista contabile, utili derivanti da rivalutazioni delle partecipazioni in crypto (mark-to-market) influiscono direttamente sul conto economico e, indirettamente, sul rapporto tra prezzo di mercato e valore patrimoniale netto per azione. Un risultato trimestrale rilevante può quindi modificare rapidamente le aspettative degli investitori e la narrativa sul titolo.
Resta fondamentale considerare i rischi: l’alta volatilità del bitcoin, possibili sviluppi regolatori nel settore delle criptovalute e l’elevata concentrazione del bilancio di MicroStrategy in un unico asset espongono gli azionisti a oscillazioni marcate del valore. L’eventuale decisione del comitato degli indici sull’inclusione tiene conto non solo delle dimensioni e della liquidità del titolo, ma anche della sua rappresentatività nel mercato azionario più ampio.
In definitiva, secondo l’analisi citata, la combinazione tra un premio NAV azzerato, la prospettiva di utili straordinari per effetto delle rivalutazioni e la speculazione su una possibile inclusione nell’S&P 500 potrebbe invertire la tendenza negativa già a partire dalla prossima settimana, pur mantenendo inalterati i rischi legati all’asset sottostante e al contesto regolatorio.