Aumento dei costi per la patente dal 1° novembre: tutte le novità e cosa cambia per gli automobilisti
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dal 1° novembre 2025 entreranno in vigore modifiche che incidono sui costi e sulle modalità per conseguire la patente B in Italia, con un trasferimento significativo di oneri verso i candidati. In parallelo, è prevista una revisione delle ore di guida obbligatorie e, a livello europeo, si discute la possibilità di anticipare l’età minima per il rilascio della patente.
Cosa cambia dal 1° novembre
Dal 1° novembre 2025 aumenteranno alcuni costi legati all’esame pratico di guida. Le modifiche sono promosse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e comportano sia un adeguamento delle tariffe corrisposte agli esaminatori sia interventi regolatori previsti per i primi mesi del 2026. Contestualmente, a livello europeo è stata introdotta la possibilità di conseguire la patente ancor prima dei 18 anni: in Italia è prevista l’attivazione della possibilità di ottenere la patente a 17 anni a partire dal 2028.
Aumenterà la retribuzione degli esaminatori
La principale novità riguarda la rimodulazione del compenso per gli esaminatori, che non era stata aggiornata da decenni. Il sistema precedente legava il rimborso ai chilometri percorsi dal domicilio dell’esaminatore alla sede dell’esame; la nuova disciplina introduce invece un importo fisso per ogni seduta di prova pratica.
Il rimborso fisso previsto è pari a 275 euro per sessione d’esame pratico, così suddivisi: 100 euro a titolo di rimborso spese e 175 euro per le prestazioni straordinarie relative a sessioni con 6-7 candidati. Tale riferimento porta a un costo medio stimato di circa 39-40 euro per candidato, a cui si aggiungono spese accessorie per i veicoli e la logistica. Complessivamente l’aumento diretto imputabile a questa misura viene quantificato in circa 10-15 euro a candidato.
La patente B costerà di più
È previsto inoltre un intervento regolatorio a livello centrale: da gennaio 2026 un decreto interministeriale adeguerà i diritti di segreteria della Motorizzazione, provocando un ulteriore incremento dei costi. Secondo le prime stime, ottenere la patente B costerà almeno 20 euro in più rispetto agli attuali oneri amministrativi, con differenze legate al territorio e alle tariffe applicate dalle singole autoscuole.
Considerando la combinazione di maggiorazioni (rimborso esaminatori + diritti di Motorizzazione), il carico economico complessivo per il candidato aumenterà di diverse decine di euro rispetto alla situazione precedente, con variazioni locali significative che dipendono dal mercato delle autoscuole e dai costi logistici.
Più ore di guida obbligatorie
Il nuovo Codice della Strada prevede un aumento delle ore di guida obbligatorie: si passa da sei a otto ore, da svolgere con istruttore autorizzato e veicolo dotato di doppi comandi. Le lezioni obbligatorie comprendono esercitazioni su autostrade, strade extraurbane principali, strade secondarie e prove di guida notturna.
Dal punto di vista economico, considerando tariffe orarie generalmente comprese tra 40 e 60 euro, il costo minimo per le esercitazioni obbligatorie sale dagli attuali circa 300 euro a oltre 400 euro. Questo incremento influisce direttamente sul bilancio dei candidati e si somma agli aumenti legati a esaminatori e diritti amministrativi.
Nel complesso, la combinazione di maggiori ore obbligatorie, rimodulazione dei compensi e adeguamento dei diritti amministrativi determina un aumento significativo del costo per conseguire la patente B. Le autorità giustificano gli interventi con ragioni legate alla sicurezza stradale, alla qualità della formazione e alla necessità di uniformare i compensi del personale coinvolto.
Dal punto di vista istituzionale, tali modifiche richiedono coordinamento tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Motorizzazione e gli enti locali che regolano l’attività delle autoscuole. Sul piano politico e sociale, l’impatto maggiore sarà sui giovani e sulle fasce di reddito più basse: per questo motivo potrebbero emergere proposte di intervento mirato, come contributi o agevolazioni, per limitare effetti regressivi e favorire l’accesso alla formazione di guida.