Nuove linee guida chiariscono le regole sulle criptovalute in Australia
- 29 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Commissione australiana per i titoli e gli investimenti ha aggiornato le proprie indicazioni sulle attività digitali, offrendo nuove chiarificazioni sul trattamento normativo dei servizi cripto ma sollevando dubbi sulle tempistiche per il rilascio delle licenze.
Con l’aggiornamento del fascicolo informativo, l’autorità ha stabilito che le imprese che forniscono servizi crypto considerati prodotti finanziari dovranno aderire all’Australian Financial Complaints Authority (AFCA) e presentare domanda per una Australian Financial Services License (AFSL) entro il termine indicato dal regolatore.
John Bassilios ha dichiarato:
“Se sei un exchange e tratti solo Bitcoin, secondo queste indicazioni non è necessario richiedere una licenza basandosi su quel solo asset.”
Secondo le nuove linee guida, tuttavia, alcune categorie di strumenti digitali rientrano nella definizione di prodotto finanziario: tra questi figurano i stablecoin, i wrapped token, i tokenizzati titoli e i portafogli di asset digitali. L’interpretazione comprende anche strumenti con rendimento, quali alcuni stablecoin che generano interessi, immobili o obbligazioni tokenizzate e servizi di staking che prevedono vincoli minimi o periodi di lock-up.
L’autorità ha inoltre anticipato di aver preso una decisione di principio per concedere misure transitorie di sollievo regolamentare ai distributori di stablecoin e di alcuni wrapped token, al fine di agevolare l’allineamento alla riforma legislativa proposta.
Reazioni del settore e criticità operative
Steve Vallas ha osservato:
“L’autorità ha scelto di tradurre in operatività una politica ancora in attesa di riforma legislativa. Questo offre certezza nel breve termine, ma evidenzia quanto l’interpretazione stia ora svolgendo il ruolo della legge.”
Secondo analisti e manager del settore, la sfida principale riguarda l’implementazione pratica delle nuove regole. Tra gli ostacoli strutturali vengono indicati la scarsità di competenze locali riconosciute, l’accesso ai servizi bancari e la capacità del mercato assicurativo di coprire rischi legati agli asset digitali. Senza soluzioni operative concrete, il rischio è che gli adempimenti diventino più un problema logistico che una questione meramente legale.
Accoglimento della guida e timori sui tempi
Amy-Rose Goodey ha affermato:
“L’industria attendeva da tempo indicazioni come queste: ora abbiamo una maggiore visibilità sulla posizione dell’autorità e su come saranno trattate le imprese del settore degli asset digitali.”
Tuttavia, rappresentanti del comparto sottolineano preoccupazioni riguardo alle risorse dell’autorità e alla capacità di processare un elevato numero di domande di licenza in tempi utili, elementi ritenuti essenziali per permettere alle aziende di adeguarsi senza interruzioni operative.
Il Governo guidato da Anthony Albanese ha proposto a marzo un quadro normativo che estende le norme del settore finanziario ai fornitori di servizi cripto. In parallelo, il Treasury ha portato avanti una consultazione sul testo di legge proposto, con l’obiettivo di definire aspetti chiave quali requisiti di governance, trasparenza e tutela dei consumatori.
Nel periodo transitorio molte imprese stanno già riorganizzando le proprie strutture e rivedendo le licenze necessarie per operare. Gli operatori dovranno valutare i costi di conformità, l’adeguamento dei processi KYC/AML e le implicazioni contrattuali con partner bancari e assicurativi.
A livello istituzionale, la piena efficacia delle nuove indicazioni richiederà coordinamento tra regolatori, industria e servizi finanziari tradizionali per risolvere i colli di bottiglia operativi e garantire una transizione ordinata verso il regime definitivo.