Corea: lancio di stablecoin guidato dalle banche privo di logica, secondo un dirigente di Kaia

La spinta della Bank of Korea per affidare al settore bancario il ruolo principale nel lancio dei stablecoin denominati in won è stata definita illogica da Dr. Sangmin Seo, presidente della Kaia DLT Foundation.

In un documento pubblicato di recente, la Bank of Korea ha sostenuto che le banche locali sono già soggette a rigidi requisiti normativi — incluse regole sul capitale, sul cambio estero e sulle misure di Anti-Money Laundering — che potrebbero ridurre i rischi collegati all’introduzione dei stablecoin nel paese.

La banca centrale ha inoltre proposto la costituzione di un organismo consultivo di politica composto congiuntamente dalle autorità competenti in materia di valuta, cambi e finanza, incaricato di decidere l’idoneità degli emittenti, i volumi e altre questioni cruciali.

Critiche alla proposta della banca centrale

Dr. Sangmin Seo ha detto:

“È comprensibile che la banca centrale sia preoccupata per i rischi legati ai stablecoin, ma sostenere che il loro lancio debba essere guidato dalle banche sembra mancare di una base logica.”

Secondo Seo, la proposta della Bank of Korea rischia di privilegiare ingiustificatamente il sistema bancario tradizionale e di limitare la concorrenza da parte di operatori non bancari che potrebbero offrire soluzioni innovative e sicure.

Regole chiare come alternativa

Dr. Sangmin Seo ha detto:

“Una soluzione più efficace sarebbe stabilire regole chiare per gli emittenti di stablecoin, in modo da minimizzare i rischi monetari e favorire l’innovazione.”

La proposta di Seo prevede criteri trasparenti e misurabili che permettano sia alle istituzioni bancarie sia a quelle non bancarie che soddisfano i requisiti di competere sul mercato e dimostrare le rispettive capacità operative e di gestione del rischio.

Dr. Sangmin Seo ha detto:

“Sarebbe ancor più utile se la Bank of Korea fornisse linee guida su come mitigare questi rischi e quali qualifiche debba possedere un emittente per essere considerato affidabile.”

Divieto sui rendimenti e alternative proposte

La banca centrale ha anche vagliato l’ipotesi di vietare i pagamenti di interessi sui stablecoin, sostenendo che tali rendimenti potrebbero competere direttamente con i depositi bancari e destabilizzare il settore. In alternativa, la Bank of Korea ha suggerito di promuovere la commercializzazione dei deposit tokens, token digitali che rappresentano depositi presso una banca o un’istituzione finanziaria.

Dr. Sangmin Seo ha detto:

“Un divieto totale dei rendimenti sui stablecoin sarebbe una misura eccessiva che potrebbe danneggiare e limitare l’adozione.”

Secondo Seo, se è ragionevole evitare che un stablecoin incorpori direttamente meccanismi di rendimento, sarebbe però sproporzionato impedire la creazione di rendimenti supplementari attraverso strumenti o servizi collegati. Consentire opportunità di rendimento accessorie potrebbe preservare l’utilità e favorire l’adozione delle monete digitali stabili.

Lo sviluppo del mercato in Corea del Sud

Il mercato dei stablecoin in Corea del Sud sta registrando un’accelerazione: almeno otto grandi banche locali hanno annunciato l’intenzione di lanciare un stablecoin ancorato al won, con piani di emissione previsti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Parallelamente, la divisione finanziaria del gruppo tecnologico Naver, Naver Financial, è impegnata in un’operazione di acquisizione di Dunamu, società che gestisce la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute del paese, Upbit. Al completamento dell’acquisizione è prevista l’implementazione di un progetto di stablecoin ancorato al won.

Questi sviluppi arrivano in un contesto normativo più favorevole, dopo l’elezione del presidente Lee Jae-myung, che ha sostenuto iniziative per regolare e integrare l’ecosistema delle criptovalute, compresa la definizione di norme per la legalizzazione dei stablecoin.

Implicazioni regolatorie e politiche

L’eventuale decisione di privilegiare le banche come emittenti principali avrebbe effetti multiformi: potrebbe rafforzare la percezione di sicurezza e stabilità, ma al tempo stesso limitare l’ingresso di operatori fintech innovativi e ridurre la concorrenza.

Un quadro regolamentare chiaro e condiviso è essenziale per bilanciare la protezione dei depositanti, la stabilità finanziaria e l’innovazione tecnologica. In questo senso, un organismo consultivo che coordini banche centrali, autorità di vigilanza prudenziale e autorità dei mercati potrebbe definire standard tecnici e requisiti prudenziali, pur lasciando spazio a modelli diversi di emittenti che dimostrino requisiti di solidità e trasparenza.

Infine, il dibattito evidenzia la necessità di integrare considerazioni di politica monetaria, controllo dei flussi finanziari e tutela dei consumatori nella regolazione dei stablecoin, così da prevenire effetti indesiderati sui tassi di interesse, sulla liquidità bancaria e sulle dinamiche del sistema finanziario nazionale.

Conclusione

La discussione in Corea del Sud tra approccio centralizzato tramite banche e soluzioni basate su regole chiare per tutti gli emittenti rappresenta un caso esemplare delle sfide globali nella regolazione dei stablecoin. La scelta tra mitigare i rischi mediante un limite agli emittenti o promuovere la concorrenza regolata avrà ripercussioni significative su innovazione, stabilità finanziaria e modelli di servizio per i consumatori.