OpenAI, il ceo Sam Altman lancia l’allarme: gli investitori sono troppo entusiasti mentre Microsoft, Meta, Amazon e Google spendono 320 miliardi per l’intelligenza artificiale

Mentre i giganti della tecnologia globale si preparano a spendere oltre 320 miliardi di dollari nel 2025 per potenziare l’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale, il CEO di OpenAI, Sam Altman, lancia un monito: il settore è in una fase di entusiasmo eccessivo, simile a quanto accaduto alla fine degli anni ’90 durante la bolla del dot-com.

L’entusiasmo supera la realtà: il rischio di una correzione

“In ogni bolla, persone intelligenti si lasciano trasportare da un nocciolo di verità”, ha dichiarato Altman in una recente intervista a The Verge, sottolineando che l’IA ha un potenziale enorme, ma che alcuni investitori rischiano di “scottarsi” quando l’hype si scontrerà con i tempi più lenti della maturazione tecnologica.

Le sue parole arrivano in un contesto di investimenti record da parte di aziende come Microsoft, Amazon, Meta Platforms e Alphabet, tutte impegnate in una corsa globale al dominio dell’IA.

Numeri in crescita: oltre 320 miliardi per l’infrastruttura AI

  • Microsoft ha annunciato a gennaio un budget da 80 miliardi di dollari per data center alimentati da IA, il più alto della sua storia.
  • Meta Platforms ha previsto per il 2025 spese in conto capitale tra 66 e 72 miliardi.
  • Amazon ha intensificato lo sviluppo della propria infrastruttura cloud per servizi basati su IA.
  • Alphabet ha confermato che gli investimenti in data center restano un elemento centrale dei costi futuri.

Secondo le stime degli analisti, la spesa totale in AI da parte delle Big Tech supererà i 320 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.

OpenAI punta sull’impresa, ma resta prudente

Anche OpenAI continua ad espandersi. Lo scorso 6 ottobre, durante il DevDay a San Francisco, ha presentato nuovi strumenti per integrare ChatGPT in app e flussi di lavoro aziendali, evidenziando la crescente attenzione all’adozione enterprise.

Tuttavia, Altman mantiene un approccio cauto, mentre altri analisti vedono nell’attuale fase un punto di svolta. Per esempio, Dan Ives di Wedbush Securities parla di un “momento 1996, non 1999”, prevedendo che l’IA alimenterà un ciclo rialzista nei mercati tecnologici per almeno 2 o 3 anni.

Cresce anche lo scetticismo: segnali di sopravvalutazione

Non mancano, però, voci più critiche. Il CEO di Goldman Sachs, David Solomon, ha dichiarato che l’aumento degli investimenti in IA potrebbe anticipare una correzione nei mercati azionari nei prossimi 12-24 mesi.

Anche Torsten Sløk, Chief Economist di Apollo Global Management, ha osservato che le valutazioni delle 10 principali aziende dell’S&P 500 sono oggi più alte rispetto ai fondamentali di quanto non fossero nel pieno della bolla tecnologica di fine anni ’90.