Nelle aziende familiari avanza la nuova generazione
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La presenza dei giovani under 40 nei consigli di amministrazione delle aziende a controllo familiare resta contenuta: circa cinque su cento. Tuttavia, pur partendo da un livello non eccellente, il fenomeno mostra segnali di crescita con la nuova generazione che trova progressivamente spazio nella gestione e nel controllo delle imprese.
La fotografia emerge dalla ricerca promossa da Kpmg e Ubs, nell’ambito del riconoscimento annuale Ambasciatori d’Impresa, realizzata con il supporto del Politecnico di Milano e in collaborazione con Elite di Borsa Italiana. Lo studio del 2025 indaga il ruolo della NextGen all’interno delle realtà familiari e offre dati su dimensioni, occupazione e contributo economico del campione analizzato.
Dimensione del campione e impatto economico
Il campione considerato comprende oltre 4.000 imprese con ricavi superiori a 50 milioni di euro. Complessivamente queste realtà generano più di un quinto del prodotto interno lordo nazionale, con un fatturato aggregato superiore a mille miliardi di euro e circa 2,2 milioni di occupati. Numeri che sottolineano l’importanza strategica delle aziende familiari nell’economia del paese.
Passaggio generazionale: luci e ombre
Nel processo di ricambio generazionale emergono profili contrastanti. Più del 99% dei CEO analizzati ha più di 40 anni, mentre la rappresentanza femminile nei board è ancora limitata, attestandosi al di sotto del 20%. Al contempo, la quota di capitale controllata dai giovani appare più consistente in alcuni casi: nell’11% delle imprese la compagine giovanile detiene la quota di controllo.
Questi dati indicano che, sebbene la leadership formale rimanga spesso saldamente in mano alla generazione senior, la nuova leva è sempre più presente come azionista e interlocutore nella governance, contribuendo a ridefinire equilibri e piani di successione.
Formazione ed esperienze all’estero
Le giovani generazioni coinvolte mostrano un elevato livello di istruzione: tra i soggetti tra i 26 e i 40 anni il 73% è laureato e nel 23% dei casi è presente un titolo MBA. L’esperienza lavorativa esterna è un altro elemento distintivo: la durata media di tali esperienze è di 17 mesi, e in un terzo dei casi esse si svolgono all’estero, favorendo l’acquisizione di competenze internazionali e network utili per l’innovazione aziendale.
Questi aspetti formativi e professionali suggeriscono che la NextGen si sta preparando a ruoli di maggiore responsabilità con background differenziati rispetto alle generazioni precedenti.
Velocità della transizione e segnali di cambiamento
La transizione generazionale non sempre procede con la rapidità auspicata dalle imprese e dagli osservatori, ma il quadro non è immobile: si registra un progressivo movimento nella composizione dei board e nella partecipazione dei giovani ai processi decisionali. I racconti delle aziende partecipanti all’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, confermano una dinamica in atto piuttosto che una stagnazione.
Il cambiamento richiede strumenti di governance adeguati: piani di successione strutturati, percorsi di mentoring, e politiche interne che favoriscano l’inclusione della nuova generazione senza compromettere la stabilità aziendale. Le istituzioni finanziarie e accademiche coinvolte nello studio evidenziano l’importanza di iniziative congiunte per sostenere questi processi.
Implicazioni per il sistema economico
Dal punto di vista macroeconomico, un rinnovamento efficace delle leadership nelle aziende familiari potrebbe avere ricadute positive su innovazione, occupazione e competitività internazionale. Monitorare e accompagnare la NextGen diventa quindi una priorità anche per le politiche pubbliche e per gli attori finanziari che supportano la crescita delle imprese.
In conclusione, sebbene la presenza dei giovani nei consigli di amministrazione sia ancora limitata, i segnali di cambiamento e il profilo formativo ed esperienziale della nuova generazione indicano una traiettoria di aumento dell’influenza e della responsabilità nella gestione delle aziende familiari.