Licenziato per malattia, magazziniere si toglie la vita

Il corpo di un uomo di circa quaranta anni, originario del Bangladesh, è stato trovato questa mattina nel greto del fiume Roja a Ventimiglia durante un controllo di routine dell’area da parte del commissariato di Polizia di Ventimiglia, spesso frequentata da persone in condizioni di fragilità abitativa.

All’inizio il ritrovamento di una ferita profonda alla gola e la presenza di un taglierino nei pressi del cadavere aveva fatto ipotizzare un atto violento; le successive verifiche investigative hanno però orientato gli inquirenti verso l’ipotesi del suicidio.

Ritrovamento e prime verifiche

Gli agenti del commissariato di Polizia di Ventimiglia hanno rinvenuto il corpo nel corso di una pattuglia dedicata al controllo di un’area in cui in passato sono stati segnalati accampamenti informali. Sul posto sono intervenuti i primi operatori per gli accertamenti tecnici e il reperto da taglio è stato raccolto come prova.

L’uomo, che condivideva un appartamento con un connazionale parente, era arrivato in Italia per lavorare e aveva lasciato in patria la moglie e un figlio piccolo. Nelle ore successive al ritrovamento, le indagini hanno ricostruito gli ultimi giorni della sua vita per chiarire le cause e le circostanze del decesso.

Ricostruzione della dinamica

Secondo gli elementi raccolti, la morte sarebbe avvenuta dopo che l’uomo era stato licenziato dal negozio di articoli per la casa dove lavorava da circa un mese come magazziniere. Il licenziamento sarebbe avvenuto dopo che il datore di lavoro aveva constatato problemi di salute che lo rendevano poco produttivo.

Amici e conoscenti presenti sul luogo del ritrovamento hanno riferito la sua condizione di salute e il recente allontanamento dal lavoro.

“Era malato, a volte sveniva. Per questo ieri a mezzogiorno il suo datore di lavoro gli aveva detto di non tornare più: un dipendente malato non serviva. Aveva già quarant’anni e nelle sue condizioni temeva di non trovare più alcun lavoro, era disperato”

Le autorità giudiziarie locali hanno disposto accertamenti sul corpo e l’esame autoptico sarà determinante per confermare la causa della morte e la dinamica precisa dell’accaduto.

Contesto sociale e implicazioni

Il caso evidenzia alcune criticità comuni nelle realtà di confine come Ventimiglia: condizioni abitative precarie, lavori di bassa tutela e difficoltà di accesso ai servizi sanitari e di supporto psicosociale da parte di persone migranti. La perdita improvvisa del lavoro può avere conseguenze economiche e psicologiche gravissime, soprattutto per chi mantiene familiari all’estero.

Organismi locali, forze dell’ordine e servizi sociali spesso collaborano per fornire prima assistenza e valutare eventuali interventi di sostegno. In questo caso gli accertamenti in corso mirano anche a verificare eventuali responsabilità e a chiarire se ci siano state omissioni nei confronti della persona da parte di datori di lavoro o servizi.

Si attende l’esito dell’autopsia e degli ulteriori accertamenti scientifici per completare la ricostruzione dei fatti e fornire risposte alla famiglia rimasta in Bangladesh e alla comunità locale.



Author: Tony
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