Le banche centrali accumulano oro: un funzionario asiatico dice che potrebbe essere il momento di vendere

La recente impennata dei prezzi dell’oro ha riacceso il dibattito nelle Filippine sulla possibilità di monetizzare parte delle riserve metalliche, una discussione alimentata dall’aumento record dei corsi e dalla consistente proporzione del metallo prezioso nel portafoglio ufficiale.

Secondo fonti ufficiali, l’oro rappresenta circa il 13% delle riserve internazionali lorde del Bangko Sentral ng Pilipinas, una quota superiore a quella di molti altri Paesi asiatici. Questo dato ha portato alcuni responsabili politici a chiedersi se non sia il momento opportuno per ridurre l’esposizione e realizzare utili.

La posizione di un membro del consiglio monetario

Benjamin Diokno, esponente del Monetary Board e già governatore della banca centrale filippina, ha espresso dubbi sull’attuale peso dell’oro nelle riserve nazionali, indicando che la quota ideale dovrebbe collocarsi in un intervallo inferiore rispetto all’attuale.

Benjamin Diokno ha detto:

“Le nostre partecipazioni in oro sono già eccessive.”

Benjamin Diokno ha aggiunto:

“Non sarebbe il caso di vendere già? Che cosa succederà se il prezzo scende?”

Contesto dei movimenti di prezzo

Negli ultimi mesi i corsi dell’oro hanno registrato performance eccezionali: dai livelli di circa $2.000 per oncia trovati in passato si è arrivati a massimi superiori a $4.300, prima della correzione che ha portato i prezzi al di sotto dei $4.000. Nel 2024 il metallo è salito di circa il 52% su base annua, con un incremento significativo anche negli ultimi due mesi.

L’impennata è stata in larga parte sostenuta da acquisti massicci da parte di banche centrali, specialmente nei mercati emergenti, che hanno cercato di diversificare le riserve e ridurre la dipendenza dal dollaro USA, anche alla luce delle sanzioni occidentali imposte alla Russia.

Gestione delle riserve e decisioni della banca centrale

La priorità dichiarata del Bangko Sentral ng Pilipinas è la gestione attiva delle riserve per soddisfare le esigenze di cambio estero del Paese. Nel corso del 2024 la banca centrale ha in passato venduto parte delle sue partecipazioni in oro, decisione che fu oggetto di critiche quando i prezzi sono ripartiti al rialzo.

Eli Remolona, governatore in carica della banca centrale filippina, ha più volte sottolineato che la banca non specula sui prezzi dell’oro, definendo il metallo prezioso:

“un investimento molto povero”

Tuttavia, lo stesso governatore ha riconosciuto che l’oro può svolgere una funzione di copertura (hedge) all’interno di un portafoglio diversificato, specialmente in fasi di incertezza finanziaria globale.

Opinionisti ed analisi di mercato

Alcune banche d’affari e analisti istituzionali ritengono che, nonostante le correzioni di prezzo recenti, la domanda di oro da parte di banche centrali e investitori istituzionali possa continuare a sostenere i corsi in un clima di incertezza geopolitica e preoccupazioni sul debito pubblico statunitense.

Goldman Sachs ha imputato parte della recente discesa dei corsi a movimenti speculativi e a fenomeni di contagio da altri mercati dei metalli preziosi, pur mantenendo una previsione rialzista a medio termine con target di prezzo in aumento entro il 2026.

Tra gli scenari più ottimisti figura la previsione dell’analista Ed Yardeni, il quale ha ipotizzato prospettive di prezzo molto elevate entro la fine del decennio. Al contrario, la società di ricerca Capital Economics vede la possibilità di una significativa correzione nel medio termine, ipotizzando un ritorno verso livelli più bassi entro il 2026 se la domanda delle banche centrali dovesse stabilizzarsi o invertire.

Implicazioni per la politica economica e la stabilità finanziaria

La scelta di vendere o trattenere oro nelle riserve ha conseguenze pratiche e politiche: monetizzare posizioni può fornire liquidità aggiuntiva e realizzare guadagni straordinari, ma espone anche il Paese al rischio di perdere potenziali ulteriori rialzi dei prezzi. Mantenere una quota elevata in oro contribuisce invece a diversificare il rischio cambi e ad aumentare la stabilità in scenari di turbolenza valutaria.

Per decisioni di questo tipo intervengono considerazioni macroeconomiche, esigenze di bilancio, flussi di valuta estera e la funzione tradizionale delle riserve nel sostenere la fiducia degli investitori esteri. A livello internazionale, le scelte delle banche centrali sono osservate con attenzione perché possono amplificare i movimenti sui mercati dei metalli preziosi.

Conclusioni e prossimi passi

Il dibattito nelle Filippine riflette una tensione comune a molte autorità monetarie: bilanciare la necessità di una gestione prudente delle riserve con l’opportunità di sfruttare condizioni di mercato favorevoli. Qualunque decisione verrà presa dovrà considerare l’orizzonte temporale delle riserve, gli obiettivi di stabilità finanziaria e la protezione contro shock esterni.