Onu avverte: impegni sul taglio dei gas serra ancora insufficienti
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A Kingston, capitale della Giamaica, le autorità si preparano all’impatto dell’uragano Melissa, annunciato come la tempesta più potente mai registrata sull’isola, mentre migliaia di residenti vengono evacuati o invitati a mettere in sicurezza case e attività.
Andrew Holness ha dichiarato:
“Nella regione non esiste alcuna infrastruttura in grado di resistere a un uragano di categoria 5.”
Nel contempo, lungo le coste che si affacciano sul Golfo del Bengala autorità locali hanno ordinato la chiusura delle scuole e dispiegato misure di emergenza in vista del ciclone Montha, che minaccia aree densamente popolate e vulnerabili dal punto di vista infrastrutturale.
Avvertimento delle Nazioni Unite
A New York le Nazioni Unite hanno segnalato che fenomeni estremi simili a Melissa e Montha diventeranno sempre più frequenti e intensi se non si accelereranno le azioni di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Nel Rapporto di sintesi sugli impegni nazionali presentati finora, noto come Ndc, si stima che le emissioni globali caleranno di circa il 10% entro il 2035 rispetto ai livelli del 1990. Si tratta della prima previsione di diminuzione, ma significativamente inferiore a quanto ritenuto necessario dalla comunità scientifica.
Il divario rispetto agli obiettivi climatici
Il Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) calcola che per contenere il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto all’era preindustriale occorre ridurre le emissioni globali di circa il 60% entro il 2035. La previsione del 10% evidenzia quindi un notevole scostamento rispetto a quell’obiettivo.
La maggior parte degli impegni attuali sono giudicati insufficienti: molti Paesi non hanno ancora aggiornato i propri Ndc in linea con le scadenze previste dall’accordo internazionale, e dove sono state avanzate promesse rimangono spesso lacune nelle misure concrete e nei meccanismi di attuazione.
Situazione degli aggiornamenti nazionali
A pochi giorni dall’apertura della Conferenza delle Parti sul clima, la Cop30 in Brasile, solo una parte dei quasi 200 Stati firmatari ha presentato gli Ndc aggiornati entro il termine previsto. La presentazione degli aggiornamenti è un obbligo quinquennale stabilito dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), ma non è associata a sanzioni formali.
La stima sul calo complessivo delle emissioni include promesse ancora non formalizzate di importanti economie. Tra queste figurano le dichiarazioni della Cina, che indica una riduzione progettata tra il 7 e il 10% entro il 2035, e la proposta dell’Unione Europea, che propone un taglio compreso tra il 66% e il 72,5% rispetto al 1990. Tuttavia l’UE non ha ancora formalizzato il proprio Ndc a causa di tensioni politiche interne sul Green Deal; il documento è atteso a breve.
Implicazioni politiche e sociali
Il divario tra impegni dichiarati e riduzioni necessarie ha rilevanti ricadute politiche: incrementa la pressione sui governi per rafforzare normative, finanziamenti e piani di transizione energetica, e solleva questioni di equità tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo su chi debba farsi carico dei costi della mitigazione e dell’adattamento.
Per le comunità vulnerabili, in particolare piccoli Stati insulari e aree costiere densamente popolate, questo significa maggior rischio di danni irreversibili alle infrastrutture, alle economie locali e ai mezzi di sussistenza, con crescenti necessità di piani di resilienza e di sostegno internazionale.
Prospettive per la Cop30
La Cop30 rappresenta un momento cruciale per trasformare impegni in politiche concrete: delegati e negoziatori saranno chiamati a discutere meccanismi di maggiore ambizione, trasparenza e finanziamento per l’attuazione degli Ndc, oltre a strumenti per sostenere l’adattamento dei territori più esposti.
Se i Paesi riusciranno ad aggiornare e rafforzare i propri piani, potrebbe aumentare la probabilità di avvicinarsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi; altrimenti, gli scenari climatici indicano un aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni come quelli che oggi minacciano la Giamaica e le coste del Golfo del Bengala.
Osservatori e società civile sottolineano l’importanza di misure immediate e misurabili: dal potenziamento delle infrastrutture resilienti agli investimenti nelle energie rinnovabili, fino a sistemi di allerta precoce e piani di evacuazione efficaci per ridurre perdite umane e materiali.