Il rappresentante statunitense Khanna chiede di vietare a Trump e alla sua famiglia il trading di criptovalute
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ro Khanna, deputato democratico della California e vicepresidente del Congressional Progressive Caucus, ha proposto l’idea di vietare che il presidente degli Stati Uniti, i suoi familiari e i membri del Congresso possano negoziare criptovalute o azioni, sollevando preoccupazioni su possibili conflitti di interesse.
Nel corso di un’intervista televisiva ha collegato la questione a un presunto conflitto d’interessi relativo al progetto cripto del figlio del presidente, la società World Liberty Financial (WLFI), e ha definito “corruzione palese” il recente perdono concesso al cofondatore di Binance, Changpeng “CZ” Zhao.
Ro Khanna ha detto:
“Abbiamo un miliardario straniero che sarebbe stato coinvolto in attività di riciclaggio di denaro, poi chiede il perdono a Donald Trump dopo aver di fatto dirottato fondi anche verso gruppi pericolosi.”
La vicenda di Changpeng Zhao è complessa: l’imprenditore ha ammesso una colpa a un’accusa penale legata alla violazione del Bank Secrecy Act statunitense, contestata per carenze nel programma di contrasto al riciclaggio di denaro (AML) di Binance. In risposta ad accuse pubbliche, CZ ha replicato criticando affermazioni di altri esponenti politici.
Changpeng “CZ” Zhao ha detto:
“Non tutte le critiche sono fondate; alcune persone non riportano correttamente i fatti.”
Khanna ha sostenuto che il perdono sia avvenuto in un contesto di rapporti finanziari fra Binance e la società del figlio del presidente, evocando simili rilievi espressi anche dalla deputata Maxine Waters.
Ro Khanna ha detto:
“Ha detto: ‘Sosterrò World Liberty’, la società di criptovalute del figlio del presidente, che sta generando milioni mentre Donald Trump è in carica. E poi Trump gli concede il perdono mentre lui finanzia di fatto lo stablecoin del presidente.”
Il rapporto tra Donald Trump e il progetto WLFI è stato oggetto di attenzione pubblica in più occasioni. Dal canto suo, il figlio del presidente, Eric Trump, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento diretto del padre nelle attività commerciali della famiglia.
Eric Trump ha detto:
“Mio padre governa una nazione. Non è coinvolto nelle nostre attività aziendali in alcuna forma.”
Khanna non ha fornito dettagli tecnici completi sulla proposta legislativa durante l’intervento, ma ha chiesto esplicitamente di proibire a qualsiasi eletto di detenere criptovalute o di accettare fondi esteri. Secondo registri governativi la proposta non risulta ancora formalmente depositata al Congresso.
Contesto normativo e istituzionale
La discussione su limiti agli investimenti da parte di funzionari pubblici riguarda da tempo il rapporto fra etica pubblica, interesse privato e fiducia nelle istituzioni. Negli Stati Uniti è in corso un dibattito bipartisan su misure che limitino le negoziazioni azionarie da parte dei membri del Congresso, e la proposta di Khanna si colloca in questo quadro più ampio.
Il potere di perdonare del presidente è ampio e costituzionalmente garantito, ma quando un perdono coinvolge figure con rapporti finanziari con chi esercita il potere esecutivo, emergono questioni complesse di conflitto di interessi e controllo democratico. In questi casi intervengono organismi di etica, uffici legali e, talvolta, inchieste indipendenti per valutare comportamenti e norme applicabili.
Nel dibattito pubblico è inoltre emersa un’attenzione crescente verso la necessità di regole operative chiare: definire cosa si intende per “partecipazione finanziaria”, stabilire meccanismi di disclosure obbligatoria, e predisporre sanzioni efficaci per violazioni. Queste misure sono ritenute cruciali per tutelare la separazione fra interesse pubblico e interessi privati, oltre che per prevenire abusi legati a influenze straniere.
Trasparenza, controlli e questioni pratiche
Per comprendere le implicazioni pratiche di una norma che vieti investimenti a esponenti pubblici è utile considerare aspetti operativi: monitoraggio delle partecipazioni finanziarie, obblighi di segnalazione, gestione di attività pregresse e strumenti per l’applicazione delle sanzioni. La capacità degli uffici etici del Congresso e di altre autorità competenti di far rispettare le regole è un elemento determinante.
La proposta di Khanna riapre anche il confronto sulla coerenza delle richieste etiche: alcuni osservatori hanno infatti sottolineato come lo stesso deputato abbia una storicità di operazioni finanziarie personale significativa, un dato che solleva domande su coerenza e prospettiva politica nell’affrontare il tema.
Se il dibattito legislativo proseguirà, sarà necessario dettagliare norme precise, definire competenze di vigilanza e prevedere tempi e modalità di applicazione. Solo con regole chiare sarà possibile valutare l’efficacia di eventuali divieti e la loro capacità di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche.