Niente blitz sulle bollette telefoniche: governo respinge il collegamento all’inflazione
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il pacchetto di emendamenti sulla telefonia incluso nel disegno di legge annuale per la concorrenza è stato presentato come iniziativa della categoria degli operatori, più che come un’operazione della maggioranza parlamentare: alla base ci sono proposte già circolate in precedenti provvedimenti e rimesse ora all’attenzione con l’obiettivo di ottenere modifiche normative favorevoli agli operatori del settore.
Dettagli delle proposte emendative
Tra le misure che hanno suscitato maggiore attenzione figura la proposta di consentire ai gestori la previsione di una clausola di adeguamento automatico dei prezzi per i contratti che avvengono per adesione. Il testo proposto (con prima firma Trevisi, e sottoscritto anche da Paroli e Damiani del gruppo Forza Italia) rimanda direttamente all’aggancio all’andamento dell’indice annuale dei prezzi al consumo, eventualmente incrementato mediante un coefficiente predeterminato e comunicato all’utente prima della sottoscrizione.
Altre iniziative riguardano la possibilità per gli operatori di utilizzare il database della portabilità mobile per indirizzare proposte commerciali agli utenti, a condizione che sia ottenuto il loro consenso esplicito. Testi condivisi da gruppi parlamentari come Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva cercano inoltre di estendere a tutta la base clienti offerte mirate che oggi vengono riservate soltanto a segmenti selezionati per finalità di retention o riconquista.
Posizione del governo e valutazione politica
Da subito è emersa, a livello politico e amministrativo, una forte riluttanza a favore di questi emendamenti. Il parere del governo ha un peso decisivo ai fini dell’approvazione delle modifiche in commissione parlamentare e, secondo quanto risulta da consultazioni istituzionali, non è scontato che venga espresso un via libera a testi che potrebbero alterare equilibri economici già fragili nel mercato delle telecomunicazioni.
Le preoccupazioni principali riguardano il possibile impatto sui consumatori, con particolare riferimento alle famiglie e al ceto medio, che sono stati indicati come destinatari delle misure di tutela nel disegno di legge di bilancio. Un meccanismo di indicizzazione dei prezzi all’inflazione, se applicato senza limiti e garanzie, potrebbe tradursi in aumenti generalizzati o in condizioni contrattuali meno favorevoli per gli utenti finali.
Portabilità, offerte mirate e tutela della concorrenza
Una delle proposte più sensibili è quella con prima firma Gelmetti (Fratelli d’Italia), che prevede l’obbligo per le società di telefonia mobile di applicare, su richiesta, le medesime offerte mirate riservate a specifici clienti a tutta la loro base utenti. L’intento dichiarato è impedire fenomeni di fuga verso altri operatori e recuperare clienti persi, ma la misura solleva dubbi su equità, trasparenza commerciale e condizioni di mercato.
L’utilizzo del database della portabilità mobile per attività commerciali, anche se subordinato al consenso dell’utente, pone questioni rilevanti sul piano della protezione dei dati, della concorrenza e della possibilità di pratiche differenziate tra clienti. Per questo motivo le autorità di regolazione del settore, come Agcom, e gli organismi per la protezione dei dati personali potrebbero essere chiamati ad intervenire o a indicare vincoli precisi.
Rischi pratici e misure di mitigazione
Se adottate senza adeguate salvaguardie, le clausole di indicizzazione e le pratiche di profilazione commerciale possono determinare una riduzione della trasparenza contrattuale, aumentare la complessità delle offerte e favorire segmentazioni che penalizzano consumatori meno informati. Per limitare questi rischi è possibile immaginare alcuni strumenti di tutela istituzionale:
– prevedere limiti quantitativi e temporali per la clausola di adeguamento automatico dei prezzi, con indicatori chiari e modalità di calcolo certificate;
– introdurre obblighi di informazione preventiva e di semplice comparabilità delle offerte per i consumatori;
– subordinare l’uso del database della portabilità mobile a condizioni rigorose di consenso, tracciabilità e controllo da parte delle autorità competenti;
– istituire meccanismi di vigilanza da parte di Agcom e delle autorità per la concorrenza per verificare possibili pratiche discriminatorie o anti‑competitive.
Possibili sviluppi parlamentari
Il percorso degli emendamenti proseguirà in sede di commissione e, se necessario, in aula. Il ruolo del governo, delle commissioni parlamentari e delle autorità tecniche sarà determinante per definire un equilibrio tra esigenze di sostenibilità economica degli operatori e tutele per gli utenti.
In assenza di un consenso politico e di garanzie normative che evitino effetti regressivi per i consumatori, è verosimile che i testi vengano rivisti o respinti. Nel frattempo, il dibattito mette in luce la necessità di misure che concilino innovazione commerciale con trasparenza, protezione dei dati e competitività del mercato.