Il ceo di Novartis difende l’acquisizione da 12 miliardi di dollari di Avidity: un rischio giustificato

La Novartis ha difeso l’acquisizione da 12 miliardi di dollari di Avidity Biosciences, sostenendo che l’operazione rappresenta un rischio misurato in vista dei dati di fase avanzata attesi per il trattamento delle malattie muscolari il prossimo anno.

Vas Narasimhan ha detto:

“È un rischio appropriato da correre.”

Vas Narasimhan ha detto:

“Se avessimo aspettato la pubblicazione dei dati, la dimensione dell’operazione avrebbe potuto essere potenzialmente il doppio.”

L’accordo, annunciato in contanti a 72 dollari per azione e con un premio del 46% rispetto alla chiusura precedente, riflette la volontà di Novartis di rafforzare rapidamente il proprio portafoglio di terapie per malattie rare nonostante l’incertezza sui risultati clinici imminenti.

Spinta alla pipeline e contesto del mercato

L’acquisizione di Avidity Biosciences è la seconda operazione biotech più rilevante dell’anno dopo l’acquisto da 14,6 miliardi di dollari di Intra-Cellular Therapies da parte di Johnson & Johnson. Gli analisti interpretano l’operazione come un possibile segnale di ripresa delle M&A nel settore biotech, favorito da valutazioni più contenute e dai recenti accordi sul prezzo dei farmaci negli Stati Uniti.

Si tratta del più grande investimento realizzato da Novartis sotto la guida di Vas Narasimhan, che ricopre la carica di amministratore delegato dal 2018. L’operazione segue un ciclo di acquisizioni e licenze da circa 17 miliardi di dollari avviato quest’anno per compensare la perdita di fatturato prevista con l’esaurimento dei brevetti di prodotti chiave come Entresto e Xolair.

L’accordo non comprende i programmi di cardiologia in fase iniziale sviluppati da Avidity Biosciences, che verranno scorporati e gestiti separatamente.

Terapie, tempistiche e approvazioni

Avidity Biosciences ha in portafoglio tre terapie in fase avanzata contro malattie neuromuscolari rare. Il candidato sperimentale Del-zota, studiato per la distrofia muscolare di Duchenne, punta a presentare una domanda di autorizzazione alla FDA il prossimo anno attraverso una procedura accelerata, se i dati confermeranno efficacia e sicurezza.

Un altro dossier chiave riguarda Del-diseran, destinato al trattamento della distrofia miotonica, per il quale sono attesi risultati importanti sempre nel corso del prossimo anno. Queste scadenze determineranno in maniera decisiva il valore a lungo termine dell’acquisizione.

Reazioni del mercato e degli investitori

Alla notizia dell’accordo il titolo di Novartis ha registrato una flessione dell’1,5%, mentre il titolo statunitense di Avidity Biosciences è salito di oltre il 40%, riflettendo un forte scarto tra valutazioni prima e dopo l’annuncio.

Daniel Bolanowski ha detto:

“È un po’ fuori dal comune che Novartis agisca così presto quando avrebbe potuto attendere i dati. Se si crede nei risultati finora emersi, la promessa di questi candidati è sufficientemente grande da giustificare l’investimento.”

Diversi osservatori ritengono che le terapie di Avidity siano una buona integrazione per il portafoglio malattie rare di Novartis, ma sottolineano che il prezzo pagato supera quello tipico per acquisizioni “bolt-on” di dimensioni analoghe.

Harry Kirsch ha detto:

“Ritengo comunque che si possa considerare questa operazione un bolt-on per una società della nostra dimensione e con la nostra capacità di generare cassa.”

Kirsch, in procinto di andare in pensione il prossimo anno, ha inoltre evidenziato che Novartis conserva una significativa capacità finanziaria per eventuali ulteriori operazioni strategiche.

Implicazioni strategiche e rischi

L’operazione evidenzia la strategia di crescita per linee esterne perseguita da Novartis per mitigare l’impatto delle scadenze brevettuali. Tuttavia, l’esposizione a risultati clinici non ancora pubblici comporta rischi rilevanti: dati negativi o meno convincenti ridurrebbero significativamente il valore attribuito alle asset acquisite.

Dal punto di vista regolatorio e industriale, l’integrazione tecnologica e il reperimento delle competenze specifiche per lo sviluppo delle terapie oligonucleotidiche saranno fattori critici per trasformare il potenziale clinico in valore commerciale.

Considerazioni finali

In sintesi, l’acquisto di Avidity Biosciences rappresenta una mossa audace di Novartis per consolidare il suo posizionamento nelle terapie per malattie rare: l’esito dipenderà dalla conferma dei risultati clinici attesi nel prossimo anno, dalla capacità di integrazione e dalla gestione dei rischi regolatori e di mercato.