Chi incasserà di più la prossima settimana, Joby Aviation o Archer Aviation?
- 27 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Con gli investitori focalizzati sui prossimi rendiconti trimestrali del settore eVTOL (veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale), tutta l’attenzione è rivolta a Joby Aviation e Archer Aviation, che comunicheranno i risultati del terzo trimestre agli inizi di novembre.
Poiché entrambe le società sono ancora nella fase pre-commerciale e consumano liquidità per lo sviluppo senza ricavi significativi, indicatori tradizionali come utili per azione o crescita dei ricavi sono meno rilevanti. Analisti e operatori cercheranno segnali su slancio operativo, tempi di certificazione e durata della cassa disponibile.
Contesto di mercato e priorità degli investitori
Il settore eVTOL è giovane ma con proiezioni di crescita elevate: stime indipendenti indicano miliardi di dollari entro il 2030 e potenziali valori molto maggiori su un orizzonte più lungo. In questo quadro, la direzione strategica e la capacità di rispettare scadenze regolatorie valgono spesso più dei numeri trimestrali.
Un aggiornamento credibile da parte di Joby Aviation sulle prove condotte dall’FAA (Federal Aviation Administration) o una conferma dei piani di lancio per il 2026 negli UAE e negli Stati Uniti potrebbe sostenere il titolo. Al contrario, Archer Aviation potrebbe attrarre attenzione se dimostra progressi concreti nella produzione, ma ritardi nella certificazione rappresentano un rischio evidente per la performance azionaria.
Strategie operative e partner internazionali
Entrambe le aziende stanno tracciando percorsi aggressivi verso operazioni commerciali miste: sperimentazioni domestiche abbinate a presenze internazionali. Joby punta a un debutto a inizio 2026 a Dubai tramite una partnership con il governo degli UAE, con servizi taxi aereo in corridoi urbani ad alta densità.
Sul fronte statunitense, Joby sta lavorando allo sviluppo di infrastrutture per vertiporti in aree metropolitane come New York e California, collegandosi a contratti potenziali con Delta Air Lines per integrazione nelle reti regionali di mobilità.
Archer segue un modello affine ma con maggiore enfasi sull’espansione globale: collaborazioni negli UAE con operatori locali e uno stabilimento di produzione in Georgia sostenuto da Stellantis, pensato per servire la costa orientale degli Stati Uniti.
Le differenze strategiche sono significative: Joby favorisce un modello integrato di proprietà e gestione delle flotte, che offre controllo operativo ma richiede capitale; Archer punta invece a vendere aeromobili agli operatori, potenzialmente accelerando le entrate a scapito dei margini unitari.
Finanziamenti, liquidità e piano industriale
La sostenibilità finanziaria è cruciale per trasformare i prototipi in servizi commerciali. Joby ha raccolto risorse importanti dal partner industriale Toyota, che ha impegnato centinaia di milioni di dollari dal 2020, e disponeva di una cassa significativa a fine trimestre, sufficiente per coprire il burn stimato fino al 2025–2027 nella sua pianificazione.
Archer si presenta con liquidità ancor più ampia dopo il secondo trimestre, sostenuta dall’equity di Stellantis e da linee di credito come quella di BlackRock. Questo consistente cuscinetto finanziario supporta obiettivi ambiziosi di produzione, inclusa una roadmap verso centinaia di aeromobili entro il 2028.
Tuttavia le esigenze di capitale restano elevate e il rischio di diluizione rimane: raccolte aggiuntive potrebbero essere necessarie per finanziare l’aumento della produzione, l’espansione delle infrastrutture e la certificazione completa.
Regolazione, certificazione e supporto istituzionale
La certificazione da parte dell’FAA costituisce il principale fattore abilitante. Le due aziende stanno avanzando in modo differenziato: Joby ha riportato progressi sostanziali nelle fasi di valutazione tecnica, mentre Archer ha accumulato numerosi voli di prova ma deve ancora completare alcuni step di conformità.
L’FAA ha avviato programmi pilota specifici per l’eVTOL, consentendo prove supervisionate negli Stati Uniti prima della certificazione finale. Sul piano politico, misure esecutive a favore della mobilità aerea avanzata e l’interesse del dipartimento della Difesa tramite iniziative per applicazioni cargo hanno aumentato l’attenzione pubblica e la disponibilità di finanziamenti per varianti dual-use.
Rischi tecnici, di mercato e di adozione
Tra i fattori di rischio spiccano le criticità legate alle batterie, alla produzione di materiali compositi e alla filiera di fornitura. Problemi in queste aree possono provocare slittamenti nei piani di lancio e aumentare i costi operativi.
L’accettazione pubblica è un altro elemento determinante: sondaggi indicano un interesse diffuso nelle aree urbane, ma il prezzo del servizio influenzerà fortemente la domanda. Tariffe troppo elevate potrebbero ridurre la platea potenziale, limitando il numero di corse annuali e posticipando il raggiungimento della redditività.
Infine, l’esposizione al rischio di diluizione azionaria e la necessità di nuova raccolta capitale impongono agli investitori di valutare non solo i progressi tecnici ma anche la sostenibilità finanziaria a medio termine.
Cosa osservare nei prossimi rendiconti trimestrali
Per chi segue il settore, i report del terzo trimestre saranno letti più come aggiornamenti operativi che come indicatori di redditività. Elementi chiave da monitorare includono: programmazione delle prove di volo con l’FAA, tempistiche di certificazione, avanzamento degli stabilimenti di produzione, stato dei contratti commerciali con compagnie aeree e operatori locali, oltre a dettagli sul burn rate e sulla liquidità residua.
Un “beat” atteso in questo contesto equivale a una guida prospettica che riduca incertezze su ostacoli regolatori o sull’adozione di mercato. Gli investitori dovrebbero porre attenzione ai segnali di esecuzione pratica: capacità di costruire catene di fornitura resilienti, progressi nelle infrastrutture dei vertiporti e chiarezza sui modelli di business.
Valutazione complessiva
In sintesi, Joby Aviation presenta vantaggi nella traiettoria di certificazione e in un modello più integrato che facilita il controllo operativo, mentre Archer Aviation dispone di maggiore liquidità e di partnership industriali che possono accelerare la produzione se i nodi regolatori verranno risolti. Entrambe le società, comunque, rimangono esposte a rischi tecnologici, di mercato e finanziari che richiederanno ancora anni per essere completamente mitigati.
Per i mercati, gli utili di inizio novembre saranno un test della capacità di queste imprese di tradurre programmi di ricerca e sviluppo in percorsi concreti verso il servizio commerciale; fino a quel momento, la volatilità rimarrà una caratteristica prevalente del settore.