Pasta Andriani inaugura un nuovo hub produttivo in Canada
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il pastificio pugliese Andriani ha inaugurato il suo nuovo stabilimento produttivo in Canada, nella città di London (provincia di Ontario). L’impianto, destinato a servire il mercato canadese e quello degli Stati Uniti, impiegherà a regime circa 75 persone.
Contesto e motivazioni
L’investimento del gruppo è frutto di una pianificazione avviata nel 2021 e non è stato motivato esclusivamente dalle recenti tensioni commerciali o da eventuali politiche protezionistiche degli Stati Uniti. La decisione di localizzare la produzione in Canada nasce da considerazioni industriali e logistiche che guardano alla vicinanza ai mercati nordamericani e alle fonti di approvvigionamento.
Carlo Stocco ha spiegato il quadro commerciale in cui si inserisce l’investimento:
“Quando abbiamo cominciato a costruire lo stabilimento tra Canada e Stati Uniti c’era la libera circolazione delle merci. Oggi, nonostante il peggioramento delle relazioni commerciali tra i due Paesi, alcuni prodotti hanno conservato l’esenzione dal dazio, e tra questi c’è anche la pasta.”
Dettagli dell’impianto e dell’offerta
Sull’insieme del fatturato del gruppo, pari a circa 120 milioni di euro, il mercato nordamericano rappresenta oggi un quarto delle vendite. Di questa quota, una parte significativa — circa il 70% — proviene dalle vendite dirette negli Stati Uniti, rendendo il Nord America uno sbocco strategico per l’azienda.
Il nuovo stabilimento è stato realizzato con una prospettiva industriale: avrà una superficie di circa 5.700 metri quadrati, un costo complessivo stimato in 34 milioni di euro e produrrà la pasta destinata ai consumatori nordamericani. La scelta di London è stata influenzata dalla presenza di un polo di innovazione nel settore agroalimentare e dalla vicinanza alle aree di produzione di legumi in Ontario, fondamentali per le referenze a base vegetale dell’azienda.
Tra i prodotti realizzati nello stabilimento vi sono linee senza glutine e a base vegetale, commercializzate con il marchio Felicia, che sfruttano cereali e legumi locali come materie prime per le cosiddette produzioni gluten free e plant based.
Il contesto nazionale canadese ha inoltre previsto misure a favore dell’industria agroalimentare: il governo ha messo in campo un piano strategico da 750 milioni di dollari canadesi per sostenere la crescita del settore e la transizione verso le proteine vegetali, un elemento che ha contribuito a rendere l’investimento più attrattivo.
Prospettive industriali e strategia a lungo termine
L’operazione è pensata per durare nel tempo e non come una risposta immediata a cambiamenti politici o amministrativi. Il management sottolinea che un investimento di questa entità richiede orizzonti pluriennali e una pianificazione coerente con la strategia di crescita del gruppo.
Carlo Stocco ha chiarito le prospettive nel medio periodo:
“Il nostro obiettivo è di lungo termine: un investimento come questo non si ripaga certo in quattro anni. Il piano industriale di Andriani mira a superare i 200 milioni di euro di fatturato nel 2028, ma stimiamo che il mercato nordamericano continuerà a rappresentare circa un quarto del nostro business.”
L’azienda conferma che la sede e il baricentro decisionale resteranno in Italia, mentre la nuova unità produttiva rafforzerà la resilienza delle catene di fornitura e la capacità di servire i clienti locali con prodotti realizzati sul territorio.
Dal punto di vista delle politiche commerciali, la presenza produttiva in Canada riduce l’esposizione a eventuali dazi o rallentamenti logistici e sfrutta accordi e regole di origine che facilitano gli scambi tra il continente nordamericano. La strategia risponde quindi a criteri di efficienza industriale, accesso alle materie prime e vicinanza ai mercati finali.
Impatto occupazionale e distribuzione
Il nuovo stabilimento creerà posti di lavoro diretti nel territorio locale e supporterà la distribuzione della produzione verso Canada e Stati Uniti, contribuendo a consolidare la presenza del marchio sul mercato nordamericano e a valorizzare forniture agricole regionali.