Pasta Andriani inaugura un nuovo hub produttivo in Canada

Il pastificio pugliese Andriani ha inaugurato il suo nuovo stabilimento produttivo in Canada, nella città di London (provincia di Ontario). L’impianto, destinato a servire il mercato canadese e quello degli Stati Uniti, impiegherà a regime circa 75 persone.

Contesto e motivazioni

L’investimento del gruppo è frutto di una pianificazione avviata nel 2021 e non è stato motivato esclusivamente dalle recenti tensioni commerciali o da eventuali politiche protezionistiche degli Stati Uniti. La decisione di localizzare la produzione in Canada nasce da considerazioni industriali e logistiche che guardano alla vicinanza ai mercati nordamericani e alle fonti di approvvigionamento.

Carlo Stocco ha spiegato il quadro commerciale in cui si inserisce l’investimento:

“Quando abbiamo cominciato a costruire lo stabilimento tra Canada e Stati Uniti c’era la libera circolazione delle merci. Oggi, nonostante il peggioramento delle relazioni commerciali tra i due Paesi, alcuni prodotti hanno conservato l’esenzione dal dazio, e tra questi c’è anche la pasta.”

Dettagli dell’impianto e dell’offerta

Sull’insieme del fatturato del gruppo, pari a circa 120 milioni di euro, il mercato nordamericano rappresenta oggi un quarto delle vendite. Di questa quota, una parte significativa — circa il 70% — proviene dalle vendite dirette negli Stati Uniti, rendendo il Nord America uno sbocco strategico per l’azienda.

Il nuovo stabilimento è stato realizzato con una prospettiva industriale: avrà una superficie di circa 5.700 metri quadrati, un costo complessivo stimato in 34 milioni di euro e produrrà la pasta destinata ai consumatori nordamericani. La scelta di London è stata influenzata dalla presenza di un polo di innovazione nel settore agroalimentare e dalla vicinanza alle aree di produzione di legumi in Ontario, fondamentali per le referenze a base vegetale dell’azienda.

Tra i prodotti realizzati nello stabilimento vi sono linee senza glutine e a base vegetale, commercializzate con il marchio Felicia, che sfruttano cereali e legumi locali come materie prime per le cosiddette produzioni gluten free e plant based.

Il contesto nazionale canadese ha inoltre previsto misure a favore dell’industria agroalimentare: il governo ha messo in campo un piano strategico da 750 milioni di dollari canadesi per sostenere la crescita del settore e la transizione verso le proteine vegetali, un elemento che ha contribuito a rendere l’investimento più attrattivo.

Prospettive industriali e strategia a lungo termine

L’operazione è pensata per durare nel tempo e non come una risposta immediata a cambiamenti politici o amministrativi. Il management sottolinea che un investimento di questa entità richiede orizzonti pluriennali e una pianificazione coerente con la strategia di crescita del gruppo.

Carlo Stocco ha chiarito le prospettive nel medio periodo:

“Il nostro obiettivo è di lungo termine: un investimento come questo non si ripaga certo in quattro anni. Il piano industriale di Andriani mira a superare i 200 milioni di euro di fatturato nel 2028, ma stimiamo che il mercato nordamericano continuerà a rappresentare circa un quarto del nostro business.”

L’azienda conferma che la sede e il baricentro decisionale resteranno in Italia, mentre la nuova unità produttiva rafforzerà la resilienza delle catene di fornitura e la capacità di servire i clienti locali con prodotti realizzati sul territorio.

Dal punto di vista delle politiche commerciali, la presenza produttiva in Canada riduce l’esposizione a eventuali dazi o rallentamenti logistici e sfrutta accordi e regole di origine che facilitano gli scambi tra il continente nordamericano. La strategia risponde quindi a criteri di efficienza industriale, accesso alle materie prime e vicinanza ai mercati finali.

Impatto occupazionale e distribuzione

Il nuovo stabilimento creerà posti di lavoro diretti nel territorio locale e supporterà la distribuzione della produzione verso Canada e Stati Uniti, contribuendo a consolidare la presenza del marchio sul mercato nordamericano e a valorizzare forniture agricole regionali.



Author: Tony
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