Mattarella incontra il grande imam di Al Azhar: chi è davvero Ahmed al Tayeb

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il Grande Imam di Al Azhar, Ahmed al Tayeb, massima autorità religiosa dell’islam sunnita. L’incontro si inserisce nel quadro delle iniziative per promuovere il dialogo interreligioso e la pace, in coincidenza con la partecipazione dell’Imam all’evento internazionale organizzato da Sant’Egidio intitolato Osare la pace.

Al Azhar, situata al Cairo, è riconosciuta come la più antica università islamica ancora operativa e rappresenta un centro di riferimento religioso, educativo e giuridico per oltre un miliardo di musulmani di tradizione sunnita. L’istituzione svolge un ruolo centrale nella formazione teologica, nella codificazione del diritto islamico e nella mediazione culturale a livello internazionale.

Formazione e carriera accademica

Ahmed al Tayeb è nato a Luxor nel 1946. Ha conseguito la laurea in teologia e filosofia islamica presso la università di Al-Azhar nel 1969 e il dottorato nel 1977. Ha approfondito gli studi in Europa, frequentando corsi presso la Sorbona e consolidando così una formazione che unisce tradizione islamica e confronto accademico internazionale.

Nel corso della sua carriera è stato docente in diverse università in Egitto e in altri Paesi arabi, arrivando a ricoprire la cattedra di filosofia presso la università di Al-Azhar. Prima di essere nominato Grande Imam nel 2010, ha svolto le funzioni di Rettore della stessa università e ha ricoperto il ruolo di Gran Mufti d’Egitto, posizioni che gli hanno conferito autorità morale e intellettuale all’interno del mondo sunnita.

Posizione sull’estremismo e impegno per il dialogo

Ahmed al Tayeb si è ripetutamente espresso contro il fanatismo e il terrorismo, sottolineando come le ideologie violente siano incompatibili con i principi del vero islam. Ha promosso un’interpretazione moderata e inclusiva della fede, impegnandosi a distinguere tra atti di violenza e il messaggio religioso condiviso dalla maggioranza dei fedeli.

L’Imam ha sviluppato rapporti stabili con leader religiosi di altre confessioni, in particolare con Papa Francesco, con cui ha firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Quel testo rappresenta un punto di riferimento per iniziative congiunte contro l’odio, la violenza e l’estremismo sfruttando la religione come fattore di coesione sociale.

Impatto politico e culturale

La visita al Quirinale e la partecipazione a Osare la pace evidenziano il ruolo di Ahmed al Tayeb come interlocutore internazionale nelle politiche di promozione della pace e del dialogo interreligioso. Il suo influsso è significativo non solo sul piano religioso ma anche in termini di soft power: le posizioni espresse dalla leadership di Al Azhar possono contribuire a orientare pratiche educative, legislazioni e politiche pubbliche nei Paesi a maggioranza musulmana.

Per le istituzioni e le organizzazioni che operano nel campo della convivenza pacifica, il confronto con figure come il Grande Imam di Al Azhar è utile per costruire strategie condivise contro radicalismi e per promuovere iniziative culturali e formative che favoriscano integrazione, rispetto reciproco e stabilità sociale.



Author: Tony
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