Transizione energetica e benessere: nei paesi dell’UE si punta sulla bicicletta
- 26 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Lanciata nel 2021, la strategia nazionale per la mobilità ciclabile mira a incrementare l’uso della bicicletta coinvolgendo istituzioni, associazioni e imprese per realizzare un vero e proprio punto di svolta nella cultura della mobilità ciclabile in Spagna.
Tra i promotori figura anche ConBici, un’associazione che lavora per il riconoscimento del valore sociale della bicicletta e per l’introduzione di incentivi aziendali che permettano il rimborso o la retribuzione del tragitto casa-lavoro in bicicletta, pratica già diffusa in alcuni Paesi europei.
Obiettivi strategici e strumenti di policy
La strategia nazionale si fonda su obiettivi chiari: ridurre le emissioni urbane, migliorare la qualità dell’aria, diminuire la congestione e favorire la salute pubblica attraverso lo spostamento attivo. Per raggiungerli vengono utilizzati strumenti di policy come i PMUS (Piani di Mobilità Urbana Sostenibile), incentivi economici per gli enti locali e finanziamenti destinati alle infrastrutture ciclabili.
Iniziative locali e piani urbani
Molte amministrazioni comunali hanno adottato PMUS che privilegiano la mobilità a basso impatto: città come Siviglia, Valencia, Saragozza e Vitoria hanno implementato reti ciclabili, zone a traffico limitato e politiche per la moderazione del traffico nei centri storici.
Queste misure sono pensate non solo come opere infrastrutturali ma anche come interventi integrati che includono comunicazione, formazione alla sicurezza, programmi nelle scuole e accordi con le imprese per incentivare il pendolarismo in bicicletta.
Finanziamenti nazionali e programmi di supporto
Nel 2025 il governo ha annunciato l’espansione del programma MOVES Sostenibilità, finalizzato a finanziare piste ciclabili, parcheggi sicuri e infrastrutture per la sosta delle bici nei comuni medi e grandi. Tali interventi sono pensati per favorire la continuità dei percorsi e aumentare la percezione di sicurezza degli utenti.
Accanto a iniziative nazionali, fondi europei sostengono progetti su scala territoriale: oltre 2,4 miliardi di euro provenienti dal programma Next Generation EU sono destinati alla trasformazione sostenibile della mobilità urbana, con una quota significativa rivolta alle infrastrutture ciclabili.
Progetti transfrontalieri e reti ciclabili europee
I programmi europei come il Connecting Europe Facility co-finanziano corridoi ciclabili internazionali: tra questi figurano le rotte EuroVelo 1 (Rotta Atlantica) e EuroVelo 8 (Rotta Mediterranea), che collegano la Spagna alla Francia e al Portogallo attraversando città come San Sebastián, Girona, Málaga e Cadice.
Tali corridoi migliorano la connettività transfrontaliera, promuovono il turismo sostenibile e facilitano la creazione di standard comuni per segnaletica, sicurezza e interoperabilità dei servizi lungo le tratte internazionali.
Esempi di città e servizi locali
Secondo valutazioni pubblicate nel 2022, città come Vitoria, Siviglia, Valencia e Barcellona sono considerate tra le più avanzate in termini di accessibilità ciclabile. Barcellona dispone già di oltre 250 chilometri di piste ciclabili e di un sistema pubblico di bike sharing, Bicing, che registra oltre otto milioni di viaggi l’anno.
Madrid mostra progressi ma resta in ritardo rispetto ad altre metropoli: è previsto un investimento di 30 milioni di euro entro il 2026 per realizzare un anello ciclabile metropolitano e migliorare i collegamenti tra le piste esistenti, misura volta a integrare la rete urbana con i trasporti pubblici.
Ruolo dei finanziamenti strutturali e iniziative regionali
Fondi strutturali come il FESR contribuiscono a progetti locali: città come Saragozza e Santander stanno ampliando le proprie reti ciclabili e pedonali nell’ambito dell’iniziativa European Green Cities, con interventi che ricomporrono gli spazi urbani e rafforzano la resilienza climatica.
Cooperazione, registri e standard tecnici
La diffusione di buone pratiche è sostenuta dalla Rete spagnola delle città per la bicicletta (RECB), che promuove la cooperazione tecnica tra amministrazioni e la definizione di standard condivisi. Tra le iniziative di regolazione figura il supporto a registri per la protezione dei beni, come il BiciRegistro, utile per contrastare il furto e favorire il recupero dei mezzi.
Impatto atteso e sfide operative
Nel complesso, gli investimenti e le politiche mirano a generare un trasferimento modale significativo dal veicolo privato alla bicicletta, con benefici in termini di emissioni, salute pubblica e vivibilità urbana. Tuttavia permangono sfide operative: la continuità delle infrastrutture, la sicurezza nelle intersezioni, la manutenzione delle piste e la governance metropolitana richiedono coordinamento fiscale e amministrativo tra livelli di governo.
Per realizzare una transizione stabile è essenziale integrare misure infrastrutturali con incentivi economici, campagne di sensibilizzazione e regolamentazioni che favoriscano l’intermodalità tra bici e trasporto pubblico, oltre a monitorare gli effetti attraverso indicatori di mobilità e qualità dell’aria.