Terre rare, Von der Leyen: lavoriamo a un piano Ue per ridurre la dipendenza dalla Cina

La Commissione europea ha annunciato l’elaborazione di un piano volto a ridurre la dipendenza dell’industria UE dalle terre rare provenienti dalla Cina, a seguito delle recenti restrizioni alle esportazioni imposte da Pechino su questi materiali e su alcune materie prime per batterie. L’intervento è stato illustrato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante un incontro a Berlino.

Ursula von der Leyen ha detto:

“La nostra risposta deve essere proporzionata ai rischi che stiamo affrontando in questo settore. Per questo stiamo mettendo a punto un nuovo piano per garantire all’industria europea accesso a fonti alternative di materie prime critiche nel breve, medio e lungo termine.”

Le terre rare sono elementi essenziali per la produzione di veicoli elettrici, per componenti di meccanica di precisione e per numerosi equipaggiamenti a uso civile e militare. La dipendenza da un unico fornitore espone le catene di approvvigionamento dell’UE a rischi strategici, industriali e tecnologici.

Il nuovo piano RESourceEU

La Commissione proporrà un programma-strategia denominato RESourceEU, pensato per coordinare gli sforzi europei sul tema delle materie prime critiche e ridurre la dipendenza dalla Cina. L’iniziativa punta a un approccio multifrontale che unisca aumenti di produzione nel territorio europeo, diversificazione delle importazioni e misure di tutela delle catene del valore.

Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale della Commissione, ha illustrato i contenuti principali dell’iniziativa e il legame con le recenti mosse commerciali internazionali.

Stéphane Séjourné ha detto:

“Gli annunci della Cina hanno messo in luce una dipendenza critica dalle materie prime come le terre rare: questo non è sostenibile. L’UE deve mobilitare tutti gli strumenti per difendere la propria indipendenza e la sicurezza economica.”

Tra le misure previste dal RESourceEU vi è la creazione di un centro congiunto di acquisto e stoccaggio strategico per materie prime essenziali, ispirato a modelli già adottati da altri Paesi come il Giappone. L’obiettivo è stabilizzare i flussi di approvvigionamento e ridurre la vulnerabilità a shock esterni.

Strumenti previsti e ambiti d’intervento

Il pacchetto propone interventi su più fronti: incentivare l’attivazione di progetti di estrazione e lavorazione in Europa, promuovere accordi commerciali e partnership con fornitori alternativi, potenziare la filiera del riciclo e sostenere investimenti in ricerca e tecnologie per ridurre l’uso di materiali critici.

La proposta implica anche misure regolatorie e finanziarie per accelerare licenze e procedure ambientali compatibili, nonché strumenti per garantire la resilienza delle catene produttive strategiche, dalla materia prima al prodotto finito.

Riferimenti ad esperienze pregresse

Nel suo intervento la presidente ha richiamato il confronto con iniziative precedenti, in particolare il piano RepowerEu, che fu varato per ridurre la dipendenza energetica dall’esterno dopo la crisi legata alla riduzione delle forniture di combustibili fossili dalla Russia.

La stessa logica collettiva — coordinamento centrale, leve finanziarie comuni e acquisti aggregati — viene ora proposta per le materie prime, con l’intento di applicare alla sicurezza economica strumenti simili a quelli utilizzati durante la crisi sanitaria per la produzione e distribuzione dei vaccini.

Implicazioni politiche ed economiche

Se attuato, il programma avrà impatti rilevanti sulla politica industriale europea: richiederà investimenti pubblici e privati, un’intensa coordinazione tra Stati membri e un aggiornamento delle politiche commerciali e ambientali. Le scelte riguarderanno tempistiche di sviluppo, sostenibilità ambientale delle attività estrattive e condizioni di sicurezza per le tecnologie strategiche.

Dal punto di vista geopolitico, la strategia intende ridurre il potere di leva derivante dal controllo delle forniture, pur mantenendo canali di dialogo e cooperazione con partner internazionali per evitare escalation commerciali o tensioni politiche.

Prossime tappe e coordinamento

I prossimi passi prevedono l’elaborazione formale delle proposte legislative e operative da parte della Commissione europea, il confronto con il Parlamento e il Consiglio dell’UE, nonché consultazioni con l’industria, la comunità scientifica e la società civile. Sarà fondamentale definire strumenti finanziari per sostenere nuovi impianti, il riciclo e la ricerca su materiali alternativi.

Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità degli Stati membri di coordinare politiche industriali e investimenti pubblici e privati, bilanciando obiettivi di sicurezza strategica, competitività e sostenibilità ambientale.



Author: Tony
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